Interrogata dai carabinieri

‘Sono totalmente estranea ai fatti’: la sannita coinvolta nelle maxi-truffe si difende

Documenti rubati nell’agosto 2025 da operatori Internet: “Da allora indagata in serie per 40mila euro. Ora querela per furto d’identità"
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Benevento – Ha reso il proprio interrogatorio investigativo, voluto dalla Procura della Repubblica di Piacenza – magistrato titolare Dott. Antonio Colonna – una 35enne di Melizzano, nel Beneventano, già indagata in ben cinque procedimenti penali pendenti presso diverse procure italiane.

La donna, assistita dall’avvocato Massimo Viscusi, è stata sentita dai militari della stazione dei Carabinieri di Frasso Telesino, delegati dagli inquirenti emiliani, rispondendo a tutte le domande degli investigatori.
L’accusa, per ora, è la stessa in tutti i fascicoli: truffa aggravata in concorso con persone ignote.

La versione dell’indagata: “Documenti sottratti da operatori Internet”

La 35enne ha ribadito con forza la propria estraneità ai fatti contestati. Secondo la sua ricostruzione, tutto sarebbe iniziato nell’agosto 2025, quando alcuni operatori Internet – impegnati nella pubblicizzazione di offerte commerciali – sarebbero entrati in possesso dei suoi documenti personali, da lei forniti in quel frangente e mai più rivisti.

Da quel momento, sostiene la donna, sarebbe stata letteralmente “invasa” da indagini a catena, diventando destinataria di procedimenti penali per un ammontare complessivo finora quantificabile in 40.000 euro: 10.000 euro nel procedimento in cui ha reso interrogatorio, 30.000 euro in un altro fascicolo in fase di conclusione delle indagini preliminari, oltre ad altri tre procedimenti allo stato embrionale, in attesa di elezione di domicilio.

Querela per furto d’identità e conti correnti al vaglio

La donna, come anticipato, è assistita dall’avvocato Massimo Viscusi e ha annunciato che sporgerà querela contro ignoti per furto di identità. Gli inquirenti, ora, dovranno chiarire alcuni nodi cruciali dell’inchiesta: se il conto corrente da cui sono transitati e dove sono finiti i proventi delle truffe sia lo stesso utilizzato per tutte le operazioni illecite e quale artifizio sia stato messo in atto per farlo aprire a nome dell’indagata, senza che lei ne fosse a conoscenza.

Un sistema “capillare” e introiti “monster” ancora da quantificare

Dagli atti emerge il quadro di un sistema apparentemente capillare, con indagini appena agli inizi. Il quadro complessivo potrebbe condurre a introiti “monster”, mai visti né tantomeno incassati dalla donna, che ha fornito agli investigatori i propri due conti correnti personali, regolarmente in suo possesso e mai utilizzati per le operazioni illecite.

Il contesto nazionale: frodi creditizie in boom nel 2025

Il caso si inserisce in un trend nazionale allarmante: nel 2025 le frodi creditizie basate sul furto d’identità sono cresciute del 23,8% rispetto all’anno precedente, con oltre 38.300 casi e un danno complessivo superiore a 165 milioni di euro, secondo i dati dell’Osservatorio CRIF-Mister Credit

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