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Pericolo faida a Ponticelli dopo l’agguato a Roberto Nambuletto

Il ferimento del 23enne Roberto Nambuletto squarcia la tregua armata a Napoli Est. Gli inquirenti leggono l'attacco come il segnale di riapertura della faida decennale tra i De Micco e i D'Amico del Conocal.

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Napoli – Il silenzio irreale che aveva avvolto le strade di Ponticelli negli ultimi mesi è stato spezzato dal rumore secco dei proiettili. In questo inizio di 2026, la tregua apparente che faceva sperare in una pacificazione forzata si è rivelata per quello che era: una pausa tecnica per riorganizzare le file.

Ieri sera, il sangue è tornato a bagnare l’asfalto di Napoli Est, riportando d’attualità lo spettro della faida decennale che oppone i “Bodo” ai “Fraulella”.

Erano da poco passate le ore serali quando Roberto Nambuletto, 23 anni e un curriculum criminale già segnato da reati contro il patrimonio, si è presentato al pronto soccorso dell’ospedale Villa Betania. Il proiettile, che lo ha centrato al polpaccio destro, non ha leso arterie vitali, permettendogli di essere dimesso poche ore dopo.

Ai carabinieri che lo hanno interrogato, Nambuletto ha servito la solita, scarna versione di circostanza: «Ero in viale Califano con un’amica, ho sentito degli spari e poi il bruciore alla gamba». Nessun dettaglio sul commando, nessun volto, nessuna targa. Il “muro di gomma” dell’omertà è già alzato.

Il legame con i De Micco

Nonostante l’assenza di precedenti per associazione mafiosa, il profilo di Nambuletto scotta. Gli ambienti investigativi lo indicano come un soggetto molto vicino ai vertici del clan De Micco, i cosiddetti “Bodo”. Ed è proprio qui che l’indagine si allarga: colpire Nambuletto significa mandare un messaggio diretto ai reggenti di via Santa Maria del Pozzo.

Se inizialmente le prime ipotesi puntavano al cartello De Luca Bossa-Minichini, nelle ultime ore gli analisti dell’Antimafia stanno virando con decisione verso una ripresa delle ostilità con i D’Amico, la storica compagine del rione Conocal.

La rivalità tra i De Micco e i D’Amico non è mai stata realmente sopita; è un conflitto generazionale, fatto di sangue e vendette incrociate, che dal 2012 periodicamente insanguina la periferia orientale.

Questo ferimento “di avvertimento” potrebbe essere il prologo di una nuova stagione di fuoco. Un proiettile alla gamba, nella grammatica della camorra, non è quasi mai un errore di mira, ma una sentenza di sfratto o un ultimatum. Se i D’Amico hanno deciso di rialzare la testa per riconquistare le piazze di spaccio sottratte dai “Bodo”, Napoli Est si prepara a vivere un inverno caldissimo.

Questa storia fa parte della serie: Clan De Micco
Ogni settimana pubblichiamo un nuovo episodio dedicato a luoghi, memorie, suoni, tradizioni e cambiamenti della Campania.
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