Lauro– Hanno violato la quiete secolare della Certosa di San Giacomo come ladri d’altri tempi. Non un furto con destrezza qualunque, ma una razzia metodica, che ha privato l’antica struttura ricettiva – attualmente chiusa – di un patrimonio di valore inestimabile. Un colpo pianificato nei dettagli, ma che si è infranto contro l’indagine lampo degli agenti del Commissariato di Polizia di Stato del luogo.
Nel mirino della banda non sono finite solo le materie prime, come i tubi di rame, facilmente rivendibili al mercato nero dei metalli. I malviventi avevano puntato, con occhio clinico, al cuore del pregio artistico e storico della dimora: vasi di ceramica finemente lavorati e interi servizi di posate in argento, oggetti che raccontano la storia di un luogo unico nel suo genere.
L’operazione delle forze dell’ordine è scattata immediatamente, stringendo il cerchio attorno ai tre uomini sorpresi a mettere a segno il furto aggravato. Le manette sono scattate senza esitazione. Ma la vera svolta nelle indagini è arrivata poco dopo, quando gli inquirenti hanno seguito la pista della refurtiva fino all’abitazione di una donna di nazionalità romena, già nota alle cronache giudiziarie per precedenti specifici in tema di furto e ricettazione. È stato lì, tra le mura domestiche della presunta complice, che i poliziotti hanno recuperato e posto sotto sequestro l’intero bottino, strappandolo a un destino di illecita commercializzazione.
Per la donna è scattata una denuncia a piede libero per ricettazione, mentre per i tre ladri, il Giudice ha già disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari. La Certosa di San Giacomo, ferita nel suo silenzio, potrà così riabbracciare i suoi tesori, testimoni di una storia che rischiava di essere per sempre spezzata.





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