Si è svolta ieri pomeriggio in Prefettura a Napoli una riunione dedicata all’andamento del fenomeno della tossicodipendenza nell’area metropolitana. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto tra le istituzioni impegnate nella prevenzione e nel contrasto dell’uso di sostanze stupefacenti, con l’obiettivo di coordinare le attività già in corso e definire strategie condivise.
Al tavolo hanno partecipato l’assessore comunale alla Legalità Antonio De Iesu, i direttori generali delle Asl Napoli 1 Centro, Napoli 2 Nord e Napoli 3 Sud, oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine.
Focus sul “miele da sballo” e sul Fentanyl
Particolare attenzione è stata dedicata alla diffusione del cosiddetto “miele da sballo”, una sostanza gelatinosa caratterizzata da un’elevata concentrazione di Thc, il principio psicoattivo della cannabis, considerata particolarmente pericolosa per gli effetti che può provocare sui consumatori.
Al centro della discussione anche il Fentanyl, oppioide sintetico estremamente potente, il cui impatto sta destando preoccupazione a livello internazionale. La sostanza, molto più forte di eroina e morfina, presenta costi di produzione ridotti e margini di guadagno elevati, fattori che potrebbero favorirne l’ingresso nei tradizionali circuiti dello spaccio.
Dall’analisi effettuata durante il vertice è però emerso che, allo stato attuale, non si registrano dati particolarmente rilevanti sulla diffusione di queste sostanze nel territorio metropolitano napoletano.
Controlli sul territorio e sul web
Le forze dell’ordine continuano a mantenere alta l’attenzione attraverso servizi di prevenzione e repressione dello spaccio, con controlli interforze nelle aree più sensibili della città e dell’hinterland.
Un fronte sempre più importante riguarda il monitoraggio della rete. Secondo quanto evidenziato nel corso della riunione, l’acquisto di sostanze stupefacenti avviene spesso attraverso il Dark Web e applicazioni di messaggistica criptata, strumenti che consentono agli acquirenti di operare in anonimato e di effettuare pagamenti tramite criptovalute.
Per questo motivo le attività investigative e di intelligence vengono integrate con azioni di prevenzione sanitaria e sociale.
Le Asl avviano un programma di osservazione
Le tre aziende sanitarie napoletane hanno attivato uno specifico programma di osservazione finalizzato a individuare eventuali segnali di diffusione sommersa del Fentanyl e di altre nuove sostanze sul mercato nero.
Sono inoltre in corso controlli tossicologici mirati su campioni di utenti che si rivolgono ai Servizi per le dipendenze (SerD) e ai pronto soccorso dell’area metropolitana.
L’obiettivo è intercettare precocemente l’eventuale consumo di queste droghe e prevenire la formazione di cluster di overdose, fenomeno che in altri Paesi ha assunto dimensioni particolarmente preoccupanti.
Informazione e prevenzione nelle scuole
Tra le priorità indicate durante il vertice figura anche il rafforzamento delle campagne di sensibilizzazione rivolte ai giovani.
Le iniziative informative, promosse anche negli istituti scolastici, mirano a contrastare la percezione erronea secondo cui il consumo di sostanze stupefacenti sarebbe un comportamento privo di conseguenze, illustrando invece i gravi rischi sanitari e sociali legati alla dipendenza.
Oltre 5.800 contestazioni nel 2025
Nel corso dell’incontro è stato inoltre evidenziato il ruolo della Prefettura nell’applicazione delle sanzioni amministrative previste dall’articolo 75 del Dpr 309 del 1990 per la detenzione di sostanze stupefacenti ad uso personale.
I dati mostrano un fenomeno ancora significativo: nel 2024 sono state registrate 5.627 contestazioni, prevalentemente legate al consumo di cannabinoidi. Nel 2025 il numero è ulteriormente aumentato, raggiungendo quota 5.809 contestazioni, con la maggior parte dei provvedimenti ancora riferita all’uso di sostanze della stessa tipologia.
Monitoraggio costante
Il tavolo prefettizio proseguirà la propria attività con incontri periodici di aggiornamento per monitorare l’evoluzione del fenomeno nell’area metropolitana di Napoli e coordinare gli interventi di prevenzione, controllo e assistenza sanitaria.






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