LA CRISI DEI TRASPORTI

Stop ai mezzi pesanti dal porto di Pozzuoli: scatta la diffida al Prefetto, rifornimenti a rischio per le isole

Gli autotrasportatori proclamano lo stato di agitazione contro il trasferimento a Porta di Massa e danno tre giorni di tempo per un tavolo d’emergenza.
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Pozzuoli –  Si apre una nuova vertenza sui collegamenti marittimi nel Golfo di Napoli, con lo spettro del blocco delle merci per le isole. L’associazione di categoria New Atec, che riunisce gli autotrasportatori isolani, ha notificato una formale diffida al prefetto di Napoli, Michele di Bari, e per conoscenza al sindaco di Pozzuoli, chiedendo il ritiro o la rimodulazione immediata del provvedimento che vieta l’accesso ai mezzi pesanti al porto flegreo. Parallelamente all’atto legale, la categoria ha proclamato lo stato di agitazione.

Il nodo viabilità e il caso delle deroghe

La misura restrittiva nasce dall’inagibilità delle arterie di accesso allo scalo di Pozzuoli, interdette per ragioni di sicurezza a causa di due fabbricati pericolanti. Da lunedì, i veicoli con massa superiore a 3,5 tonnellate e lunghezza oltre gli otto metri dovranno imbarcarsi esclusivamente dal molo Porta di Massa a Napoli.

Secondo le imprese, il provvedimento rischia di paralizzare l’approvvigionamento di generi di prima necessità e prodotti deperibili, aggravato dalla mancata gestione delle prenotazioni già emesse sui traghetti fino al 31 agosto. Gli operatori contestano inoltre una presunta disparità di trattamento: l’ordinanza concede infatti il transito ai camion della nettezza urbana, veicoli di stazza analoga a quelli esclusi.

Le soluzioni proposte e l’ultimatum

Per scongiurare il blocco operativo, New Atec ha avanzato tre ipotesi tecniche: consentire il passaggio a Pozzuoli in una finestra oraria compresa tra le 2:00 e le 12:00, potenziare del 70% i collegamenti merci dallo scalo di Napoli oppure attivare la banchina di Baia. L’associazione sollecita la convocazione immediata di un vertice in Prefettura con autorità marittime, armatori e amministrazioni locali. In assenza di riscontri entro settantadue ore, scatteranno ulteriori forme di mobilitazione.

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