

La Corte di Appello di Napoli (quinta sezione, presidente Ginevra Abbamondi) ha inflitto oltre 130 anni di carcere – tra rideterminazioni delle pene e conferme – nei confronti di 16 imputati ritenuti legati al clan D’Ausilio del quartiere Bagnoli.
Pene attenuate per esempio nei confronti di Felice d’Ausilio, figlio del capoclan Domenico e fratello di Antonio, in virtù della collaborazione avviata con la giustizia. Stesso discorso anche per l’altro “pentito” Alessandro De Falco.
Ventiquattro anni di reclusione invece sono stati inflitti, invece, ad Antonio D’Ausilio (difeso dall’avvocato Raffaele Chiummariello) che rispetto alla condanna di primo grado si è visto detrarre due anni.
Inoltre è stata riconosciuta per Antonio D’Ausilio la continuazione con precedenti sentenze di associazione camorristica ed estorsione, con un conseguente aumento di pena pari a otto anni.
Confermata l’ergastolo inflitto in primo grado al killer del clan Vittorio Albano ritenuto colpevole dell’omicidio di un parcheggiatore abusivo che si era rifiutato di pagare il pizzo al clan e alla moglie di Antonio D’Ausilio, Grazia Sarnelli (tre anni di reclusione).
Agropoli - Le immagini delle telecamere potrebbero imprimere un'accelerazione alle indagini sull'omicidio di Walter Avallone,… Leggi tutto
Napoli - La Procura Generale presso la Corte d'Assise d'Appello di Napoli ha chiesto la… Leggi tutto
Dal Cardarelli di Napoli parte un tour nazionale dedicato all’umanizzazione delle cure in oncologia, con… Leggi tutto
Napoli - La storia criminale di Andrea Andreotti, conosciuto negli ambienti della camorra con il… Leggi tutto
Il cielo di sabato 24 ottobre 2026 si presenta come una giornata dal sapore decisamente… Leggi tutto
Concorso pubblico nazionale per 1.650 posti a tempo indeterminato tra Agenzia delle Entrate, Ministero dell’Interno… Leggi tutto