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Il caso dei fratellini

Figli allontanati a Lanciano, Pietro Loffredo un sopralluogo immediato

I legali di Pietro Loffredo, padre della piccola Fortuna, chiedono al Tribunale per i minorenni dell’Aquila di verificare le condizioni attuali della casa e la procedura seguita. Sollecitati anche incontri e contatti regolari con i bambini.
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I genitori dei tre fratellini allontanati il 17 settembre a Lanciano hanno chiesto al Tribunale per i minorenni dell’Aquila un sopralluogo immediato nella loro abitazione. Vogliono che siano accertate le condizioni attuali della casa e valutati gli interventi effettuati dopo l’allontanamento dei bambini. A renderlo noto sono gli avvocati Angelo e Sergio Pisani, legali di Pietro Loffredo, padre di Fortuna, la bambina violentata e uccisa a Caivano.

«Verificare anche la procedura»

I difensori chiedono che l’accertamento riguardi non soltanto l’abitazione, ma anche «il rispetto delle garanzie e della procedura previste dall’articolo 403 del Codice civile», che disciplina gli interventi urgenti della pubblica autorità a tutela dei minori. La richiesta di verifica, precisano i legali, non equivale a un accertamento già compiuto di eventuali irregolarità.

«Se le criticità che avevano determinato l’allontanamento sono state eliminate e la casa è oggi sicura, deve cessare anche la separazione dei bambini dai genitori», sostengono Angelo e Sergio Pisani. Secondo i due avvocati, un eventuale rientro potrebbe essere accompagnato da prescrizioni, controlli e sostegno domiciliare. Resta centrale, sottolineano, la verifica delle condizioni di sicurezza effettive.

La richiesta di incontri

In attesa delle valutazioni del tribunale, i difensori chiedono incontri in presenza e contatti regolari dei tre fratellini con entrambi i genitori. «Ogni giorno lontano dalla famiglia pesa», affermano. «Se il pericolo è cessato, cessino anche le ragioni dell’allontanamento».

Gli avvocati richiamano infine l’attenzione della Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni. A loro giudizio, occorre chiarire se la separazione fosse inevitabile o se le criticità potessero essere affrontate con l’intervento dei servizi sociali e un sostegno concreto alla famiglia. Al momento, la possibilità di un ricongiungimento resta una richiesta della difesa, subordinata alle verifiche e alle decisioni delle autorità competenti.

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