Napoli – La denuncia è partita dai ricercatori che frequentano i fondali della Gaiola e si sono trovati davanti tracce di liquami. Ieri mattina la commissione Ambiente e Mare del Comune, presieduta da Carlo Migliaccio e sollecitata dal consigliere Gennaro Demetrio Paipais, ha messo attorno allo stesso tavolo i responsabili dell’Area marina protetta, del Servizio Tutela del Mare e di Abc per capire quanto accade nello specchio d’acqua che custodisce gli unici tre banchi coralliferi del napoletano e del flegreo.
«La problematica è nota da tempo – ha spiegato il direttore del Parco, Maurizio Simeone –. Insiste uno scarico di troppo pieno fognario che si attiva durante le precipitazioni. Una situazione strutturalmente incompatibile con un’area protetta, realizzata in un’epoca in cui le conoscenze ambientali erano molto diverse».
Simeone ha ricordato il grande pregio naturalistico del sito e ha lanciato un allarme: i cambiamenti climatici, con eventi meteorologici sempre più violenti e frequenti, stanno aggravando la sollecitazione su quello scarico.
Il dirigente del Servizio Tutela del Mare, Ignazio Leone, ha ricostruito il percorso del refluo che arriva da Cala Badessa. Le griglie esistenti fermano i rifiuti solidi di dimensioni maggiori, ma non trattengono fazzoletti, assorbenti e plastiche minute che finiscono sui fondali. Il problema, ha assicurato, è in fase avanzata di trattazione: Abc sta redigendo un masterplan per l’area occidentale, che comprende Bagnoli e Coroglio.
Da parte sua, Pasquale Speranza, direttore tecnico Acquedotto e Fognature di Abc, ha chiarito che in assenza di pioggia l’impianto di Coroglio non sversa nulla in mare e che solo guasti straordinari – fronteggiati da un presidio attivo 24 ore su 24 – possono creare criticità. Con piogge moderate, le portate vengono pompate a Cuma; lo sfioro entra in funzione soltanto con precipitazioni intense, ma la grigliatura a maglie larghe lascia passare i materiali più piccoli.
La novità annunciata da Speranza è la progettazione e l’imminente installazione di una grigliatura fine a monte dello sfioro, capace di bloccare il 90 per cento di quei rifiuti. Intanto Abc ha avviato un intervento di manutenzione straordinaria con nuove pompe e ha posizionato boe di contenimento per i materiali plastici galleggianti. La soluzione definitiva, l’ampliamento strutturale dell’impianto, è stata affidata a Invitalia, a cui Abc ha già indicato le azioni preliminari per migliorare subito la funzionalità.
Chiudendo la seduta, il presidente Migliaccio ha assicurato che la commissione «monitorerà la situazione e favorirà il confronto tra tutti i soggetti coinvolti».





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