Torino – Incensuratezza e ‘resipiscenza’: due elementi che hanno spinto il Gip di Torino a scarcerare un uomo accusato di violenza sessuale su una 13enne e su una 40enne.
La decisione ha scatenato una serie di polemiche e ha spinto il ministro Nordio a disporre l’invio degli ispettori al Tribunale di Torino. La vicenda è stata raccontata da La Stampa nell’edizione odierna.
“Ho sbagliato. Non ho mai commesso reati, è la prima volta che succede e sono molto dispiaciuto”. Ha detto questo, durante l’udienza di convalida, l’uomo di 42 anni arrestato con l’accusa di avere costretto una 13enne a subire atti sessuali all’interno del minimarket in cui lavora.
Il giudice ha ravvisato nei suoi confronti “gravi indizi di colpevolezza” anche perché il racconto della giovanissima vittima, oltre ad essere logico e lineare, è avvalorato dalle immagini delle telecamere di sorveglianza. Poi ne ha disposto la scarcerazione con il solo obbligo di firma in virtù dell’incensuratezza, dell”atteggiamento collaborativo’ e dalla ‘resipiscenza’, cioè il ravvedimento, dimostrato durante l’interrogatorio.
Secondo quanto ricostruito, la 13enne era andata nel minimarket per fare acquisti. Al momento di pagare è stata pesantemente importunata dall’uomo. Dopo essere uscita “di corsa” dal negozio ha chiamato la mamma. La famiglia si è subito rivolta alla polizia che ha arrestato il 42enne poco dopo.
Dall’acquisizione dei filmati delle telecamere è emerso che anche una donna di 40 anni era stata molestata sessualmente dal commerciante pochi minuti prima della 13enne.
Il gip, nel disporre la scarcerazione, ha motivato la decisione su alcuni elementi: l’uomo è incensurato, è parso “collaborativo” perché ha consegnato agli agenti i filmati delle videocamere. Il “trauma dell’arresto” basterebbe come deterrente. E infine, il fermato avrebbe “mostrato resipiscenza”. Durante l’udienza di convalida ha affermato di “essere dispiaciuto”. Non si è sottoposto all’interrogatorio. “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”, ha premesso.
Quindi, ieri pomeriggio l’uomo ha lasciato il carcere torinese “LoRusso e Cotugno” dopo due giorni con la misura dell’obbligo di firma giornaliero. Un obbligo che “il medesimo potrà concordare con l’autorità” e senza spostarsi dalla sua zona, cioè, andando a firmare nel commissariato più vicino.
Il pm Paolo Cappelli, che coordina l’inchiesta, aveva chiesto al gip il carcere: “Vi è il concreto pericolo che, se libero, commetta reati della stessa specie”. Troppo grave il reato contestato, la violenza sessuale, aggravato dalla giovanissima età della persona offesa, di cui l’uomo era “pienamente consapevole”, ha sottolineato il pm. Non solo. In 40 minuti l’indagato ha violentato due persone, ha rimarcato.
Il ministro Nordio: “Non posso interferire con la decisione, invio gli ispettori per acquisire ogni valutazione utile”
“Rilevo che la decisione del Gip rientra nell’ambito dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, su cui non posso e non devo interferire”. Ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio. “Nondimeno, tenuto conto della eccezionalità del caso e dell’allarme sociale cagionato, ho disposto l’invio di Ispettori per acquisire ogni valutazione utile”.



