Lavori sulla linea 1

Metro Napoli, dodici settimane di stop tra Montedonzelli e Piscinola

Dal 22 giugno al 14 settembre chiude la tratta nord per il rinnovo dei binari. Dodici bus navetta per limitare i disagi. L’assessore Cosenza blinda il servizio in house: «Dimostreremo che è più efficace ed economico della gara»
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Napoli – Stop di quasi tre mesi per la linea 1 della metropolitana nel tratto settentrionale. Da lunedì 22 giugno a domenica 14 settembre le stazioni comprese fra Montedonzelli e Piscinola resteranno chiuse per consentire il rinnovo dell’armamento ferroviario.

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Un intervento che segue quello già realizzato la scorsa estate sull’altro binario e che, dove necessario, toccherà anche i sottoservizi. I lavori sono finanziati in parte con fondi Pnrr e vengono concentrati nel periodo di minor afflusso per la chiusura delle scuole.

Per attutire l’impatto sui cittadini dell’area nord, l’Azienda Napoletana Mobilità (Anm) attiverà un servizio sostitutivo su gomma con 12 bus navetta. Lo ha annunciato il direttore generale di Anm, Francesco Favo, durante la seduta della Commissione consiliare Mobilità presieduta da Aniello Esposito. «Il servizio sarà lo stesso che abbiamo messo in campo lo scorso anno – ha spiegato Favo – e sul quale abbiamo registrato soddisfazione da parte dell’utenza».

Il manager ha però aggiunto che «sarà necessario avere un piano e un servizio sostitutivo stabile, perché quando arriveremo a 16 treni in esercizio sulla linea 1 – oggi ne viaggiano 10-11 – anche la manutenzione dovrà essere maggiore».

Alla riunione, a cui hanno partecipato la responsabile Area trasporti del Comune, Serena Riccio, e in collegamento l’assessore Edoardo Cosenza, è stato ricordato il peso della metropolitana nel trasporto pubblico regionale: Anm copre il 40 per cento dell’offerta, e la sola linea 1 vale il 20 per cento.

Altro nodo affrontato è la scadenza del contratto in house di Anm, fissata al 30 giugno 2026. Cosenza ha ribadito «la ferma volontà dell’amministrazione di non mettere a gara il servizio», pur chiarendo che «non è un atto politico, ma segue le leggi antitrust: dobbiamo riuscire a dimostrare che il servizio in house è più efficace ed economico rispetto alla gara».

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