IL CASO

Sanident Fuorigrotta, fuga con l’anticipo: pazienti senza impianti sporgono denuncia

Oltre 150 pazienti hanno versato anticipi per migliaia di euro. Federconsumatori attiva le procedure per il blocco dei finanziamenti.
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Napoli – Doveva essere il giorno della ripresa delle attività, si è trasformato nell’ennesima mattinata di tensione. Per i circa centocinquanta pazienti del centro dentistico Sanident di via Benedetto Brin, a Napoli, l’appuntamento del 22 aprile è rimasto un’attesa vana.

Dopo la sospensione dei servizi avvenuta lo scorso 20 marzo – ufficialmente per necessari lavori di manutenzione – la struttura non ha riaperto i battenti. Al posto dei medici, i clienti hanno trovato un operaio intento a rimuovere l’insegna societaria.

Il disagio dei pazienti e il nodo finanziamenti

Il timore dei cittadini coinvolti riguarda non solo la salute, con numerosi interventi invasivi lasciati a metà, ma anche la tenuta economica delle proprie famiglie. Molti pazienti avevano infatti versato anticipi consistenti, in certi casi superiori ai 20.000 euro, spesso sottoscrivendo contratti di finanziamento ora difficili da onorare a fronte di un servizio non reso.

Federconsumatori, a cui si sono rivolti diversi utenti, sta seguendo da vicino l’evolversi della situazione. L’associazione ha rassicurato circa la possibilità di richiedere il blocco delle rate per chi ha attivato prestiti finalizzati, sebbene il quadro resti complesso: dalle prime verifiche, le società di riferimento non sembrerebbero disporre della liquidità necessaria a garantire rimborsi immediati.

L’intreccio societario e le responsabilità

Le fatture presentate dai pazienti portano la firma della Dd Società tra professionisti srl, partecipata al 35% dal dottor Innocenzo Martire, odontoiatra operante nella struttura. Raggiunto dai microfoni della Tgr Campania, il professionista ha preso le distanze dalla gestione amministrativa, dichiarandosi a sua volta parte lesa a causa di stipendi arretrati non corrisposti.

Secondo la ricostruzione del medico, la responsabilità della gestione farebbe capo ad Antonello Malcrinò, amministratore unico della Aiser Italia srl, società di Villasanta in provincia di Monza Brianza che si occupa della commercializzazione degli impianti utilizzati dal centro. Uno scaricabarile di responsabilità che, per ora, lascia i pazienti senza risposte concrete.

Verso l’azione legale

La vicenda è ora approdata sui tavoli della Procura della Repubblica di Napoli. Una denuncia formale è stata presentata dall’avvocato Rita De Felice, che assiste circa quaranta clienti del centro. Tra i casi più eclatanti figura quello della madre della stessa professionista, che avrebbe versato 25.000 euro per cure mai portate a termine.

L’obiettivo dei legali è ora fare luce sui flussi finanziari e sulle reali motivazioni che hanno portato alla cessazione improvvisa delle attività, cercando di recuperare quanto spettante a decine di famiglie campane rimaste in attesa di riscontri.

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