SAN GIORGIO A CREMANO – Primo scossone politico per la maggioranza di centrosinistra guidata dal sindaco Michele Carbone a San Giorgio a Cremano. La consigliera comunale Ginevra Palmentieri ha annunciato l’uscita dal movimento “A Testa Alta”, insieme a 18 dei 24 candidati presenti nella lista alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio.
La decisione nasce dalla protesta contro le modalità con cui è stata individuata la rappresentante del gruppo in Giunta, scelta ricaduta su Iolanda Cacciuottolo, nominata nei giorni scorsi assessora alla Scuola e all’Avvocatura. Una nomina che, secondo i fuoriusciti, sarebbe stata frutto di una decisione presa senza un adeguato confronto interno.
A lasciare il movimento, oltre alla consigliera Palmentieri, sono anche le presentatrici e curatrici della lista, la dottoressa Libera D’Angelo e l’avvocato Mariangela Miglietta. Nel documento diffuso dai dissidenti viene contestata «l’assenza di coerenza, trasparenza e partecipazione politica» nelle scelte compiute da una componente minoritaria del gruppo.
Secondo i firmatari della nota, infatti, l’indicazione dell’assessore sarebbe stata espressa da un’area composta da cinque candidati su ventiquattro, con il sostegno del consigliere comunale Carlo Lembo e del coordinamento regionale del partito. Una decisione ritenuta non rappresentativa del risultato elettorale ottenuto dalla lista, che aveva raccolto 1.787 preferenze.
«I voti raccolti sono frutto del lavoro di donne e uomini che hanno creduto in un progetto politico serio, costruito con sacrificio e presenza costante sul territorio», si legge nella nota, in cui viene accusata la dirigenza regionale di aver avallato una scelta che avrebbe penalizzato la maggioranza della base del movimento.
Nonostante lo strappo interno, i consiglieri che hanno lasciato “A Testa Alta” hanno precisato di non voler mettere in discussione il sindaco Michele Carbone, confermando vicinanza e solidarietà al primo cittadino. «La vicenda resta confinata all’interno del partito “A Testa Alta” e trova responsabilità esclusivamente nella sua classe dirigente regionale», hanno sottolineato.
La rottura viene definita dagli ex esponenti del movimento come un atto di «dignità politica» contro una decisione che, a loro avviso, avrebbe «svilito e mortificato l’impegno, la passione e lo sforzo della quasi totalità della base territoriale».
Per la nuova amministrazione di San Giorgio a Cremano si tratta del primo nodo politico da affrontare dopo il largo successo elettorale del sindaco Carbone, eletto con oltre l’87% dei consensi.




Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti