Napoli – Nuova polemica tra il Comitato Tassisti di Base di Napoli e l’amministrazione comunale. Al centro della contestazione ci sono questa volta i dati e le valutazioni sul lavoro dei taxi durante il periodo di Ferragosto.
Secondo il Comitato, parlare di un Ferragosto caratterizzato da un’intensa attività per il comparto taxi sarebbe una rappresentazione distante dalla realtà vissuta quotidianamente dagli operatori. A sostegno della propria posizione, i tassisti citano audio e testimonianze raccolte tra i colleghi, che descriverebbero una situazione caratterizzata da auto ferme nei posteggi e da un’offerta di servizio superiore alla domanda.
«È solo propaganda politica parlare di un Ferragosto turistico di grande lavoro per il comparto taxi», sostiene il Comitato, secondo cui la situazione dovrebbe essere verificata direttamente sul territorio.
Nel mirino la gestione delle licenze
La contestazione non riguarda soltanto l’andamento del lavoro nel periodo estivo. Nel comunicato, il Comitato Tassisti di Base mette in discussione anche le scelte dell’amministrazione sulla gestione del numero delle licenze da mettere in strada e, più in generale, sulla programmazione della mobilità cittadina.
Secondo i tassisti, l’amministrazione avrebbe affrontato il tema dell’incremento del parco auto senza tenere adeguatamente conto dell’effetto prodotto dai numerosi cantieri aperti in città e delle conseguenze che questi avrebbero sulla circolazione.
Il risultato, secondo la categoria, sarebbe una mobilità sempre più difficile, con ripercussioni non soltanto sui residenti ma anche sull’organizzazione dei flussi turistici.
«Cantieri e traffico condizionano il turismo»
Uno dei passaggi più critici del documento riguarda proprio la situazione della viabilità cittadina.
Il Comitato parla di un «cantierato cittadino selvaggio e disorganizzato» e sostiene che le difficoltà negli spostamenti potrebbero avere conseguenze anche sulle strategie dei tour operator.
Secondo i tassisti, alcuni operatori turistici avrebbero modificato la propria offerta per evitare ai visitatori disservizi e ritardi, orientando parte dei flussi verso periodi differenti dell’anno oppure verso altre destinazioni.
Si tratta di una valutazione espressa dal Comitato, che chiede tuttavia all’amministrazione di verificare concretamente l’impatto dei cantieri sulla mobilità e sulle presenze turistiche.
La richiesta: «Servono dati reali»
Il punto centrale della protesta è la necessità, secondo i tassisti, di una programmazione basata su dati aggiornati e sulla conoscenza delle condizioni reali del servizio.
«Non si può governare il trasporto pubblico non di linea limitandosi a ricevere richieste scritte per l’aumento del parco auto», sostiene il Comitato, che chiede invece un monitoraggio costante della domanda e dell’offerta.
La categoria propone, in particolare, di verificare quanti taxi restino fermi nei posteggi per periodi prolungati e quale sia effettivamente la domanda di servizio nelle diverse fasce della giornata.
Il peso del caro carburante
Nel documento viene affrontato anche il tema della contrazione dell’attività lavorativa registrata, secondo il Comitato, nel corso del 2026.
A pesare sarebbero diversi fattori: il quadro geopolitico internazionale, l’aumento generalizzato dei costi e, soprattutto, il caro carburante. Secondo i tassisti, l’incremento dei costi del trasporto aereo avrebbe inoltre inciso sulla propensione alla spesa dei turisti.
Una situazione che, sostengono gli operatori, sarebbe riscontrabile anche nel settore ricettivo, con il quale la categoria afferma di confrontarsi quotidianamente.
«Gli assessori scendano in strada»
La richiesta rivolta all’amministrazione comunale è quindi quella di un confronto diretto con la realtà del servizio.
Il Comitato invita gli assessori competenti a non fermarsi alle statistiche e alle comunicazioni ufficiali, ma a verificare direttamente le condizioni dei posteggi e il lavoro quotidiano dei tassisti.
La domanda posta dalla categoria è precisa: prima di autorizzare un ulteriore aumento delle autovetture in circolazione, occorre capire quanta sia realmente la domanda, quanti taxi rimangano fermi per ore e quale sia l’impatto dei cantieri sulla mobilità e sulle scelte degli operatori turistici.
La conclusione del Comitato è netta: «La mobilità cittadina non si governa dalle stanze del Comune: si governa conoscendo e vivendo le strade ogni giorno».








