Casoria – Scene da film d’azione nel pomeriggio lungo le strade cittadine, dove un normale controllo del territorio si è trasformato in un pericoloso inseguimento terminato con due arresti.
Protagonisti della vicenda un 26enne e un 22enne, fermati dai Carabinieri della locale stazione dopo aver seminato il panico a bordo di un’Audi Q2.
L’avvistamento e l’inseguimento
Tutto ha avuto inizio in via Domenico Salierno. Una pattuglia dell’Arma, durante il consueto giro di perlustrazione, ha notato il Suv procedere a passo d’uomo. A bordo i due occupanti si presentavano con il volto travisato, le braccia coperte e guanti neri calzati, intenti a scrutare con estrema attenzione i veicoli in sosta lungo la carreggiata.
L’atteggiamento ha immediatamente insospettito i militari, spingendoli a intervenire. Alla vista delle divise e all’intimazione dell’alt, il conducente dell’Audi ha però premuto sull’acceleratore, dando il via a una folle corsa nel traffico cittadino.
Lo schianto e le barricate
La fuga si è snodata attraverso le vie del centro tra manovre azzardate e continui cambi di velocità, mettendo a grave rischio l’incolumità pubblica. Arrivati in via Michelangelo, il Suv ha violentemente speronato un’altra vettura in transito, ma nemmeno il forte urto è riuscito a placare la corsa dei malviventi.
La marcia è proseguita per alcuni metri, fino a quando i fuggitivi sono stati costretti ad arrestare il veicolo. Vistisi braccati, i due giovani hanno tentato un’ultima mossa disperata, bloccando le sicure dell’abitacolo e barricandosi all’interno del mezzo pur di sottrarsi al controllo e all’inevitabile arresto.
Il kit del ladro d’auto
I Carabinieri sono rapidamente riusciti a forzare l’apertura delle portiere, bloccando in via definitiva i due sospettati. La successiva perquisizione veicolare e personale ha confermato i sospetti iniziali: all’interno del mezzo è stato rinvenuto un vasto assortimento di oggetti da scasso e una sofisticata chiave OBD, strumento elettronico utilizzato dai “topi d’auto” per bypassare e riprogrammare le centraline delle vetture.
Oltre all’attrezzatura tecnica, i militari hanno sequestrato numerose carte di circolazione risultate rubate. I due giovani sono stati dichiarati in arresto e denunciati; ora dovranno rispondere davanti all’autorità giudiziaria delle accuse di fuga pericolosa, ricettazione e detenzione di strumenti atti a offendere.





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