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Roma

Morte Purgatori, quattro medici a processo per omicidio colposo

Rinviati a giudizio i medici che diagnosticarono un cancro inesistente al giornalista e sottovalutarono gli attacchi ischemici
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Roma- Errori diagnostici per la morte di Andrea Purgatori: quattro medici rinviati a giudizio per omicidio colposo.

E’ stato fissato per il 12 gennaio il processo ai quattro medici finiti sotto accusa per la morte di Purgatori deceduto nel luglio del 2023 a Roma. Il Gup di Piazzale Clodio ha rinviato a giudizio gli specialisti che ebbero in cura il giornalista: il radiologo Gianfranco Gualdi, il suo assistente Claudio Di Biasi, la dottoressa Maria Chiara Colaiacomo, tutti appartenenti alla stessa equipe, e il cardiologo Guido Laudani.

Secondo l’accusa, alla base del decesso vi sarebbero stati errori diagnostici e terapeutici che avrebbero compromesso le possibilità di cura del paziente. In particolare, al centro delle accuse vi è l’interpretazione di una risonanza magnetica eseguita l’8 maggio 2023.

Le accuse e la scoperta di un cancro inesistente dopo la morte

Secondo i magistrati, l’esame sarebbe stato refertato in modo errato, giungendo a una diagnosi di metastasi cerebrali in realtà mai riscontrate. Nel documento si sarebbe omesso qualsiasi riferimento alla possibile natura ischemica delle anomalie rilevate. Una circostanza che, sempre secondo l’accusa, avrebbe indirizzato in maniera fuorviante l’intero percorso clinico successivo.

Gualdi, inoltre, avrebbe sostenuto con decisione la necessità di avviare il paziente a un trattamento radioterapico urgente. Una scelta che, secondo la procura, si basava su una diagnosi sbagliata e che avrebbe comportato terapie ritenute inutili e debilitanti.

L’errore diagnostico avrebbe avuto ripercussioni anche sull’operato degli altri sanitari coinvolti. In particolare, avrebbe determinato uno sviamento nell’approccio diagnostico e terapeutico complessivo. Sarebbe stata così trascurata – secondo l’accusa – l’indagine sulle cause delle lesioni ischemiche evidenziate. Alla base del decesso di Purgatori è stata accertata un’endocardite infettiva.

Una corretta diagnosi avrebbe garantito una maggiore sopravvivenza al giornalista

Una patologia che avrebbe potuto essere trattata con maggiori possibilità di successo se individuata tempestivamente. Nell’atto di conclusione delle indagini i pm parlano di “una gestione clinica gravemente deficitaria”. Nel fascicolo è confluita anche una perizia medico-legale disposta dal gip durante le indagini. I consulenti descrivono quanto avvenuto come una “catastrofica sequela di errori ed omissioni”. Secondo la perizia, un corretto iter diagnostico e terapeutico avrebbe garantito al paziente una maggiore sopravvivenza.

Commenti (3)

Notizie cosi delicate dovrebber o essere trattate con molta chiarezza istituzional e e scientifica; mi pare che la gestione clinica descritta lasci molti dubbi e punti oscuri, spero che il processo porti a evidenziare i motivi e a rimediare dove ci sonodeficit e carenze organizz ative

Nel documento sembra scritto che la diagnosi fu errata e che si è persa l’occasione di curare diversam ente il paziente, io penso sia importante che i periti spieghino in dettaglio i passagg i mancanti e le omission i, senza colpevolizza re inutilmente ma cercando di capire che successe davvero

Leggo la notizia con attenzione ma rimango perplesso, sembra che ci sia statouna concatenazionedi errori diagnostici e terapeutici che han portato a conseguenze serie. Non son esperto ma pare che la risonanza sia stata letta male e gli schemi clinici sono statunit e poco coord inati, bisogna chiarezza

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