L’ondata di caldo che sta investendo Napoli inizia a pesare anche sugli ospedali. Al pronto soccorso dell’ospedale CTO gli accessi sono aumentati del 10% per patologie legate, direttamente o indirettamente, alle alte temperature. A confermarlo è il direttore della UOC Medicina d’Emergenza Urgenza e Pronto Soccorso, Mario Guarino, che descrive un quadro in cui a preoccupare non è solo il numero dei pazienti, ma soprattutto la gravità delle loro condizioni.
«Abbiamo registrato un incremento di accessi del 10% al pronto soccorso per motivi legati indirettamente al caldo, quindi colpi di calore e colpi di sole», spiega Guarino. I pazienti più colpiti sono soprattutto anziani e malati oncologici, categorie particolarmente vulnerabili agli effetti delle temperature elevate e della conseguente disidratazione.
«Sono arrivati da noi soprattutto anziani, oppure pazienti oncologici che con il caldo e la conseguente disidratazione hanno visto peggiorare le loro condizioni», sottolinea il direttore del pronto soccorso, evidenziando anche un aumento delle coliche renali, favorite proprio dalla perdita di liquidi nei soggetti predisposti alla formazione di calcoli.
Secondo Guarino, il vero problema riguarda la complessità clinica dei casi. «Incide sul nostro lavoro non tanto il numero, ma il peso specifico degli ammalati. Quelli oncologici, per esempio, vivono su un sottile equilibrio e con queste condizioni crollano, peggiora tutta la situazione di base e diventano pazienti critici. E sarebbe una condizione evitabile».
Il medico richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di una maggiore assistenza territoriale. «Sono pazienti in cui non viene rivalutata la terapia farmacologica, che va fatta, specie sulla somministrazione di diuretici e farmaci antipertensivi. Manca il follow up sul territorio».
Nonostante l’aumento dei casi, il CTO continua a garantire la piena operatività. «Il sistema regge, perché siamo pronti all’emergenza perenne. Non è diverso dalle ondate influenzali. Siamo gli unici che danno risposte agli utenti sette giorni su sette», conclude Guarino.






Il caldo stà pesando sullospedale CTO, i pazienti anziani e oncologgici peggiorano, e la disidratazione porta coliche renali ecc. Mancaa assistenza terrritoriale e il followup non viene fatto, le terapie nonvengono rivalutate, diuretici e antipertensivi mal gestiti. Il 10% in più non è roba poca, la complessità clinica pesaa tanto, il PS reggono per ora ma serve più prevenzione e controlli.