Giornate Europee dell’Archeologia

Ercolano apre i tesori nascosti: visite straordinarie alla Casa dell’Albergo e alle antiche terme

Il Parco Archeologico svela al pubblico una delle dimore più grandi dell’antica Herculaneum, unica per il suo quartiere termale privato. Un viaggio tra mosaici, sistemi di riscaldamento e testimonianze della vita quotidiana prima dell’eruzione del 79 d.C.
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Un’occasione rara per entrare in uno degli edifici più affascinanti e meno conosciuti dell’antica Ercolano. In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, il 13 e 14 giugno il Parco Archeologico apre straordinariamente al pubblico la Casa dell’Albergo, una delle domus più estese riportate alla luce nell’antica Herculaneum e l’unica, finora conosciuta, dotata di un vero e proprio quartiere termale privato.

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La dimora, risalente al I secolo avanti Cristo, deve il suo nome a un’errata interpretazione avvenuta durante gli scavi ottocenteschi. Affacciata sul mare, è celebre per il grande peristilio e per l’ampio giardino con pomarium, l’antico frutteto ancora oggi ben conservato.

L’apertura straordinaria consente ai visitatori di accedere a spazi normalmente non fruibili, offrendo uno sguardo privilegiato sugli usi, le abitudini e il livello di benessere raggiunto dalle famiglie più facoltose dell’antica città vesuviana.

Il percorso tra gli ambienti del benessere romano

Dall’ingresso principale si accede all’atrio, dove sono ancora visibili i resti dell’impluvio destinato alla raccolta dell’acqua piovana. Sul lato destro si sviluppa invece il settore termale, autentico gioiello della residenza.

Qui si incontra dapprima l’apodyterium, lo spogliatoio in cui gli ospiti lasciavano le proprie vesti prima del bagno. L’ambiente conserva ancora decorazioni caratterizzate da pannelli verdi.

Segue il tepidarium, la sala riscaldata, impreziosita da pannelli rosso scuro intervallati da fasce verdi e blu decorate con motivi floreali. Il percorso termina nel calidarium, il locale destinato ai bagni caldi, dove sopravvive un frammento di mosaico bianco e nero con raffigurazioni di delfini.

Del pavimento originario restano le suspensurae, le strutture che lo sollevavano consentendo la circolazione dell’aria calda proveniente dall’impianto di riscaldamento a ipocausto. In fondo all’ambiente è ancora riconoscibile la vasca destinata ai bagni in acqua calda.

Il lavoro invisibile dietro il funzionamento delle terme

La visita permette anche di comprendere il sofisticato funzionamento degli impianti termali romani. Nei locali di servizio le caldaie venivano alimentate continuamente per garantire una costante produzione di acqua e aria calda.

Prima della realizzazione dell’acquedotto, il complesso era rifornito attraverso un pozzo dotato di una noria, una ruota elevatrice utilizzata per il sollevamento dell’acqua. Gli addetti alla gestione dei forni lavoravano in spazi ristretti e sottoposti a temperature elevate, svolgendo un’attività particolarmente dura e usurante.

Il calore prodotto dai forni circolava sotto i pavimenti e all’interno delle pareti, creando un sistema tecnologicamente avanzato che assicurava il riscaldamento degli ambienti e delle vasche termali.

Aperture speciali anche alle Terme Centrali e Suburbane

L’iniziativa non riguarda soltanto la Casa dell’Albergo. Per l’occasione saranno visitabili anche altri importanti complessi termali dell’antica città.

Tra questi le Terme Centrali, articolate in una sezione maschile e una femminile, e soprattutto le celebri Terme Suburbane, situate sulla Terrazza di Marco Nonio Balbo. Considerate tra le strutture meglio conservate dell’intero sito archeologico, le terme sono attualmente interessate da attività di cantiere e risultano normalmente non accessibili al pubblico.

L’apertura straordinaria rappresenta dunque un’opportunità unica per ammirare da vicino alcuni dei luoghi più suggestivi dell’antica Ercolano, restituendo ai visitatori uno spaccato autentico della vita quotidiana della città romana sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e riportata alla luce dopo quasi duemila anni.

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Commenti (1)

Mi pare una buona occasione per vedere la C4sa dell’Albergo ma la descrizzione è confusa,, i dettagli storici son spesso mischiati non spiega ben le funzione; lapercorsa era chiusa ma poi dicono aperture, sembra tutto poco chi4ro e mal organissato

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