Decisione del giudice

Blitz antidroga a Montesarchio, Arena resta ai domiciliari: il pm aveva chiesto il carcere

Il giudice ha accolto la richiesta della difesa dopo l’arresto del 46enne: nell’abitazione sequestrati circa 100 grammi di stupefacenti
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BENEVENTO. Resta agli arresti domiciliari Maurizio Arena, 46enne di Montesarchio, coinvolto nel blitz antidroga eseguito sabato scorso dai carabinieri. La decisione è arrivata al termine dell’udienza di convalida dell’arresto celebrata davanti al gip del Tribunale di Benevento.

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Il pubblico ministero aveva chiesto la convalida dell’arresto e l’applicazione della misura cautelare in carcere. Il gip, accogliendo le richieste formulate dall’avvocato Vittorio Fucci, difensore del 46enne, ha invece disposto la permanenza dell’indagato agli arresti domiciliari.

La vicenda ha avuto inizio sabato scorso, quando i carabinieri del Comando di Montesarchio hanno eseguito una perquisizione domiciliare finalizzata alla ricerca di sostanze stupefacenti, disposta con decreto d’urgenza del pubblico ministero.

Durante i controlli nell’abitazione di Arena e della compagna, i militari avrebbero rinvenuto circa 100 grammi complessivi di crack e hashish.

Il decreto di perquisizione si inserisce nell’ambito di un’indagine nel corso della quale quattro persone avrebbero accusato il 46enne di avere ceduto sostanze stupefacenti in cambio di denaro.

Al termine della perquisizione, Arena e la compagna sono stati condotti presso il Comando dei carabinieri di Montesarchio, alla presenza del loro difensore di fiducia. Dell’esito delle operazioni è stato quindi informato il pubblico ministero della Procura di Benevento.

Per la donna non è stata disposta alcuna misura cautelare ed è scattata la denuncia a piede libero. Nei confronti di Arena, invece, il magistrato aveva disposto gli arresti domiciliari in relazione alle ipotesi di reato di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Questa mattina la vicenda è approdata davanti al gip per l’udienza di convalida. Nonostante la richiesta della Procura di applicare la custodia cautelare in carcere, il giudice ha accolto la linea della difesa, confermando per il 46enne la permanenza agli arresti domiciliari.

Le contestazioni si trovano nella fase delle indagini e dovranno essere verificate nel corso del procedimento, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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