Si riaccendono le polveri a Ponticelli, polveriera mai sopita della periferia orientale di Napoli. Intorno alle 20 di questa sera, il codice rosso della violenza è scattato all’Ospedale del Mare e a Villa Betania, dove un giovane di 23 anni, Roberto N., si è presentato con evidenti ferite d’arma da fuoco agli arti inferiori.
Una “gambizzazione” in piena regola, un avvertimento che nel gergo della malavita suona come un ultimatum. Il giovane, medicato d’urgenza dai sanitari, è stato dichiarato fuori pericolo di vita, ma resta ricoverato sotto stretta osservazione.
Come spesso accade in queste dinamiche, il muro di gomma dell’omertà si è alzato immediatamente: ascoltato a caldo dai Carabinieri giunti sul posto, il 23enne non ha fornito elementi utili per ricostruire l’accaduto, né ha indicato con precisione il luogo dell’agguato.
Lo scenario: venti di guerra tra i clan
Gli investigatori dell’Arma, tuttavia, non credono alla casualità. Secondo indiscrezioni investigative trapelate nelle ultime ore, la vittima orbiterebbe negli ambienti vicini al clan De Micco, i famigerati “Bodo”, egemoni nel quartiere ma costantemente sfidati.
Se la vicinanza ai De Micco venisse confermata, il ferimento di stasera assumerebbe i contorni inquietanti di una rappresaglia o di un guanto di sfida lanciato dagli storici rivali. Sullo sfondo, infatti, si staglia l’eterna e sanguinosa faida con il cartello dei De Luca Bossa – Minichini.
L’episodio odierno rischia di essere la scintilla che fa esplodere una nuova escalation di violenza tra i palazzoni di Ponticelli, dove la tregua armata sembra aver raggiunto il suo punto di rottura.
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