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Tre agenti sospesi per presunte violenze nel carcere minorile di Roma

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A Roma, tre agenti della polizia penitenziaria sono stati sospesi per un anno a seguito di accuse relative a presunte violenze commesse tra febbraio e novembre 2025 su minori detenuti nel carcere Casal del Marmo.

Oltre a loro, sette altri colleghi risultano indagati con accuse che includono tortura, lesioni e falso ideologico in atti pubblici. La decisione del gip si è basata sulle dichiarazioni dei giovani detenuti coinvolti.

In risposta alla vicenda, Giuseppe Merola, segretario nazionale del sindacato FSA CNPP/SPP con delega al comparto minori, ha sottolineato l’importanza di rispettare il lavoro della magistratura, evitando però che la polizia penitenziaria venga esposta a una gogna mediatica. Merola ha evidenziato le difficoltà quotidiane degli agenti, che operano in strutture spesso precarie e affrontano detenuti con gravi problematiche psichiatriche e sociali, autori di aggressioni e altri comportamenti critici.

Il rappresentante sindacale ha inoltre ricordato il ruolo della polizia penitenziaria nel favorire il reinserimento sociale dei minori, attraverso attività e progetti educativi, sottolineando che questo modello rappresenta un’eccellenza europea basata sulla finalità educativa della pena.

Infine, Merola ha evidenziato l’aumento degli ingressi nel circuito penale minorile conseguente al decreto Caivano, un fenomeno che ha aggravato le criticità organizzative e gestionali degli istituti penali per minorenni, rendendo ancora più complesso il lavoro degli operatori penitenziari.

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