La segreteria provinciale di Salerno ha risposto con forza allo sciopero nazionale della polizia locale, organizzando due autobus diretti a Roma per portare all’attenzione pubblica le criticità che da quasi vent’anni affliggono questa categoria. Gli agenti lamentano un progressivo smantellamento delle tutele, nonostante siano stati sempre più impiegati in attività di prevenzione e controllo del territorio.
Secondo i rappresentanti sindacali, la polizia locale è stata abbandonata nelle ultime due decadi, sia dalle istituzioni nazionali che dagli amministratori locali, che raramente supportano le loro rivendicazioni. Al contrario, viene chiesto loro di garantire la sicurezza urbana senza ricevere adeguati strumenti, risorse o formazione.
La Legge Delega Piantedosi, al centro del dibattito, viene definita una norma priva di fondi e di responsabilità concrete, una semplice enunciazione di buone intenzioni senza risposte sostanziali ai problemi della categoria. La segreteria provinciale esprime la stanchezza e la delusione degli agenti, la cui attesa di trent’anni per un riconoscimento concreto sembra destinata a rimanere vana, delegando a decreti legislativi futuri decisioni fondamentali ancora in sospeso.
Il rischio paventato è che, in assenza di finanziamenti, si proceda con decreti operativi che trasferiscono costi e responsabilità ai Comuni, già sotto pressione per i tagli economici. La segreteria provinciale annuncia un cambio di strategia: il Dipartimento Polizia Locale solleciterà i vari corpi di polizia della provincia a verificare e segnalare i rischi propri della professione, esercitando un diritto già previsto dalla legge.
Infine, la segreteria sottolinea l’urgenza di investimenti da parte di Governo e Parlamento per aumentare uomini, mezzi e garanzie, con l’obiettivo di migliorare la prevenzione della delinquenza e della devianza giovanile, temi di crescente importanza per la sicurezza dei cittadini.
A firmare il documento la segretaria provinciale Lucia Pagano e il responsabile del Dipartimento Polizia Locale Emilio Pagano, che chiedono chiarezza, giustizia e un cambiamento reale per una categoria da troppo tempo trascurata.





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