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Cronaca Giudiziaria

Manca il braccialetto elettronico: resta in carcere il manager russo arrestato a Napoli per spionaggio

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Resta in carcere nonostante abbia ottenuto la misura meno afflittiva degli arresti domiciliari. Mancano infatti i braccialetti elettronici che permetterebbero il controllo dell’indagato. L’ottava sezione della Corte d’Appello di Napoli sabato scorso ha deciso di concedere i domiciliari al manager russo Aleksandr Korshunov, che però resta detenuto nell’istituto di pena di Napoli-Poggioreale. Korshunov, difenso l’avvocato Gian Domenico Caiazza, e’ in stato di detenzione dalla fine di agosto con l’accusa di spionaggio industriale in base a una richiesta degli Usa, paese che ha pure avviato l’iter per l’estradizione dell’uomo. Per l’Fbi, Korshunov avrebbe rubato informazioni segrete da ex dipendenti di alcune societa’ della General Electric Aviation la quale produce, tra l’altro, motori per aerei. Anche la Russia ha chiesto l’estradizione del suo concittadino, a cui il suo Paese d’origine contesta di avere sperperato una ingente somma di denaro pubblico per consulenze definite “di nessun valore”, proprio quelle attraverso le quali secondo le autorita’ americane sarebbe entrato in possesso dei segreti.

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Caserta e Provincia

Sei arresti per la consegna a domicilio della cocaina per clienti ricchi: ‘Portami la birra’

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consegna a domicilio cocaina
foto da sala stampa carabinieri caserta

Sei arresti per la consegna a domicilio della cocaina per clienti ricchi: “Portami la birra”. Le intercettazioni dei carabinieri svelano il giro di droga in 11 comuni: la consegnavano a domicilio con la speranza di non destare sospetti.

Spacciavano droga con tanto di ‘consegna a domicilio’ previo accordo telefonico. E gli acquirenti venivano ‘serviti’ nel proprio comune di residenza e talvolta in coppia. Sono questi i retroscena dell’attività investigativa condotta dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Santa Maria Capua Vetere, coordinati dalla locale Procura, che ha portato a quattro misure cautelari degli arresti domiciliari a carico di C. A. di 49 anni, D. M. 31enne, I. C. 25enne, B. L. 20enne e due dell’obbligo di dimora nei confronti di T. F. e D. V., entrambi 50enni, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti talvolta in concorso.

L’attività investigativa degli uomini dell’Arma, iniziata nel novembre 2018 e conclusasi nell’ottobre del 2019, è stata condotta su due fronti: intercettazioni telefoniche ed ambientali che hanno permesso di acclarare in capo ai singoli soggetti residenti tra Santa Maria Capua Vetere, Capua e Recale, episodi di detenzione e cessione ai fini di spaccio delle sostanze stupefacenti perlopiù marijuana, hashish e cocaina. Secondo quanto emerso dalle intercettazioni, le singole dosi richieste venivano indicate grazie all’utilizzo di vari termini gergali come ‘pezzo’, ‘maglietta’, ‘caffè’, ‘birra’.

Grazie alla seconda parte dell’attività di indagine, fatta di osservazioni e pedinamenti, i militari inoltre hanno ricostruito la dinamica itinerante della cessione di droga e le singole relazioni intercorrenti tra gli indagati. Non è emersa l’esistenza di un’organizzazione criminale, ma si sono profilati i ‘percorsi della droga’. Lo spaccio aveva come ‘base’ la città di Santa Maria Capua Vetere dove risiedono gli acquirenti più facoltosi e sensibili, oltre che gli spacciatori.

La cessione di stupefacente era infatti il più delle volte garantita dalla coppia I. C. e D. M., entrambi sammaritani, che si premunivano di servire i clienti autoctoni per poi ampliare il loro ‘giro di consegne’ nei comuni limitrofi. Ben 11 i comuni coinvolti nel traffico di sostanze stupefacenti quali Santa Maria Capua Vetere, San Prisco, Curti, Casapulla, Macerata Campania, San Tammaro, Capua, Pontelatone, Portico di Caserta, Casagiove, Recale dove i corrieri/spacciatori effettuavano lo spaccio al dettaglio ed a domicilio con la speranza di non destare sospetti.

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