Due detenuti del carcere di Benevento, Achraf Nejjoum, di origini marocchine e residente in città, e Alfonso Pastore, originario del centro di Napoli, sono stati denunciati per accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti e per resistenza a pubblico ufficiale.
Le denunce sono scattate al termine di una perquisizione effettuata dagli agenti della polizia penitenziaria, nel corso della quale è stato rinvenuto e sequestrato il materiale ritenuto oggetto del reato. Il provvedimento è stato disposto su delega della Procura della Repubblica di Benevento, coordinata dal sostituto procuratore Giulio Barbato.
In particolare, Achraf Nejjoum – assistito dal proprio legale di fiducia, l’avvocato Massimo Viscusi – si trovava detenuto per quattro sentenze definitive di condanna relative a episodi di spaccio di cocaina avvenuti nella zona di Tor Vergata, a Roma. Lo stesso era stato invece assolto in altri due procedimenti, sempre per reati analoghi.
Nel suo passato giudiziario figura anche un’evasione dagli arresti domiciliari a San Salvatore, per la quale era stato inizialmente condannato in primo grado a otto mesi di reclusione, sentenza poi riformata in appello con l’assoluzione.
La pena complessiva, inizialmente pari a sei anni e otto mesi di reclusione, è stata successivamente rideterminata dal Tribunale di Benevento attraverso l’applicazione della disciplina del concorso formale e del reato continuato, con una riduzione a tre anni e otto mesi.
Le indagini sui fatti avvenuti all’interno dell’istituto penitenziario sono tuttora in corso.
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Fonte REDAZIONE






Commenti (1)
E’ interessante vedere come certe situazioni si sviluppano nel carcere. La cosa che non capisco è perche i detenuti continuano a commettere reati anche dopo essere stati condannati. Sarebbe utile capire di più su questi episodi.