Napoli – Niente aggravante mafiosa per l’imprenditore Carmine Maisto, indicato dall’accusa come il presunto riciclatore del denaro proveniente dalle attività illecite del clan Mallardo, organizzazione criminale ritenuta componente dell’Alleanza di Secondigliano.
La sesta sezione penale della Corte di Appello di Napoli ha respinto la richiesta dell’accusa di riconoscere l’aggravante mafiosa per i reati contestati all’imprenditore. I giudici hanno condannato Carmine Maisto a due anni e quattro mesi di reclusione per la bancarotta della società Maica.
Condanna anche per il figlio Antonio Maisto, al quale sono stati inflitti due anni e due mesi di reclusione per la stessa vicenda. La sentenza conferma inoltre l’esclusione dell’aggravante mafiosa per diversi capi d’imputazione, compreso quello relativo alla bancarotta della società MPM Immobiliare.
Il procedimento giudiziario che ha visto Carmine Maisto come principale imputato ha avuto un iter particolarmente complesso. L’imprenditore, difeso dagli avvocati Dario Vannetiello e Marco Campora, era stato destinatario di un sequestro di beni dal valore di circa 50 milioni di euro, successivamente revocato con la restituzione del patrimonio.
Nel corso della lunga vicenda processuale si è reso necessario per tre volte il ricorso alla Corte di Cassazione. La sentenza pronunciata dalla Corte di Appello ha portato anche a diverse assoluzioni. Sono stati assolti gli altri due figli dell’imprenditore, Francesco e Massimo Maisto, e la moglie Anna Pezone. Assoluzione anche per il geometra Antonio Pirozzi e per gli imputati Antonio Di Napoli, Raffaele Carlino e Vincenzo Galluccio. Del collegio difensivo hanno fatto parte, tra gli altri, anche gli avvocati Teodoro Reppucci, Bruno Von Arx, Renato Veneruso e Luca Gagliano.
La decisione dei giudici di secondo grado segna un nuovo passaggio in una complessa vicenda giudiziaria caratterizzata da sequestri, successivi dissequestri e ripetuti interventi della Suprema Corte. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.






Mi pare una sentenza molto complicata e non facil da capir, i giudice han cambiato piu volte idea e poi han restituiti i beni, ma la storia resta confusa; ci son parti che non mi tornano sopratutto per la responsabilitá e i figli che son stati assolti, però restan domande su come sia avvenuto il presunto riciclagio e come s’ha controllar meglio i sequestri e dissequestri.