Castellammare di Stabia – E’ nato a Villa Stabia il bimbo di una mamma di 57 anni che si è sottoposta ad un trattamento di medicina rigenerativa e di procreazione medicalmente assistita. Madre e neonato sono in ottime condizioni di salute. La coppia di genitori ha espresso “grande emozione e felicità per il raggiungimento di un obiettivo inseguito con determinazione”.
A darne notizia è una nota diffusa dall’ufficio stampa del gruppo Omnia Salute-Pma e medicina rigenerativa, attraverso la quale viene evidenziato come l’équipe, diretta dal dottor Alfonso Maria Irollo, fosse composta dai dottori Salvatore Ercolano, Gennaro Calabrese e Fulvio Alifano.
La paziente, non italiana, è stata seguita durante l’intero percorso di procreazione medicalmente assistita e poi durante la gravidanza e il parto dallo stesso Alfonso Maria Irollo, ginecologo di Gragnano e specialista in medicina della riproduzione e medicina rigenerativa.
Irollo dirige una rete di tre centri di procreazione medicalmente assistita in Italia, tra i quali il centro di Gragnano, dove, alla fine dello scorso anno, è stato effettuato il transfer embrionario che ha dato esito positivo (confermato dalle beta-hCG e culminato ora con la nascita del piccolo).
“Questo caso – si legge nel comunicato stampa – rappresenta un risultato di particolare rilevanza clinica, ottenuto grazie a un percorso altamente personalizzato di medicina della riproduzione, frutto dell’integrazione tra tecniche avanzate di Pma, un’attenta selezione clinica della paziente e protocolli terapeutici innovativi, orientati all’ottimizzazione delle condizioni biologiche dell’endometrio e dell’organismo materno grazie alla medicina rigenerativa”.
“Ogni percorso di infertilità è unico e richiede una strategia costruita su misura – spiega il dottor Alfonso Maria Irollo – La nascita di questo bambino rappresenta innanzitutto una grande gioia per la coppia. È anche la conferma che l’integrazione tra procreazione medicalmente assistita, medicina rigenerativa e personalizzazione dei trattamenti può offrire nuove opportunità anche in situazioni particolarmente complesse, sempre nel rispetto delle indicazioni cliniche e delle migliori evidenze scientifiche disponibili”.




Mi pare un notizia interessante e al tempo stess,controversa per varii ragioni. La descrizion è confusa, cè tante abbreviazion e parole attaccate come procreazionemedicalmenteassistita,medicinaregnerativa; non è chiarissimo il profiloclino, e i risultati sembrano promettente ma ancora da verificare, inoltre la età 57 anni pone questioni cliniche e etichem che andrebber valutate meglio.