Marigliano – Crisi amministrativa conclamata a Marigliano. Il sindaco Gaetano Bocchino ha rassegnato le proprie dimissioni questa mattina, aprendo uno scenario di forte instabilità istituzionale nel comune dell’hinterland napoletano. La decisione, definita dallo stesso primo cittadino «difficile e sofferta», arriva dopo aver azzerato ieri la Giunta comunale e segue giorni di tensione esplosa nella maggioranza di governo.
«Se non ci saranno i presupposti per onorare il mandato, meglio restituire la parola ai cittadini», ha scritto Bocchino in una nota diffusa stamani, tracciando una linea netta sulla propria posizione politica. Eletto a maggio 2025, il sindaco ha motivato la scelta con la necessità di «verificare la possibilità di ritrovare nuovo slancio, nuovo entusiasmo e nuova condivisione intorno al progetto di governo».
La crisi nella maggioranza
La rottura politica è esplosa definitivamente mercoledì sera, quando tre consiglieri di maggioranza – Maria Teresa Menna, Michele Cerciello e Antonio Di Sauro – non si sono presentati al Consiglio comunale, impedendo di fatto l’approvazione di punti considerati fondamentali per l’amministrazione. L’episodio è stato preceduto da giorni di polemiche interne, alimentate anche da un messaggio «sibillino» del vicesindaco Dino Manna e dalle controversie sul costo dell’esibizione della cantante Serena Brancale per la Festa dei Tre Santi del 5 settembre.
Secondo quanto trapelato dagli ambienti politici locali, la riunione convocata venerdì alle 16 con tutti i consiglieri di maggioranza avrebbe dovuto chiarire la posizione dei tre assenti, ma le risposte politiche attese non sono arrivate. Da qui la decisione del sindaco di procedere all’azzeramento immediato della Giunta, gesto interpretato da alcune forze politiche come «un atto di forza o l’ammissione che non comanda più nulla».
La dichiarazione del sindaco
«Ho sempre inteso il ruolo di Sindaco come un servizio alla città e ai cittadini di Marigliano, da svolgere con serietà, responsabilità, nel pieno rispetto delle istituzioni e del mandato che mi è stato affidato dagli elettori», ha dichiarato Bocchino nella sua nota. Il primo cittadino ha puntato il dito contro «la crisi determinata da una parte della maggioranza», una frattura che «di fatto rallenta il programma amministrativo con il quale abbiamo ottenuto la fiducia della città».
«Tra tirare avanti e restituire la parola ai cittadini scelgo senza esitazione la seconda ipotesi: la considerazione che ho delle persone mi impedisce soluzioni al ribasso con le quali a farne le spese sarebbe prima di tutto Marigliano», ha aggiunto il sindaco, sottolineando come la propria scelta sia imposta dalla «necessità di verificare se esista ancora un progetto condiviso capace di dare slancio all’azione di governo».
I prossimi scenari
Come previsto dalla normativa vigente, Bocchino ha ora venti giorni di tempo per confermare o ritirare le dimissioni. Se nel frattempo riuscirà a trovare nuovi equilibri politici nella coalizione, potrà revocare l’atto e proseguire il mandato. In caso contrario, si aprirà la procedura per il commissariamento del comune e, successivamente, per il ritorno alle urne.
La crisi di Marigliano si inserisce in un quadro più ampio di instabilità amministrativa in Campania: solo pochi giorni fa, anche Capaccio Paestum è entrata in gestione commissariale dopo le dimissioni contestuali della maggioranza dei consiglieri comunali.



