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Napoli e Provincia

Coronavirus, “festa” a Pozzuoli: denuncia di sindaco e assessori

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“Verificare se la condotta, previa identificazione delle persone che l’hanno posta in essere, configuri la violazione dell’articolo 452 del codice penale (delitti colposi contro la salute) o di qualsivoglia altro reato dovesse essere ravvisato e, dunque, procedere nei confronti di coloro i quali saranno ritenuti responsabili”. È quanto scrivono, in un esposto inviato alla procura della Repubblica di Napoli e al comandante della Stazione dei carabinieri di Pozzuoli, il sindaco Vincenzo Figliolia, gli assessori e i consiglieri comunali della città flegrea in riferimento a quanto accaduto domenica scorsa nel rione dei “marocchini”, a ridosso del lungomare, dove alcune persone hanno inscenato una festa con musica e balli nonostante i divieti imposti per l’emergenza Coronavirus.

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Un episodio che, sottolineano gli amministratori puteolani, “ha generato un danno di immagine alla popolazione”, ma soprattutto ha potuto rappresentare un’occasione di “potenziale diffusione del virus”. Per tale motivo si ritiene “assolutamente indispensabile identificare i soggetti coinvolti con l’obiettivo di accertare se tra i partecipanti alla ‘festa’ vi fossero persone riscontrate positive al Covid-19 o sottoposti alla quarantena obbligatoria” che avrebbero in tal modo messo in pericolo la salute pubblica. Nell’esposto, sindaco, assessori e consiglieri comunali tengono ad evidenziare, inoltre, come tale “deplorevole fatto vada in controtendenza rispetto al comportamento della stragrande maggioranza dei cittadini”, che hanno “risposto egregiamente agli inviti rivolti dall’amministrazione locale e dalle istituzioni regionali e statali” circa le restrizioni imposte per contrastare la diffusione del Coronavirus.

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Cronaca Nera

Gragnano, lite tra giovani nella notte: acccoltellato a morte un nipote del boss Carfora, ferito un parente

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Un morto, con una parentela pesante in ambito camorristico e un ferito grave è il bilancio di una lite tra giovanissimi tra l’altro imparentati tra di loro. E’ accaduto stanotte  Gragnano.

 

La vittima, che è morto accoltellato è il 16enne N. D.,  nipote del boss Nicola Carfora detto o’ fuoco. In gravi condizioni un suo parente Carlo Langellotti di 30 anni, ricoverato all’ospedale San Leonardo di Castellammare. La lite è avvenuta nella notte in via Vittorio Veneto. Sul caso indagano i poliziotti del commissariato di Castellammare di Stabia.

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Cronaca Nera

Bomba contro il negozio appena venduto: tre ordinanze cautelari

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Nella mattinata odierna, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Nola, la Squadra Mobile di Napoli e la Tenenza dei Carabinieri di Cercola hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare personale della custodia in carcere nei confronti di L.A. e di obbligo di dimora nei confronti di P.F. e S.S. emessa dal G.I.P. del Tribunale di Nola, poiché ritenuti responsabili a vario titolo di tentata estorsione, detenzione e porto abusivo di materiale esplosivo.

 

Le indagini hanno consentito di raccogliere gravi, univoci e concordanti indizi di reità a carico dei predetti in relazione ad un grave episodio avvenuto in Pollena Trocchia nella notte del 5 settembre 2019, quando un ordigno esplosivo veniva fatto brillare innanzi la saracinesca di un esercizio commerciale lungo la via Mazzini, provocando gravi danni allo stabile e due feriti. Nella stessa notte l’esecutore materiale dell’attentato dinamitardo, rimasto egli stesso vittima dell’esplosione, veniva arrestato in flagranza.

Dal prosieguo dell’attività di indagine diretta e coordinata dalla Procura di Nola sono emersi ulteriori elementi che hanno consentito, da un lato, di identificare gli altri partecipi a vario titolo all’esplosione e, dall’altro, di individuare le ragioni di una tale allarmante condotta. Invero, L.A. è gravemente indiziato di essere stato il mandante dell’attentato al fine di intimidire i promissari acquirenti di un immobile dallo stesso venduto a non proseguire nel giudizio civile intrapreso per la risoluzione della vendita, trattenendosi altresì e indebitamente la somma di 120.000 euro già ricevuta a titolo di caparra, nonché mettendo di nuovo in vendita lo stesso immobile.

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Cronaca Nera

Casandrino, spara contro la casa di anziani perché il nipote aveva un debito: arrestato 71enne

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Casandrino. I carabinieri della compagnia di Giugliano  hanno arrestato per detenzione arma clandestina e tentata estorsione g.a. 71enne di Giugliano già noto alle forze dell’ordine.

 

La scorsa notte, in Casandrino, una coppia di anziani incensurati è stata terrorizzata da ignoti che hanno esploso 2 colpi d’arma da fuoco contro la loro abitazione: uno è penetrato nella camera da letto, l’altro è rimasto conficcato in un infisso.
I militari hanno sentito le persone presenti durante il fatto e – soprattutto – analizzato le immagini dei sistemi di video sorveglianza riconoscendo l’auto del 71enne.

Perquisita la sua abitazione, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato una pistola Browning semiautomatica calibro 7,65 con matricola abrasa nascosta nello sgabuzzino: c’erano ancora 3 colpi nel serbatoio ed era pronta all’uso. Sull’arma saranno effettuati accertamenti balistici per verificare se sia stata utilizzata in fatti di sangue.
I carabinieri hanno accertato che l’obiettivo dell’uomo fosse il nipote 45enne dell’anziana coppia che vive nell’appartamento accanto. Probabile un debito di circa 10mila euro per un carico di sigarette di contrabbando per il quale il 71enne non era stato pagato.
L’arrestato è stato tradotto al carcere.

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