napoli. -A tre anni esatti dalla tragica scomparsa di Giovanbattista Cutolo, per tutti “Giogiò”, la città di Napoli torna a stringersi attorno alla memoria del giovane corno dell’Orchestra Scarlatti Young, ucciso a soli 24 anni in piazza Municipio dopo essere intervenuto per sedare una lite.
La cerimonia di commemorazione, tenutasi alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, si è trasformata in un momento di forte riflessione civile e di proposta concreta per la toponomastica cittadina.
La proposta della madre: «Rinominare le piazze per trasmettere il suo messaggio»
La madre di Giogiò, Daniela Di Maggio, ha colto l’occasione della commemorazione per lanciare un appello diretto al primo cittadino e agli amministratori presenti. L’obiettivo è trasformare il ricordo personale in una memoria collettiva e formativa per la città.
«Per me la memoria è fondamentale, non dobbiamo dimenticare il martirio di Giogiò e quello che lui ha fatto. Ha portato il ‘noi’ nella nostra società dell’io, quindi io ho il dovere di trasmettere il suo messaggio. Vorrei chiedere al sindaco e a tutti i sindaci presenti di cambiare i nomi delle strade: abbiamo ancora spazi dedicati a chi ha scritto le leggi razziali o vissuto il ventennio fascista. Invece di chiamarlo Piazzale Tecchio, chiamiamolo Piazzale Giovanbattista Cutolo. Partiamo anche da qui.»
Manfredi: «Serve un’alleanza tra istituzioni e scuola contro l’epidemia di violenza»
Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, ha sottolineato l’esigenza di una risposta sistemica che unisca legalità e recupero sociale dei giovani a rischio, affinché il sacrificio di Giogiò non resti isolato.
Il primo cittadino ha rimarcato che la violenza giovanile rappresenta una vera e propria emergenza sociale, da contrastare offrendo alternative concrete a chi imbocca strade sbagliate per mancanza di opportunità. Secondo Manfredi, il modo migliore per rendere omaggio al musicista è garantire la presenza compatta di istituzioni e cittadinanza, lavorando per una città più sicura e orientata al futuro dei propri ragazzi.
Borrelli: «Ricordiamo il ragazzo, non solo il martire»
Particolarmente toccante è stato anche il contributo del deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha richiamato l’attenzione sulla straordinaria normalità di Giovanbattista e sull’assurdità della sua perdita.
Borrelli ha evidenziato come la madre Daniela abbia saputo trasformare un dolore devastante in una battaglia di civiltà, promuovendo la prevenzione e l’educazione musicale come antidoti alla strada. Il deputato ha ribadito che le istituzioni hanno il dovere di tutelare i giovani prima che si trasformino in simboli, garantendo loro il diritto di vivere la propria età, le proprie passioni e i propri sogni in sicurezza.



