Festival del Cinema di Pompei, via alla seconda edizione: il cinema sfida il tempo

Al Cinema Teatro Nexus del MaxiMall Pompeii è partita la seconda edizione del Festival Internazionale del Cinema di Pompei, tra ospiti, proiezioni e il corto “Il Tempo Ritrovato”.
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Pompei torna a raccontarsi attraverso il cinema

Pompei torna a raccontarsi attraverso il cinema.

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È partita ieri, al Cinema Teatro Nexus del MaxiMall Pompeii, la seconda edizione del Festival Internazionale del Cinema di Pompei, manifestazione ideata e voluta dalla presidente Annarita Borelli e diretta artisticamente da Enrico Vanzina.

Una serata inaugurale intensa, costruita attorno a un messaggio preciso: il cinema non è solo spettacolo, non è solo intrattenimento, ma memoria, identità e racconto collettivo. È la possibilità di fermare il tempo, di trasformare un volto, una strada, una città, un’emozione in qualcosa che resta.

“Il Tempo Ritrovato”, il corto manifesto della seconda edizione

Non a caso il cuore dell’apertura è stato “Il Tempo Ritrovato”, il cortometraggio scritto e diretto da Annarita Borelli con la supervisione artistica di Enrico Vanzina. Un’opera scelta come manifesto visivo di questa seconda edizione, un omaggio alla forza eterna di Pompei e alla sua capacità di superare il tempo.

Pompei, del resto, è già cinema prima ancora che arrivi una macchina da presa. È scenografia naturale, memoria viva, fotografia eterna di una civiltà che continua a parlare al presente. Il corto prova proprio a raccontare questo: la città che non scompare, il tempo che non cancella, la bellezza che resta anche quando tutto sembra destinato a passare.

Gli ospiti della serata inaugurale

Alla serata inaugurale erano presenti, accanto ad Annarita Borelli ed Enrico Vanzina, anche Gino Rivieccio e Veronica Olivier, tra gli interpreti del cortometraggio.

Gino Rivieccio ha sottolineato il valore di iniziative capaci di riportare cultura e attenzione in un territorio che ha bisogno di grandi occasioni pubbliche. Veronica Olivier ha raccontato l’emozione di essersi immersa nella realtà di Pompei e nel senso profondo di un lavoro che lega cinema, memoria e identità.

Sul palco è emersa più volte l’importanza del Festival: il cinema come ricordo, come testimonianza, come modo per immortalare l’immortalità. Una frase che a Pompei assume un significato ancora più forte, perché qui il passato non è mai davvero passato. È materia viva, è racconto, è presenza.

Le sezioni in concorso e la novità dei corti delle scuole

La giornata inaugurale ha visto anche la presentazione delle opere in concorso e delle diverse sezioni del Festival: i lungometraggi, i cortometraggi e, grande novità di questa edizione, i cortometraggi realizzati dai ragazzi delle scuole.

Una scelta importante, perché avvicinare i giovani al linguaggio cinematografico significa educarli allo sguardo, alla memoria e alla narrazione. Significa far capire che il cinema non è solo ciò che si guarda, ma anche ciò che si costruisce, si pensa, si vive.

Il programma del Festival del Cinema di Pompei

Nel corso della settimana, il Festival porterà al Nexus proiezioni, incontri, panel e ospiti di primo piano. Tra gli appuntamenti più attesi ci sono gli incontri con Maurizio De Giovanni, Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Federico Ruffo, Adriano Monti Buzzetti Colella e Rosario Coluccia.

La serata finale, in programma sabato 6 giugno, vedrà la consegna dei premi ufficiali delle giurie e dei Premi alla Carriera a Ezio Greggio, Massimiliano Gallo e Massimo Ghini.

Martedì 2 giugno

  • Cortometraggi della selezione ufficiale e panel “Dalla cronaca all’immagine: il fatto che diventa cinema”, un confronto dedicato al rapporto tra giornalismo, inchiesta e narrazione audiovisiva.
  • Interverranno Federico Ruffo, Ottavio Lucarelli, Enrico Vanzina e Annarita Borelli.
  • In serata spazio alla proiezione di “Münter & Kandinsky”.

Mercoledì 3 giugno

  • Incontro “Scrivere immagini: la letteratura che diventa cinema”, con Maurizio De Giovanni, Enrico Vanzina e Annarita Borelli.
  • Un appuntamento pensato per ragionare sul passaggio dalla pagina allo schermo, dalla parola scritta alla costruzione visiva di personaggi, atmosfere e storie.

Giovedì 4 giugno

  • Nuovi cortometraggi in concorso.
  • Panel dedicato a “Le finte bionde”, con Enrico Vanzina, incentrato sul rapporto tra romanzo e cinema.

Venerdì 5 giugno

  • Incontro “Dalle parole al cinema”.
  • Interverranno Adriano Monti Buzzetti Colella, direttore di Rai Libri, Rosario Coluccia dell’Accademia della Crusca, Enrico Vanzina e Annarita Borelli.

Sabato 6 giugno

  • Cerimonia di premiazione al Teatro del Nexus.
  • Saranno assegnati i riconoscimenti per il miglior lungometraggio, il miglior cortometraggio e i premi della giuria dedicati ai cortometraggi giovani.
  • La giuria del Festival è presieduta dal critico cinematografico Valerio Caprara.
  • Nella stessa serata saranno premiati Ezio Greggio per la televisione, Massimiliano Gallo per il teatro e Massimo Ghini per il cinema.

L’assenza delle istituzioni locali fa discutere

Ma accanto alla bellezza dell’iniziativa resta anche una nota di rammarico. Alla giornata inaugurale si è fatta sentire l’assenza delle istituzioni locali, in particolare del Comune di Pompei.

Una mancanza che fa discutere, soprattutto davanti a un evento culturale che porta il nome della città, che ne valorizza l’identità e che prova a costruire un ponte tra territorio, cinema, memoria e futuro.

Erano presenti rappresentanti della Città Metropolitana di Napoli, ma l’assenza dell’amministrazione comunale pesa. E pesa non solo sul piano formale. Perché quando un evento culturale nasce tra mille difficoltà, quando mette insieme artisti, professionisti, giovani, scuole, pubblico e territorio, le istituzioni dovrebbero esserci. Anche solo con una presenza morale. Anche solo per dire: questa città riconosce chi prova a costruire qualcosa.

Il cortocircuito tra grandi eventi e territorio

Il cortocircuito è proprio questo.

Spesso i territori della provincia lamentano l’assenza di grandi eventi, il fatto che tutto venga concentrato nelle grandi città, la mancanza di occasioni culturali capaci di accendere i riflettori su realtà preziose.

Poi, quando quegli eventi arrivano, quando qualcuno li organizza, quando un Festival prende vita e porta a Pompei nomi importanti del cinema, della cultura e dello spettacolo, le istituzioni locali rischiano di restare ai margini.

E invece la cultura dovrebbe essere il primo terreno su cui una comunità si riconosce. Il cinema, come è stato ribadito dal palco, non è solo una proiezione su uno schermo. È memoria, formazione, identità e racconto sociale. È uno strumento che aiuta i cittadini a guardarsi, a capirsi, a immaginare il futuro.

Pompei non è solo una città da visitare, ma da raccontare

La seconda edizione del Festival Internazionale del Cinema di Pompei parte dunque con un messaggio forte: Pompei non è soltanto una città da visitare, ma una città da raccontare. E il cinema può essere uno dei modi più potenti per farlo.

Tra applausi, emozione, proiezioni e riflessioni, il Festival ha acceso ancora una volta una luce su un territorio che merita attenzione.

Ora resta una domanda, inevitabile: davanti a iniziative così, le istituzioni locali vogliono restare spettatrici o finalmente scegliere di salire sul palco della cultura?

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Commenti (1)

Mi paice qwuesto festival, la idea è buona ma l’assenza del comune è strana. La serata inaugur ale era emozionante ma la organissazione pareva in fretta, i ragazzi han fatto corti volenterosi,ma c’erano problemi di orari, di logistica e poca comunicazion.

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