Svolta nel processo alla banda dei furti: Roberto Micillo lascia il carcere e va ai domiciliari

Il GIP di Napoli accoglie l'istanza dei difensori dopo sei mesi di cella. Il ventinovenne era stato arrestato a Bagnoli dopo una violenta colluttazione con i carabinieri.
Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Napoli –  Svolta significativa nel procedimento penale a carico di Roberto Micillo, il ventinovenne napoletano ristretto presso la Casa Circondariale di Avellino. La dott.ssa Salvatore, Giudice per le Indagini Preliminari della 38^ sezione del Tribunale di Napoli, ha infatti accolto l’istanza di sostituzione della misura cautelare presentata dai difensori di fiducia dell’imputato, gli avvocati Luca Gili e Fedele, disponendo per il giovane il regime degli arresti domiciliari.

Aggiungi Cronache della Campania come Fonte preferita su Google

Il quadro accusatorio e il reato associativo

Micillo era stato colpito da custodia cautelare in carcere lo scorso gennaio, in virtù di un provvedimento del GIP di Napoli Nord (dott. Berrino) successivamente ratificato dal GIP di Napoli (dott.ssa Rossetti). Le accuse formulate dalla Procura della Repubblica delineano un quadro complesso.

Al ventinovenne viene contestato il reato di associazione a delinquere in concorso con Gennaro Rizzo, Salvatore Cangiano e Aniello Di Napoli (la posizione di un quinto indagato, Paolo Monaco, viene gestita separatamente). All’interno del presunto sodalizio, a Micillo viene attribuita la partecipazione a specifici episodi delittuosi contro il patrimonio. I fatti contestati risalirebbero principalmente all’anno 2023, con condotta considerata perdurante.

L’affievolimento delle esigenze cautelari

La decisione del GIP di concedere una misura meno afflittiva giunge dopo circa sei mesi di detenzione in cella. Il giudice, accogliendo le tesi degli avvocati Gili e Fedele, ha ritenuto la detenzione domiciliare una misura proporzionata e sufficiente a garantire le esigenze di giustizia.

La difesa ha evidenziato con successo l’affievolimento delle esigenze cautelari originarie, anche alla luce della scelta del rito abbreviato da parte dell’imputato. Roberto Micillo ha così potuto lasciare il penitenziario di Avellino per essere trasferito presso la propria abitazione, dove risiederà con i familiari.

Il precedente: la colluttazione a Bagnoli

La vicenda affonda le sue radici nei fatti avvenuti a fine dicembre 2023 nel quartiere napoletano di Bagnoli. Durante un controllo in via Nuova Bagnoli, all’altezza del civico 530, i carabinieri si erano messi sulle tracce di un gruppo di persone sospette che si aggiravano tra le auto e le abitazioni.

Alla vista dei militari dell’Arma, il gruppo aveva reagito dando vita a una violenta colluttazione per sfuggire all’arresto. Nella rissa un maresciallo e una militare avevano riportato traumi contusivi giudicati guaribili in 10 giorni.

Mentre un terzo complice era riuscito a dileguarsi, i carabinieri erano scattati ai polsi di Gennaro Rizzo (43 anni) e dello stesso Roberto Micillo. Entrambi i residenti a Quarto e già noti alle forze dell’ordine, erano stati trovati in possesso di diversi arnesi atti allo scasso.

RIPRODUZIONE RISERVATA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA