Un furto colpisce un simbolo di riscatto sociale e legalità a Casapesenna. Nella notte ignoti hanno preso di mira il Caseificio Sociale del comune casertano, inaugurato appena il 10 luglio scorso all’interno di un bene confiscato alla camorra.
La struttura, realizzata dal consorzio Agrorinasce insieme al Comune di Casapesenna e affidata alla gestione della Cooperativa Sociale Raggio di Sole, sorge in un immobile sottratto alla criminalità organizzata, in particolare a Raffaele Capaldo, parente del boss del clan dei Casalesi Michele Zagaria.
Secondo una prima ricostruzione, i ladri sarebbero entrati dopo aver divelto la saracinesca e danneggiato le porte automatiche di ingresso. Una volta all’interno del caseificio, hanno portato via la cassa automatica, facendo perdere le proprie tracce.
A denunciare l’accaduto è stata la stessa cooperativa che gestisce l’attività, definendo il raid un gesto «vile, codardo e inaccettabile». Secondo i responsabili, il danno non sarebbe soltanto economico, ma riguarderebbe soprattutto il valore simbolico di un progetto nato per trasformare un bene sottratto alla criminalità in un presidio di lavoro e comunità.
Sul furto sono in corso le indagini dei carabinieri della Compagnia di Casal di Principe, intervenuti dopo la denuncia dei gestori. Gli investigatori stanno raccogliendo elementi utili per ricostruire la dinamica dell’irruzione e individuare i responsabili.
Dettagli sul Caseificio Sociale di Casapesenna
Ecco alcune informazioni chiave sul Caseificio Sociale e il contesto del furto.
- Inaugurazione: Il caseificio è stato inaugurato il 10 luglio 2023.
- Gestione: È gestito dalla Cooperativa Sociale Raggio di Sole.
- Origine: Sorge in un bene confiscato alla camorra, in particolare a Raffaele Capaldo.
- Obiettivo: Il progetto mira a trasformare beni sottratti alla criminalità in opportunità di lavoro.
- Indagini: Le indagini sono condotte dai carabinieri della Compagnia di Casal di Principe.




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