All’inizio pensava non fosse “una buona idea” schierarsi in prima linea nella lotta contro i cambiamenti climatici. Ma ora che sua figlia Greta è diventata un’icona mondiale degli ambientalisti, Svante Thunberg ha preoccupazioni diverse. Ad agitarlo è l’eccessivo “odio” che la giovane Greta è costretta ad affrontare da quando ha iniziato la sua personale battaglia contro i potenti della terra. Una battaglia che però l’ha salvata dalla depressione. A confessarlo, in un’intervista alla Bbc, è lo stesso Svante Thunberg, che ha accompagnato Greta nel suo ultimo viaggio in barca a vela verso l’America. “Non l’ho fatto per salvare il pianeta ma per salvare mia figlia”, ha confessato, ammettendo che Greta adesso è “felice” e che la sua missione ambientalista l’ha aiutata a uscire dalla depressione, con cui ha dovuto combattere per “tre o quattro anni”. “È il peggior incubo per un genitore”, ha raccontato ancora il padre di Greta. “Mia figlia aveva smesso di parlare, non andava a scuola. Rifiutava il cibo”. Per aiutarla a uscire da questo incubo, il padre ha deciso di trascorrere più tempo con lei: “Ho due figlie e loro sono tutto ciò che conta per me. Voglio solo che siano felici”, ha affermato. Ora Greta è “cambiata” ed è “molto felice” a causa del suo attivismo. Qualcuno può pensare che “non sia normale ora, perché è speciale, è molto famosa e tutte queste cose”, “ma per me ora è una bambina normale, può fare tutte le cose che possono fare gli altri”, ha insistito Svante Thunberg, dicendosi preoccupato per i sentimenti di persone che “non vogliono cambiare” il loro stile di vita per salvare l’ambiente. A impensierirlo sono, in particolare, “le notizie false”, “tutte le cose che la gente cerca di fabbricare”, “l’odio che ciò genera”. Ma – ha concluso Svante Thunberg – Greta affronta tutte le critiche “incredibilmente bene”: “francamente, non so come faccia, ma ride per la maggior parte del tempo, trova tutto questo divertente”.
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