La lettera

Castellammare, appello dei Democrat a Fico e Manfredi: «Accordo per salvare la città»

Dopo lo scioglimento per camorra è corsa contro il tempo: il piano per non perdere i 500 milioni di PNRR e progetti regionali
Ascolta questo articolo Riproduci la versione audio
Ascolta
Caricamento in corso...

Castellammare – Dopo il secondo scioglimento straordinario del Consiglio comunale in quattro anni, la lista “Democratici e Progressisti” scrive al Presidente della Regione Roberto Fico e al Sindaco Metropolitano Gaetano Manfredi.

La proposta: un “Accordo per Castellammare” e il supporto tecnico di Sviluppo Campania e Invitalia per salvare opere pubbliche, Terme, Fincantieri e waterfront.

La minaccia sulla perdita dei fondi: oltre 50 milioni già persi o in bilico

L’allarme lanciato da Castellammare di Stabia va ben oltre le dinamiche d’aula locale. Con una lettera dettagliata inviata due giorni fa al Presidente della Regione Campania Roberto Fico e al Sindaco della Città Metropolitana di Napoli Gaetano Manfredi, il raggruppamento politico “Democratici e Progressisti” segna un punto di svolta nel dibattito sul futuro della città di Stabia.

La realtà cittadina si trova in una condizione istituzionale drammatica: lo scioglimento dell’assise cittadina decretato il 16 luglio 2026 (a seguito della relazione approvata all’unanimità dal Comitato dell’Ordine Pubblico a maggio) ha fatto scattare l’ennesimo commissariamento straordinario di due anni per condizionamento camorristico. Si tratta del secondo provvedimento antimafia in soli quattro anni.

Questa fragilità democratica e il conseguente “disordine amministrativo” rischiano di paralizzare il motore finanziario della città. Il pericolo imminente è l’incapacità dell’ente locale commissariato di rispettare scadenze tassative, con l’effetto devastante di veder revocati i finanziamenti legati al PNRR, al Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) e alle altre linee strategiche europee e regionali.

Il dossier ripercorre con cruda lucidità i ritardi accumulati:

Fondi già revocati: 15 milioni di euro destinati al quartiere Savorito per eliminare i vecchi prefabbricati del terremoto dell’80 e 35 milioni di euro governativi per gli interventi nel Porto Antico e Fincantieri.

Antiche Terme (12 milioni di euro): Finanziati nel 2022, la gara d’appalto è stata indetta solo in questi giorni. Per salvare il primo lotto occorre firmare il contratto entro il 31 dicembre, mentre il secondo lotto appare del tutto privo di copertura finanziaria.

Programma PRIUS (13 milioni di euro): Assegnato dalla Regione Campania per il sistema delle medie città della “Costa del Vesuvio”, necessita di verifiche e sblocco operativo immediato.

Nodo Rifiuti: Un appalto da circa 60 milioni di euro in 5 anni assegnato nel 2023 con un solo partecipante e con vincoli contrattuali (come la sede operativa e la percentuale differenziata) rimasti disattesi.

La proposta istituzionale: un “Accordo per Castellammare” con Invitalia e Sviluppo Campania

Consapevoli che una Commissione Straordinaria da sola non possiede il personale politico e tecnico sufficiente per gestire una mole d’investimenti da oltre mezzo miliardo di euro, i Democratici e Progressisti propongono a Fico e Manfredi una soluzione strutturale: la sigla di un “Accordo per Castellammare”.

La proposta prevede l’intervento diretto della Regione e della Città Metropolitana per affiancare il Comune mediante la presenza operativa di Sviluppo Campania e Invitalia. A queste strutture pubbliche verrebbe affidata la regia tecnica, il coordinamento delle procedure e l’accelerazione dei bandi. Un modello di “supporto istituzionale” pensato anche come buona prassi da esportare in altri Comuni commissariati per mafia per evitare il tracollo dei servizi e delle opere pubbliche.

I sei assi strategici per la rinascita della città

La nota analitica allegata alla lettera individua sei settori prioritari su cui intervenire d’urgenza:

Porti, Cantiere e Waterfront: Realizzazione del Parco del Mare integrando i 400 milioni stanziati dalla Regione per la bonifica del fiume Sarno. Rilancio del cantiere navale Fincantieri con il ribaltamento a mare della vasca (opera stimata oltre 500 milioni con il concorso del Governo) e demolizione dei vecchi silos al Porto Antico. Sblocco e controllo del piano di assetto per Marina di Stabia, esigendo la restituzione alla città dei 12.000 mq di spiaggia previsti per la scuola di vela.

Terme e Sanità: Integrazione tra il termalismo e la nuova rete sanitaria con il punto fermo del Nuovo Ospedale (investimento da 200 milioni di euro). Tutela delle risorse idrotermali (fonti Vanacore) e valorizzazione del patrimonio pubblico recuperato dalla Regione (Parco dei Cigni, Villa Ersilia, Centro Congressi).

Beni Culturali e Archeologia (Riprogrammazione “Grande Pompei”): Il documento evidenzia che il piano “Grande Pompei” ha destinato solo il 15% della spesa ai territori esterni agli scavi principali. Ad un anno dalla chiusura del programma, si chiede di rimodulare il Contratto di Sviluppo creando la rete dell’area archeologica e istituendo il Parco Archeologico di Stabiae (Villa San Marco, Villa Arianna, Grotta di San Biagio e lo scavo di Villa del Pastore), insieme al pieno utilizzo di Quisisana.

Rigenerazione Urbana dei Quartieri: Completamento dell’intervento al rione Savorito (dove l’appalto in corso copre solo 96 dei 189 alloggi previsti) e rigenerazione dei CMI tramite i fondi regionali da 200 milioni per l’edilizia e la collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti.

Monte Faito e Protezione Idrogeologica: Cronoprogramma certo per la ricostruzione e il ripristino della Funivia (dopo il grave incidente), riapertura della strada di accesso al Faito, contrasto al dissesto e costituzione del Parco dei Monti Lattari e delle Acque.

Mobilita e Trasporti: Definizione di una proposta per il tratto ferroviario Castellammare-Torre Annunziata, chiarimento sul tunnel EAV di via Nocera, riapertura della stazione Antiche Terme e inserimento della città negli itinerari dei treni storici di Fondazione FS.

Superare i “carrozzoni elettorali” e la trappola del consenso

Nel testo emerge anche una profonda riflessione politica sulle cause che hanno condotto alla crisi istituzionale. La prassi delle coalizioni “ammucchiata” o dei “carrozzoni elettorali”, allestiti nelle elezioni del giugno 2024 al solo scopo di vincere senza condividere un programma reale e imbarcando liste civiche eterogenee, viene indicata come la causa diretta di instabilità, litigiosità e vulnerabilità.

Il dato statistico finale citato dal documento è emblematico: nella primavera del 2028, al termine del mandato della Commissione Straordinaria, Castellammare di Stabia sarà stata governata dai commissari prefettizi per ben 8 anni su 24. Una sospensione democratica per un terzo della sua storia recente che richiede – concludono i firmatari – una netta rottura con i metodi clientelari del passato e un impegno corale delle istituzioni sovraordinate.

Cosa sapere

Punti chiave sull'appello per Castellammare

Ecco una sintesi dei principali aspetti emersi dall'appello dei Democratici e Progressisti per salvare Castellammare di Stabia.

  • Scioglimento del Consiglio: Castellammare ha subito il secondo scioglimento straordinario in quattro anni per condizionamento camorristico.
  • Accordo proposto: Si chiede un 'Accordo per Castellammare' con il supporto di Sviluppo Campania e Invitalia per gestire gli investimenti.
  • Fondi a rischio: Oltre 50 milioni di euro di fondi pubblici sono già stati persi o sono in bilico a causa della situazione amministrativa.
  • Sei settori prioritari: Sono stati individuati sei settori chiave per la rinascita: porti, terme, beni culturali, rigenerazione urbana, protezione idrogeologica e mobilità.
  • Critica alla politica: Si sottolinea la necessità di superare le coalizioni elettorali instabili per garantire una governance efficace.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Segui Cronache della Campania Canali ufficiali

Ultime Notizie

Leggi tutte le notizie

Primo piano