Denise la figlia di Lea Garofalo si è tolta la vita: aveva la stessa età della madre quando è morta

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Unite fino alla morte: Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, uccisa dalla ‘ndrangheta nel 2009, si è tolta la vita all’età di 35 anni.

La madre aveva la stessa età quando fu barbaramente uccisa dall’ex compagno Carlo Cosco, padre di Denise, e il suo corpo fu bruciato e fatto a pezzi. Per anni Denise è stato il simbolo della resistenza contro la violenza e contro la criminalità ed ha continuato la battaglia contro il padre iniziata dalla madre. Ha dovuto tenere nascosto, per anni, il suo volto e la sua identità,  continuando con coraggio il viaggio iniziato da Lea Garofalo

La madre Lea Garofalo uccisa dall’ex ndranghetista: il suo corpo fu fatto a pezzi e bruciato

Ma nei giorni scorsi, ha deciso di smettere di combattere: si è lanciata dal balcone ed è morta, oggi, dopo giorni di agonia. Un gesto estremo che è arrivato a 35 anni, la stessa età della mamma quando è stata uccisa. Probabilmente, non è una coincidenza che Denise si sia voluta riunire proprio ora a Lea dalla quale si era dovuta separare all’età di 4 anni.

Lea Garofalo è stata dopo la morte un simbolo della lotta contro la violenza di genere e contro la ‘ndrangheta. Aveva deciso di collaborare con la giustizia ma il compagno Carlo Cosco l’uomo l’aveva convinta a raggiungerlo a Milano, lasciando il programma di protezione al quale aveva avuto accesso assieme alla figlia.

Ed è a Milano che l’uomo, esponente della ‘ndrangheta, uccise la ex assieme ad alcuni complici, tra questi Rosario Curcio che si occupò di distruggere il cadavere e morto suicida nel carcere di Opera a Milano dove scontava la condanna all’ergastolo. Denise Cosco, con la sua testimonianza, contribuì a ricostruire l’omicidio della madre.

Era nata il 4 dicembre del 1991, la madre aveva cercato di proteggerla e tenerla lontana dal contesto criminale al quale apparteneva il padre, componente del clan della ‘ndrangheta di Petilia Policastro, un comune di appena 8mila abitanti della provincia di Crotone, in Calabria.

Lea Garofalo iniziò un programma di protezione e decise di far cambiare identità alla figlia. Ma, convinta dall’ex compagno, lo raggiunse a Milano insieme a Denise.

Il ricordo di Denise di don Luigi Ciotti: “E’ morta una donna coraggiosa e sofferente che ha provato a tenere in equilibrio questi due estremi della sua vita”

A ricordare Denise Cosco con un messaggio commosso, don Luigi Ciotti: “Oggi è morta una giovane donna coraggiosa e sofferente. Il coraggio e la sofferenza hanno rappresentato i due estremi dentro ai quali si è mossa l’intera vita di Denise, i due piani della bilancia che a lungo ha provato, con tutte le sue forze, a tenere in equilibrio. Oggi però qualcosa, in quel fragilissimo equilibrio, si è spezzato per sempre. Qualcosa si è spezzato dentro la sua anima inquieta e sensibile” ha detto il presidente di Libera e Gruppo Abele.

“E qualcosa si sta spezzando anche dentro di noi – continua – Nel restare fedele al percorso di riscatto iniziato da Lea, la sua adorata mamma, Denise ha dovuto vivere per anni nascosta, senza però mai rassegnarsi davvero, perché il suo sogno era sentirsi finalmente libera e autonoma. Proprio come Lea, Denise aveva infatti una grande sete di vita, di libertà e di amore”.

“Vogliamo adesso immaginarla riunita in un grande abbraccio con la sua mamma. Vorremmo dirle ‘Scusa! Perdonaci per non essere riusciti a tenerti qui con noi’, ma anche ‘Grazie del tempo che abbiamo passato insieme. Non giudichiamo la sua storia, non innalziamola e non compatiamola. Lei non lo vorrebbe. Denise, resterai per sempre dentro al nostro cuore e al nostro impegno”, conclude don Ciotti.

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