Il riscontro di Antonio Pipolo: le quote “estorte” ai poveri cristi
Poi arrivano le dichiarazioni di Antonio Pipolo, il pentito che ha vissuto dall’interno la successiva unificazione del cartello sotto le insegne di Marco De Micco. Nel verbale datato 5 ottobre 2022, Pipolo descrive la disperazione dei residenti e l’impossibilità di sottrarsi a quella tassa camorristica:
“Le pulizie nei palazzi popolari erano un’estorsione a tutti gli effetti, anche se le chiamavano ‘contributo per la pulizia delle scale’. Le gestivano le donne del clan o soggetti incensurati imparentati, come le parenti dei Pignatiello nel Conocal o la Palmieri… Chiedevano quote fisse al mese a ogni famiglia, a poveri cristi che spesso non avevano i soldi per fare la spesa. Ma davanti al timore di essere cacciati di casa o di subire una stesa sotto le finestre, tutti alla fine pagavano”.
Pipolo sottolinea come la gestione del pizzo sui servizi condominiali fosse direttamente connessa alla cassa del clan e alla raccolta dei fondi gestita da Ciro Naturale ed Onori per conto dei vertici: “I soldi raccolti porta a porta venivano poi consegnati ai capipiazza o direttamente a Nicola Onori, che faceva i conti. Una parte serviva a pagare le donne che materialmente passavano la scopa, una miseria, mentre la fetta più grossa finiva dritta nella cassa delle mesate per i detenuti della famiglia”.
Attraverso i servizi di osservazione, le intercettazioni ambientali e le successive geolocalizzazioni compiute dagli investigatori, la Procura è riuscita a dimostrare come il reato non fosse un semplice abuso di vicinato, ma una vera e propria condotta estorsiva mafiosa finalizzata al mantenimento del controllo egemonico del territorio[cite: 1]. Un business molecolare che trasformava ogni rione in un gigantesco albergo dove la camorra decideva le regole, i servizi e il prezzo della sopravvivenza quotidiana.
(nella foto da sinistra Marco De Micco, Francesco De Martino, Francesco Pignatiello, Anotnio Pipolo e Rosario Rolletta)




Mi pare chesto caso sia molto serio , ma la notizia no la spiega ben, i dettagli mancan e non si capisce bene come è sta roba andata , le forze dell’ordine han fatto il loro lavore ma ci vorrebber chiarimenti su quando e dove e con che prove , speriamo che la giustizia la faccia fino alla fine e che le persone coinvolte han i diritti rispettati