Estate condivisa

Napoli, nasce il «rifugio climatico culturale»: laboratori e letture gratis nell’antico convento

Nel Borgo Sant’Antonio Abate uno spazio aperto ad adulti e bambini per sfuggire all’afa e riscoprire socialità e cultura
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Un luogo dove trovare riparo dal caldo estivo, ma anche incontrarsi, leggere, giocare e partecipare gratuitamente a laboratori e attività culturali. Nasce a Napoli il «rifugio climatico culturale», ospitato nel convento cinquecentesco di Sant’Anna a Capuana, nel cuore del Borgo Sant’Antonio Abate.

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L’iniziativa, promossa da Spazio Obù, accompagnerà cittadini e visitatori per tutto il mese di luglio e durante la prima settimana di agosto. Il portone dell’antico complesso resterà aperto dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 19.

Adulti e bambini potranno partecipare a laboratori gratuiti oppure trascorrere qualche ora giocando a ping pong, biliardino e carte. Ci sarà anche la possibilità di scegliere un libro e leggerlo al fresco all’interno dell’antico chiostro, attualmente interessato da un progetto di riqualificazione curato dalla Fondazione Terzoluogo.

L’obiettivo è trasformare lo spazio in un punto di riferimento durante i mesi più caldi dell’anno, seguendo un modello già sperimentato in diverse capitali europee. Un’oasi cittadina pensata per offrire benessere, socialità e occasioni di incontro attraverso la cultura.

«Quando parliamo di rifugio climatico culturale non pensiamo soltanto ad un luogo in cui trovare qualche grado in meno, ma pensiamo ad un luogo in cui respirare meglio anche dal punto di vista delle relazioni, ad uno spazio in cui stare bene», spiega Francesca Cartolano, project manager di Spazio Obù-Fondazione Terzoluogo.

Al centro del progetto c’è infatti la volontà di creare nuove occasioni di condivisione e di incontro tra le persone. «Il clima che ci interessa costruire è quello del benessere, della prossimità, della curiosità, della fiducia e del tempo condiviso tra le persone».

Fondamentale, nella costruzione dell’iniziativa, è stato anche il rapporto con il quartiere e con chi lo vive quotidianamente. «L’ascolto del territorio è stato per noi fondamentale sin dall’inizio e l’incontro con gli abitanti, con le famiglie, i commercianti, le scuole, le associazioni e le parrocchie, ha rappresentato l’unico vero modo per cercare di coinvolgere il quartiere», sottolinea Lorenzo Scirocco, responsabile sviluppo di comunità di Obù.

Il progetto rappresenta un nuovo passo nel percorso di recupero e valorizzazione dell’antico complesso. Dopo l’inaugurazione, nel marzo dello scorso anno, dei primi 800 metri quadrati al piano terra, il prossimo importante appuntamento è previsto per l’autunno.

Con la conclusione dei lavori al primo piano nascerà infatti una biblioteca di pubblica lettura contemporanea, gratuita e aperta a tutta la città. Un nuovo spazio destinato ad ampliare ulteriormente l’offerta culturale e sociale nel cuore di Napoli.

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