Arzano – Bonifica della Galleria: in mezzo ai rifiuti spunta una pistola, alcuni proiettili e targhe rubate. Raccolti e selezionati circa 10 tonnellate di spazzatura mentre nelle prossime settimane partirà la bonifica del tunnel non senza eventuali sorprese.
Prosegue dopo lo stop estivo la bonifica della famigerata galleria alla rotonda di Arzano. Gli operai della ditta incaricata dal Commissariato per le discariche abusive avrebbero trovato tra i rifiuti presenti sulla discesa all’inferno, come tanti altri oggetti un’arma, poi repertata come scacciacani, alcuni proiettili e targhe di auto. Sarà difficile che le indagini possano aiutare a risalire a chi ha gettato e disfatto oggetti sicuri provento di azioni criminali.
La scacciacani e le munizioni sequestrate
La scacciacani e le munizioni sono state sequestrate anche se poi alla fine subiranno lo stesso trattamento, cioè andranno al macero sebbene con una procedura diversa. Una vicenda che nasce nell’ottobre del 2019 quando il cronista locale del Roma, armato del suo telefono e su segnalazioni anche di cittadini, è sceso all’inferno filmando e fotografando la bomba ecologica da cui si accede imboccando una discesa lunga circa 150 metri disseminata di rifiuti allettando il comando della Polizia locale. Una polveriera che la stessa Arpac all’epoca, dopo un primo sopralluogo certificò evidenziando il rischio incendi con possibile esplosione da combustione.
Una discarica nascosta alla vista
Ma quello che era subito saltato agli occhi ai primi a giungere sul posto dopo che il cronista aveva allertato polizia locale e carabinieri: oltre alla mole di rifiuti presenti ambo i lati della strada di accesso, la meticolosità con la quale erano stoccati i rifiuti in modo da renderli quasi invisibili. Nata circa una trentina di anni fa per collegare attraverso la metro i comuni a nord di Napoli alla vicina Piscinola, da decenni al suo interno, nella sua pancia, ha ingoiato e nasconde tonnellate e tonnellate di materiali di ogni tipo e provenienza.
Il dossier e le denunce sulle omissioni
La vicenda era stata portata, attraverso un dossier anche all’attenzione del Procuratore Gratteri e il Commissario, il Generale Giuseppe Vadalà stante la atavica inerzia degli organi Regionali e Metropolitani non senza minacce e tentativi di fermare l’inchiesta.
Il tragico crollo del 1996
I lavori della galleria erano stati sospesi il 23 gennaio del 1996 dopo il crollo a causa di una fuga di gas che decretò la morte di 11 persone compresa quella di cinque operai. Tra le vittime anche una bimba di 11 anni.
L’inchiesta della Procura sulla bonifica
L’inchiesta, appena approdata nelle mani della Procura, tenterà di far luce sulle possibili omissioni riguardante la mancata bonifica, considerato che nell’atto di dissequestro a firma del Pm della Procura della Repubblica di Napoli nel marzo del 2024 e del relativo verbale di restituzione del bene, vi fosse l’obbligo di risanamento delle aree ai sensi delle leggi in materia ambientale.
P.B.



