La ricostruzione

Napoli, il mistero del terzo uomo e il cellulare della vittima: le verità nascoste sul delitto Grivano

Le immagini delle telecamere smentiscono la difesa della Brunetti: nessuna legittima difesa, ma un’escalation di minacce, avvertimenti armati e una fuga pianificata nei minimi dettagli.
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Napoli Il Mistero Del Terzo Uomo E Il Cellulare Della Vittima Le Verita Nascoste Sul Delitto Grivano 2026 07 20
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Napoli – C’è un punto preciso in cui la ricostruzione difensiva della fuga improvvisata della coppia di killer Maurizio Maddaloni e la moglie Immacolata “Eliana”Brunetti crolla sotto il peso dei riscontri materiali. È la mattina del 6 luglio, quarantaotto ore dopo l’esecuzione di Alessandro Grivano.

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Negli uffici di una società di noleggio si presenta un uomo di cui nessuno conosce ancora l’identità. Non ha con sé la Honda T-Max di colore nero utilizzata la notte del delitto, ma si limita a consegnare un tagliando: è il ticket di un parcheggio a pagamento di via Arenaccia, dove lo scooter è stato lasciato in sosta.

Un’anomalia procedurale che per i pm rappresenta la prova regina di una rete di protezione: Maurizio Maddaloni e la compagna Immacolata “Eliana” Brunetti, entrambi in carcere da due settimane, subito dopo lo sparo non erano soli. Qualcuno li ha coperti, ha preso in consegna lo scooter e ha gestito la restituzione mentre i due viaggiavano verso Roma.

Mentre gli investigatori stringono il cerchio sull’identità di questo intermediario, resta aperta la caccia all’arma del delitto: una pistola calibro 7,65 con cui Maddaloni ha fatto fuoco, svanita nel nulla lungo l’asse dei quartieri del centro storico.

Le ombre della notte e l’inganno del reel su TikTok

Per comprendere la sequenza della notte tra il 3 e il 4 luglio occorre riavvolgere il nastro. Alle 22:30 del 3 luglio, Eliana Brunetti e Maurizio Maddaloni escono di casa dopo aver affidato i figli minorenni ai nonni paterni. Pochi minuti prima, la donna pubblica un reel su TikTok che la ritrae insieme a Maddaloni: un dettaglio all’apparenza irrilevante che si rivelerà decisivo per l’analisi dei fotogrammi. Quella stessa sera i due cenano in un ristorante di piazza Sannazaro fino alle 23:30.

Poi, secondo il racconto fornito dalla Brunetti durante l’interrogatorio, comincia una sequenza di eventi descritta come un’escalation fortuita.
La donna ha sostenuto che, intorno a mezzanotte, nei pressi del Borgo Sant’Antonio (vicino alla Pretura e a una chiesa), la coppia avrebbe incrociato casualmente Alessandro Grivano. Quest’ultimo avrebbe insultato la donna e cercato di spingerla per farla cadere dal motorino, spingendo i due alla fuga.

Successivamente, Maddaloni l’avrebbe accompagnata a casa per consentirle di usare il bagno mentre lui andava a fare benzina, per poi riprenderla 15 minuti dopo. Alle 00:30, sul Corso Garibaldi, il secondo incontro: Grivano, in sella del suo mezzo, avrebbe affiancato lo scooter rallentando, facendo il gesto di estrarre qualcosa dalla tasca e tentando persino uno speronamento.

A quel punto — sostiene la Brunetti — Maddaloni, impaurito e all’insaputa della compagna circa il possesso di un’arma, avrebbe esploso uno o due colpi puntando verso il basso e lateralmente.

La smentita dei filmati: un’esecuzione dall’alto

Questa ricostruzione si è frantumata di fronte al riscontro visivo dei sistemi di videosorveglianza. I filmati registrati nella zona tra Piazza Volturno e Vico Pergole mostrano una dinamica completamente diversa: non vi è alcun affiancamento preventivo né tantomeno un tentativo di speronamento o gesti provocatori da parte della vittima.

Nelle immagini si nota lo scooter condotto da Maddaloni sopraggiungere alle spalle a velocità sostenuta lungo Corso Garibaldi. Maddaloni stende il braccio destro puntandolo in posizione perfettamente orizzontale contro il busto di Grivano. Raggiunto dal proiettile, Grivano tenta una disperata manovra di scarto verso destra per rifugiarsi in un vicolo, mentre attorno la gente fugge terrorizzata.

Ferito a morte, l’uomo riuscirà a trascinarsi a stento fino a Piazza Sant’Anna a Capuana, dove chiederà aiuto prima di accasciarsi semicosciente a terra.

Il piano di fuga e la recita di Roma

Anche la presunta inconsapevolezza di Eliana Brunetti è stata rigettata dal Gip. Se la donna fosse stata davvero all’oscuro della presenza della pistola e avesse assistito a un gesto improvviso e sconsiderato del compagno, si sarebbe dissociata o avrebbe chiamato i soccorsi. Invece, la condotta della coppia segue un copione preordinato: subito dopo gli spari, senza bagagli e senza tornare a salutare i figli, i due raggiungono lo stazionamento degli autobus e alle 2:00 della notte partono alla volta di Roma.

Agli atti, la Brunetti ha giustificato quel viaggio improvviso spiegando che si trattava di una gita programmata da tempo “per visitare la Fontana di Trevi e trascorrere qualche giorno insieme”, sostenendo di aver appreso della morte di Grivano solo dopo diversi giorni tramite i social media e di essere rimasta sotto shock in un B&B, prima di decidere di rientrare a Napoli l’8 luglio per consegnarsi in Questura. Un alibi che gli inquirenti considerano una mera copertura per una fuga a caldo.

Un anno di terrore: il racconto della moglie della vittima

A collocare l’agguato all’interno di una cornice premeditata sono state le dichiarazioni rese nell’immediato da dalla compagna di Grivano. La donna ha riferito che la sera del 3 luglio era a cena con il compagno e la figlia minore. Intorno alle 00:20 Grivano l’aveva riaccompagnata a casa senza salire, dicendo che sarebbe andato a fare un giro veloce. Poco dopo, la donna ha udito le detonazioni dalla strada. Non ricevendo risposta al telefono, è scesa in strada aprendo un quadro drammatico: la folla parlava già dell’agguato ad Alessandro nei pressi della Chiesa di Sant’Anna.

Giunta sul posto, con il compagno steso a terra, la donna ha immediatamente fatto il nome di Maddaloni, rivelando che da settimane circolavano voci chiarissime — confermate dallo stesso Grivano — sul fatto che “Ernesto” (Maddaloni) volesse ucciderlo a causa della passata relazione tra la vittima ed Eliana Brunetti, un rapporto sentimentale durato due anni e terminato circa dodici mesi prima.

La donna ha verbalizzato episodi che testimoniano un’escalation di minacce durata mesi.

L’agguato sotto casa e gli spari alla finestra

Circa tre mesi prima del delitto, due uomini in scooter si erano presentati sotto casa. Uno dei due, a volto scoperto, era stato riconosciuto senza ombra di dubbio in Maddaloni. Impugnando una pistola, l’uomo aveva insultato la donna e sparato diversi colpi contro la finestra dell’abitazione. I Carabinieri intervenuti rilevarono le intaccature dei proiettili e la donna riconobbe Maddaloni in sede di individuazione fotografica, senza tuttavia formalizzare la denuncia per terrore.

L’imbasciata di “O Chicc”

A frenare la denuncia fu un avvertimento fatto recapitare a Grivano dal fratello della Brunetti, Manauel Brunetti soprannominato “O Chicc”, ex elemento di spicco della celebre “Paranza dei bambini” di Forcella e in carcere dal 2013 per l’omicidio di una guardia giurata, il quale chiarì che in caso di esposto alle forze dell’ordine sarebbe esplosa una “guerra”.

Le minacce di accoltellamento e lo scherno alla quattordicenne: Successivamente, la Brunetti aveva seguito in strada la moglie di Grivano fissandola con insistenza, per poi riferire a Grivano (che ne aveva parlato alla compagna) l’intenzione di volerla accoltellare. Solo pochi giorni prima dell’omicidio, la figlia quattordicenne, era stata affiancata in strada dalla coppia a bordo del T-Max nero e derisa pubblicamente.

Il precedente colpo di pistola in piazza

Il 7 luglio la moglie di Grivano ha fornito un ulteriore tassello, appreso dal fratello della vittima, Vincenzo Grivano. Tra uno e due anni prima, in Piazza Santa Maria la Fede, Eliana Brunetti era sopraggiunta in scooter e, dopo che Grivano le aveva chiesto di allontanarsi, aveva estratto una pistola dalla cintola dei pantaloni esplodendo un colpo ad altezza uomo. Grivano si era salvato solo riparandosi al volo tra due auto in sosta. Episodio questo sul quale si stanno svolgendo le indagini.

Gli accertamenti tecnici e il cellulare bloccato

A fronte delle accuse mosse dalla Brunetti durante gli interrogatori — che ha descritto Grivano come un soggetto violento, assuntore di stupefacenti e autore di passate percosse nei suoi confronti — la Procura rileva la totale assenza di riscontri o di querele mai formalizzate dalla donna.

Le indagini si concentrano ora sui reperti materiali per chiudere il cerchio probatorio. Il telefono cellulare Motorola in uso ad Alessandro Grivano, rinvenuto sul luogo del delitto ancora acceso ma con lo schermo bloccato, è stato inviato ai laboratori della Scientifica per un’ispezione informatica approfondita.

Verranno analizzati i messaggi, i tabulati e le chat per ricostruire le ultimissime ore di vita della vittima e i contatti avuti nell’imminenza dell’agguato. Contestualmente, la convalida dei sequestri sulle campionature ematiche, sugli abiti e sulle calzature di Grivano, unita ai rilievi su bossoli e ogive repertati tra Piazza Volturno e Vico Pergole, servirà a cristallizzare in modo inoppugnabile la traiettoria dei proiettili e a confermare che quella notte non ci fu alcuna lite, ma un agguato programmato per uccidere.

 

FAQ

Domande frequenti sul delitto Grivano

Ecco alcune domande comuni relative al caso di Alessandro Grivano e alle circostanze del suo omicidio.

Chi sono i principali accusati dell'omicidio di Alessandro Grivano?

I principali accusati sono Maurizio Maddaloni e la moglie Immacolata 'Eliana' Brunetti.

Qual è la motivazione dietro l'omicidio?

L'omicidio sembra essere legato a questioni di gelosia e a una relazione passata tra Grivano e Brunetti.

Cosa è emerso dalle indagini riguardo al terzo uomo?

Un terzo uomo ha consegnato un tagliando di parcheggio, suggerendo che qualcuno ha assistito e coperto la fuga della coppia.

Quali sono le prove video che contraddicono la ricostruzione della Brunetti?

I filmati di videosorveglianza mostrano Maddaloni che spara a Grivano senza alcun affiancamento o provocazione da parte della vittima.

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Commenti (2)

Il testo mi pare molto confuso e pieno di incongruenze, non so se e’ per la fretta o per errori di trascrizion, ma ci son troppi dettagli contraddittori e mancanza di chiarimenti. La sequenza degli eventi non si legge bene, ci son ripetizioni e parole sbagliate che rendon difficle capir tutto il nesso

Nonso se le prove son sufficienti ma laricostruzione sembra assai dettagliata eppur con lacune; i testimoni paiono contraddirsi e ci son strane omissioni nei tempi e nei luoghi inoltre certi termini legali sn usati male e confondono il lettore

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