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Pedopornografia online, blitz coordinato dalla Procura di Napoli: un arresto e 19 denunce

Venticinque perquisizioni in tutta Italia e oltre 90 operatori impegnati nell’operazione partita dal telefono sequestrato a un minorenne del Casertano
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Venticinque perquisizioni, anche informatiche, eseguite in diverse province italiane, un arresto in flagranza di reato e 19 persone denunciate in stato di libertà. È il bilancio di una vasta operazione contro la diffusione online di materiale pedopornografico coordinata dalla Procura di Napoli.

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L’attività investigativa ha colpito una rete di contatti e account che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbe stata utilizzata per la condivisione di contenuti illeciti attraverso gruppi Telegram.

L’operazione è stata condotta con il supporto del Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Napoli e il coordinamento del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto di Napoli Giancarlo Novelli, della IV sezione «Violenza di genere e tutela delle fasce deboli della popolazione», erano iniziate nel 2024 in seguito a una perquisizione informatica eseguita nei confronti di un minorenne del Casertano.

L’analisi del telefono sequestrato in quella circostanza avrebbe consentito agli investigatori di individuare numerosi file dal contenuto pedopornografico. Gli approfondimenti sul dispositivo avrebbero inoltre permesso di ricostruire l’esistenza di diversi gruppi Telegram dei quali il ragazzo faceva parte e all’interno dei quali sarebbe stato condiviso materiale illecito.

Da quel primo accertamento è partita una complessa attività investigativa che ha portato gli specialisti a ricostruire una fitta rete di contatti e account riconducibili alle persone successivamente coinvolte nell’operazione. Le indagini hanno condotto all’esecuzione di 25 perquisizioni, anche informatiche, culminate in un arresto in flagranza e nella denuncia in stato di libertà di altre 19 persone.

Un elemento emerso durante l’attività investigativa riguarda l’età dei destinatari delle perquisizioni, risultati in buona parte appena maggiorenni. Il blitz, del quale si è avuta notizia oggi, è stato eseguito contemporaneamente lo scorso 25 giugno e ha coinvolto oltre 90 operatori specializzati.

Le perquisizioni hanno interessato numerose province italiane, da Milano a Torino, passando per Mantova, Monza Brianza, Cremona, Trieste, Venezia, Bologna, Roma, Perugia, Terni e Frosinone. Controlli anche nelle province di Napoli e Caserta e, ancora, a Bari, Matera, Palermo e Cagliari.

L’operazione rappresenta il risultato di un’indagine durata circa due anni e sviluppata attraverso l’analisi dei dispositivi informatici e la ricostruzione delle attività svolte all’interno dei gruppi online finiti sotto la lente degli investigatori. Per le persone coinvolte nel procedimento vale il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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