Napoli — Dieci anni senza Bud Spencer, e Napoli sceglie di celebrarlo con un murale che lo accoglierà all’uscita della metropolitana del Centro Direzionale, nel cuore della nuova città policentrica su cui l’amministrazione sta investendo. L’anteprima dell’opera è stata svelata oggi nella Sala della Loggia del Maschio Angioino, alla presenza delle istituzioni cittadine e della famiglia dell’attore.
L’iniziativa, promossa dal consigliere comunale di Forza Italia Gennaro Demetrio Paipais e denominata dal Comune «Un murale per Bud», ha riunito l’assessore al Turismo e alle Attività Produttive Teresa Armato, l’assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza, il coordinatore delle Politiche culturali Sergio Locoratolo, il delegato del sindaco per musica, cinema e audiovisivo Ferdinando Tozzi, e il direttore di Rai Documentari Luigi Del Plavignano. Accanto a loro, Giuseppe Pedersoli, figlio di Carlo Pedersoli — all’anagrafe Bud Spencer.
«Un personaggio eclettico, grande atleta, grande attore, un uomo che ha segnato il tempo che ha vissuto ed era legatissimo a Napoli», ha dichiarato l’assessore Armato. «La città gli concede oggi un importante riconoscimento: un murale che lo mette insieme con altri grandissimi napoletani, alcuni di adozione come Maradona, altri di nascita.
Sarà al Centro Direzionale all’uscita della metropolitana, e questo ha un valore simbolico: è un luogo sul quale l’amministrazione investe moltissimo per realizzare l’idea di città policentrica e valorizzare un progetto di riqualificazione che con l’apertura della metro e altri interventi infrastrutturali diventerà una vera realtà tra qualche tempo».
Per il consigliere Paipais, «è solo l’inizio perché Bud Spencer merita molto di più in città: il 27 giugno, allo scadere
dei dieci anni dalla morte, chiederò al Consiglio comunale di intitolare una piazza a lui».
Visibilmente emozionato, Giuseppe Pedersoli ha ricordato «un legame antico, solido, affettivo, che ci unisce in queste occasioni per ricordarlo a dieci anni dalla sua scomparsa con un’emozione particolare. Il riconoscimento che continua ad avere nei cuori della gente è un modo per sentirlo meno lontano e meno assente. Il suo rapporto con Napoli era speciale, dalla nascita, la sua carriera sportiva, ma soprattutto la sua personalità, la creatività, la fantasia: lui diceva scherzando di essere prima napoletano poi italiano, e con i film di Piedone l’ha portato anche nella sua carriera artistica».
L’opera, la cui realizzazione definitiva è attesa nei prossimi mesi, andrà a impreziosire l’area del Centro Direzionale in piena trasformazione urbana, offrendo a pendolari e visitatori un omaggio visivo a uno dei volti più amati del cinema popolare italiano, nato a Napoli il 31 ottobre 1929 e scomparso a Roma il 27 giugno 2016.






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