Caso di presunta malasanità

Spalla devastata dopo l’intervento, a processo due ortopedici di «Villa del Sole»

Secondo il pm, i medici operarono senza eseguire TAC e radiografie essenziali, ignorando i legamenti. La stessa clinica è già al centro del caso Iannotta-Di Vilio.
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Santa Maria Capua Vetere – Un intervento chirurgico che avrebbe dovuto restituirle la piena mobilità dell’arto e che, invece, si sarebbe trasformato in un calvario con danni biologici permanenti. La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha chiuso il cerchio sulle lesioni subite dalla signora C.R., firmando il decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di due noti ortopedici, all’epoca dei fatti in servizio presso la clinica “Villa del Sole” di Caserta.

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Alla sbarra siederanno Giacomo Marotta (57 anni, napoletano) e Carmine Angrisani (65 anni, residente a Caserta). L’appuntamento in aula, davanti al giudice monocratico, è già fissato sul calendario delle udienze predibattimentali per il prossimo 3 marzo 2027.

L’omissione degli esami chiave

Il capo d’imputazione formulato dal sostituto procuratore Giacomo Urbano delinea i contorni di una presunta colpa medica contrassegnata da imprudenza, negligenza e imperizia. I fatti risalgono al 25 luglio 2022. Secondo la ricostruzione degli inquirenti — assistiti dalle consulenze tecniche — i due specialisti avrebbero sottoposto la paziente a un intervento di riduzione e osteosintesi con fili di Kirschner alla spalla sinistra, errando tuttavia l’approccio terapeutico fin dall’inquadramento clinico.

L’ipotesi d’accusa è pesante: i medici si sarebbero concentrati esclusivamente sulla lesione ossea, omettendo del tutto di valutare la componente capsulo-legamentosa dell’articolazione. Un “cieco” percorso chirurgico che, per il pm, sarebbe stato causato dalla mancata effettuazione di esami strumentali preliminari, come TAC e radiografie, considerati invece «essenziali» dalle linee guida per pianificare correttamente l’operazione. Il risultato finale è un danno anatomico e funzionale reputato irreversibile, contro cui la persona offesa si è mossa legalmente affidandosi agli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo.

L’ombra dei precedenti sulla clinica

Il rinvio a giudizio dei due ortopedici riaccende inevitabilmente i riflettori sulla gestione della “Villa del Sole”, struttura sanitaria casertana già scossa da un’altra e ben più drammatica tempesta giudiziaria. Negli stessi uffici giudiziari sammaritani è infatti in corso il processo a carico del chirurgo bariatrico Stefano Cristiano, accusato di omicidio colposo per il decesso del sessantanovenne Francesco Di Vilio e di lesioni gravissime per il caso di Angela Iannotta, la giovane madre ridotta in fin di vita dopo un bypass gastrico.

Un procedimento speculare in cui la clinica è stata citata come responsabile civile e dove i consulenti della Procura hanno evidenziato la presunta inadeguatezza strutturale della casa di cura rispetto a interventi ad alta complessità. Anche nel caso della spalla lesionata, pur trattandosi di un fascicolo totalmente distinto, la difesa della paziente è rappresentata dai medesimi legali, i penalisti Crisileo.

La parola alla difesa

La citazione diretta a giudizio, ex articoli 550 e 552 del codice di procedura penale, permette alla Procura di saltare il filtro dell’udienza preliminare, ritenendo gli elementi di prova già solidi per il dibattimento. I difensori degli imputati — gli avvocati Antonio Mirra e Domenico Malfini — avranno ora il tempo stringente previsto dalla legge per valutare la strategia processuale, inclusa l’eventuale richiesta di riti alternativi come l’abbreviato o il patteggiamento. Per i due ortopedici, che si dicono certi di poter dimostrare la correttezza del proprio operato, vige il principio costituzionale di presunzione di innocenza fino a condanna passata in giudicato.

 

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