L'escalation di violenza

Tre «stese» consecutive ai Quartieri Spagnoli: è la nuova faida tra baby criminali

Di indaga sulla faida tra i Perchich e i reduci del Pallonetto, ma spunta la pista dello scontro interno. Dieci bossoli calibro 7,65 repertati in piazzetta Trinità degli Spagnoli
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Napoli – Tre notti di fuoco, tre raid consecutivi, il rumore sordo dei proiettili che squarcia il sonno dei Quartieri Spagnoli. Nel cuore di Napoli è di nuovo emergenza criminalità. Intorno alle 2:50 della scorsa notte, il piombo è tornato a farsi sentire in piazzetta Trinità degli Spagnoli, teatro della terza “stesa” in appena 72 ore. Il copione è ormai drammaticamente identico: il rombo di uno scooter, il passeggero che punta l’arma verso l’alto e scarica il caricatore prima di sfrecciare via nel labirinto di vicoli.

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L’ombra della faida tra le nuove leve

Sul posto sono intervenuti d’urgenza gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura, allertati dalle telefonate terrorizzate dei residenti. I poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato dieci bossoli calibro 7,65, conficcati contro il muro di uno stabile e sparsi sull’asfalto. Per fortuna, anche stavolta non si registrano feriti.

Le indagini, coordinate dalla Squadra Mobile e dal commissariato Montecalvario, scavano nel sottobosco della camorra giovanile. La prima pista porta dritta a una faida aperta per il controllo delle piazze di spaccio e delle attività illecite. Da un lato il gruppo dei Perchich — già balzato agli onori della cronaca nera per la tragica morte dell’innocente calciatore Umberto Catanzaro —, dall’altro i reduci del clan Elia del Pallonetto di Santa Lucia.

Il giallo della mappa criminale: scontro interno?

Tuttavia, gli investigatori della Compagnia Napoli Centro non escludono una seconda e più battuta ipotesi. La dinamica della seconda stesa, avvenuta all’una di notte in via Laura Mancini Oliva (preceduta 24 ore prima da quella in via San Carlo alle Mortelle), farebbe pensare a tensioni tutte interne ai gruppi della parte alta dei Quartieri, a ridosso di Corso Vittorio Emanuele.

In via Mancini Oliva i carabinieri avevano già repertato sei bossoli calibro 7,65, mentre la notte precedente era stato utilizzato un calibro 9. Un “botta e risposta” continuo che sta rendendo l’area la più calda e instabile dell’intera città. Una mano alle indagini potrebbe arrivare dalle telecamere di videosorveglianza della zona, che avrebbero ripreso le targhe o le sagome dei sicari, compensando il muro di omertà dei residenti, rimasti svegli per il caldo soffocante ma chiusi nel silenzio per paura di ritorsioni.

La reazione del Prefetto: «Incolumità a rischio»

L’eco degli spari è arrivata dritta ai piani alti del Palazzo di Governo. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, è intervenuto duramente sull’escalation: «Si tratta di comportamenti gravissimi che mettono a repentaglio l’incolumità dei cittadini. Per questa ragione, già nelle scorse settimane sono state adottate specifiche misure di prevenzione e controllo del territorio». Il piano del Viminale è chiaro: un’azione coordinata e ad alto impatto di tutte le forze di polizia per militarizzare le aree esposte e riaffermare la presenza dello Stato. Ma nei vicoli dei Quartieri, intanto, si continua a vivere con il fiato sospeso.

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