Il giugno appena trascorso è stato il più caldo di sempre in Europa occidentale e il secondo più caldo a livello globale, come emerge dai dati diffusi dal Servizio Copernicus per i cambiamenti climatici, gestito dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF). Le temperature superficiali dei mari hanno raggiunto valori mai registrati prima per questo periodo dell’anno, alimentando un’ondata di caldo estremo e prolungato che ha interessato gran parte del continente e le aree costiere del Mediterraneo occidentale e dell’Atlantico.
A livello globale, la media delle temperature oceaniche nell’area compresa tra 60°S e 60°N ha toccato il suo massimo storico per il mese di giugno, superando di un lieve margine il record precedente risalente al giugno 2024. Questo fenomeno è in parte attribuibile allo sviluppo di un intenso evento El Niño nel Pacifico equatoriale.
Samantha Burgess, responsabile strategica per il clima presso l’ECMWF, ha sottolineato come questi dati evidenzino il rapido cambiamento climatico in atto: “Il continuo accumulo di calore nel sistema climatico si traduce in ondate di calore sempre più intense e in mari costantemente caldi, con rischi crescenti per la salute delle persone, degli ecosistemi e delle infrastrutture”.
Il giugno 2026 ha seguito un maggio già segnato da condizioni termiche eccezionali e ha preceduto un’altra ondata di caldo all’inizio di luglio, dimostrando la frequenza crescente di eventi climatici estremi. In numerosi paesi europei, i record mensili e storici di temperatura sono stati superati, con conseguenze gravi, tra cui un aumento dei decessi legati al caldo. Questi fenomeni rappresentano una sfida urgente per la gestione del rischio climatico in Europa e a livello globale.






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