Emergenza caldo nelle aule,

Agropoli, una docente chiede al Governo di posticipare l’apertura delle scuole: «Troppe classi senza aria condizionata»

La professoressa Maria Cuono dell'I.I.S. "Vico - De Vivo" ha inviato un'istanza urgente alla Presidenza del Consiglio e lanciato una petizione su Change.org: «Temperature anomale e umidità mettono a rischio studenti e personale. Necessario intervento imme
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Agropoli– È partita dal Salernitano la prima mobilitazione ufficiale in Italia per chiedere il rinvio dell’apertura dell’anno scolastico 2026/2027 a causa dell’ondata di calore che sta investendo la Campania. A lanciare l’allarme è la professoressa Maria Cuono, docente dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Vico – De Vivo” di Agropoli, che ha presentato un’istanza urgente ai vertici istituzionali nazionali e locali, trasmettendo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una petizione popolare per posticipare l’inizio delle lezioni.

L’emergenza climatica nelle scuole campane

Le temperature anomale registrate negli ultimi giorni, con punte superiori ai 41 gradi in alcune zone della regione, e gli elevati tassi di umidità legati al cambiamento climatico si sono scontrati con una carenza strutturale degli edifici scolastici: secondo i dati più recenti, oltre il 92% delle scuole italiane è privo di impianti di climatizzazione adeguati. Una situazione che, secondo la docente di Agropoli, configura una «palese violazione delle condizioni di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro», ai sensi del Decreto Legislativo 81/08.

La petizione su Change.org

A supporto dell’azione istituzionale, la professoressa Cuono ha avviato una raccolta firme sulla piattaforma Change.org, che sta registrando una rapida adesione da parte di famiglie e personale scolastico. I firmatari chiedono il differimento dell’inizio delle lezioni «fino al ripristino di condizioni climatiche idonee» allo svolgimento delle attività didattiche in sicurezza.

«Il persistere di questo caldo mette a repentaglio il benessere psicofisico di tutta la comunità scolastica», ha dichiarato la professoressa Cuono, sottolineando come la situazione sia diventata «insostenibile per la vita scolastica quotidiana».

L’appello alle istituzioni locali

La mobilitazione punta i riflettori sulla responsabilità degli enti territoriali. «È necessario un intervento tempestivo delle autorità, a partire dal Sindaco di Agropoli, affinché adottino i provvedimenti di propria competenza per posticipare l’avvio delle lezioni in presenza di evidenti rischi termoigrometrici», ha aggiunto la docente.

L’iniziativa di Agropoli potrebbe presto trovare eco in altre città della Campania e del Mezzogiorno, dove le ondate di calore si stanno protraggono oltre le previsioni. La Regione Campania, attraverso il Centro Funzionale della Protezione Civile, ha già emanato avvisi di criticità per “ondate di calore” fino alla fine di agosto, invitando la popolazione a limitare gli spostamenti nelle ore più calde.

Il contesto nazionale

Il caso di Agropoli si inserisce in un quadro nazionale allarmante: un’indagine di Tuttoscuola rivela che su circa 365.973 aule stimate per l’anno 2024-2025, solo 26.350 sono dotate di climatizzazione, mentre 339.623 ne risultano prive. Sindacati e associazioni di categoria, tra cui Anief e Gilda, hanno già lanciato appelli per investimenti strutturali, proponendo un piano nazionale da 1,5 miliardi di euro nel triennio per l’adattamento climatico degli edifici scolastici.

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