La sanità del litorale domiziano rischia il collasso finanziario e i lavoratori scendono in piazza per difendere l’ultimo baluardo dell’emergenza-urgenza della zona. Nella giornata odierna, una folla compatta composta da dipendenti, sigle sindacali di Cgil, Cisl e Uil e semplici cittadini si è radunata in un teso sit-in di protesta davanti alla sede centrale dell’Asl di Caserta. Al centro della mobilitazione c’è il destino del pronto soccorso del Pineta Grande Hospital di Castel Volturno, una struttura strategica che conta mille dipendenti e garantisce assistenza a un bacino d’utenza impressionante di settantacinquemila persone all’anno, tra cui si contano oltre ventimila cittadini extracomunitari. La manifestazione ha visto una massiccia partecipazione anche della comunità straniera residente sul territorio, storicamente legata ai servizi della clinica. Al termine del presidio, una delegazione sindacale è stata ufficialmente ricevuta dai vertici dell’azienda sanitaria locale, strappando l’impegno formale per un tavolo di confronto urgente che si terrà lunedì prossimo direttamente presso gli uffici della Regione Campania.
La clamorosa protesta esplode in un momento di estrema fragilità per la clinica privata accreditata, che ha trasmesso un drammatico documento formale alle istituzioni regionali e ai ministeri competenti per denunciare lo stato di crisi strutturale. I vertici della struttura rivendicano il mancato riconoscimento economico di circa 39,3 milioni di euro per le attività di pronto soccorso prestate nel quadriennio compreso tra il 2022 e il 2025, a cui si aggiunge lo stallo burocratico nella definizione del nuovo contratto per l’anno in corso. La direzione aziendale ricorda che il presidio gestisce codici rossi e urgenze h24 in un territorio difficile, rivelandosi fondamentale soprattutto durante i picchi estivi o le ondate influenzali per evitare il definitivo tracollo degli altri ospedali pubblici della provincia casertana.
Oltre al comparto d’emergenza, Pineta Grande rappresenta uno snodo nevralgico per l’intera rete sanitaria campana, ricoprendo un ruolo di primo piano nei dipartimenti di oncologia, nella cura dell’infarto miocardico acuto per la cardiologia, nella traumatologia ad alta complessità e nell’area materno-infantile, dove vanta il primato di primo punto nascita assoluto per numero di parti in tutta la provincia di Caserta. La società di gestione esige ora una rapida firma del contratto per il blocco del 2026, il saldo immediato delle prestazioni salvavita effettivamente erogate alla popolazione e un piano di sostegno finanziario adeguato ai volumi di lavoro sostenuti. In caso di ulteriore scontro burocratico e in assenza di risposte economiche immediate, l’azienda ha lanciato l’ultimo drammatico avvertimento, annunciando che potrebbe essere definitivamente sospesa l’attività del pronto soccorso per impossibilità oggettiva di coprire i costi dei medici e dei macchinari.





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