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Napoli, era in crisi di astinenza l’uomo che ha accoltellato il figlio 12enne al rione Sanità

Napoli – Si è consumato nella mattinata di oggi un grave episodio di violenza all’interno di un’abitazione in via Vergini, nel cuore del rione Sanità a Napoli. Un uomo di 35 anni è stato arrestato dai Carabinieri della compagnia Napoli Stella con le gravi accuse di tentato omicidio, lesioni personali aggravate dall’uso di un’arma e lesioni a personale sanitario.

La dinamica dei fatti

Secondo una prima ricostruzione guidata dalle forze dell’ordine, l’uomo avrebbe colpito il figlio dodicenne all’interno delle mura domestiche, apparentemente colto da una violenta crisi psicofisica. Allarmati dalle urla provenienti dall’appartamento, i residenti della zona hanno immediatamente allertato il servizio d’emergenza 118.

All’arrivo dell’ambulanza, la situazione è ulteriormente degenerata: l’aggressore ha colpito nuovamente il minore e ha aggredito un’infermiera dell’equipe di soccorso, il tutto alla presenza delle altre due figlie di 10 e 16 anni.

I soccorsi e il fermo

Subito dopo l’accaduto, in un momento di parziale ravvedimento, l’uomo ha rivolto l’arma contro se stesso, procurandosi ferite non gravi ai polsi e alla gola. Fondamentale è stato l’intervento della compagna e madre dei tre ragazzi, la quale è riuscita a disarmarlo rimanendo a sua volta leggermente ferita.

Per contenere l’aggressore, che ha opposto una strenua resistenza, è stato necessario il supporto di alcuni passanti e negozianti della via, che hanno aiutato il personale sanitario a mettere in sicurezza l’area fino all’arrivo dei militari. L’arma da taglio utilizzata è stata prontamente sequestrata e posta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il quadro clinico

Il dodicenne è stato d’urgenza trasferito all’ospedale pediatrico Santobono. Sia il minore che il padre si trovano attualmente ricoverati in prognosi riservata; i medici confermano che le loro condizioni, per quanto delicate, risultano al momento stabili. Le indagini dei Carabinieri proseguono per fare piena luce sui dettagli del contesto familiare e sulle cause scatenanti del gesto.

Caivano, dal promotore all’organizzatrice dei conti: i ruoli chiave dietro il fortino criminale di via Uganda

Caivano –  Una vasta operazione di polizia giudiziaria, condotta dalla Squadra Mobile di Napoli e dal Commissariato di Afragola, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale partenopeo, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Il provvedimento ha disposto la custodia cautelare in carcere per dieci indagati e gli arresti domiciliari per altre due persone, delineando un quadro dettagliato sulle attività illecite radicate nel territorio di Caivano e nei comuni limitrofi.

Al centro dell’attività investigativa vi è la disarticolazione di un gruppo organizzato operante all’interno del complesso denominato “Parco Verde”, nello specifico in un immobile situato in via Uganda (S.S. Sannitica km 13,500), individuato dagli inquirenti come sede logistica per la detenzione e la successiva cessione a terzi di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e crack.

La struttura piramidale e la ripartizione dei ruoli

In conformità con l’ipotesi accusatoria formulata ai sensi dell’articolo 74 del DPR n. 309/90, l’associazione criminale risultava strutturata secondo una precisa ripartizione di compiti strategici e operativi. Nel ruolo di promotore e capo del sodalizio è indicato Domenico Di Micco, il quale avrebbe assunto le principali decisioni direttive, curando l’approvvigionamento della sostanza stupefacente attraverso i contatti con i fornitori, impartendo le disposizioni ai sodali e garantendo il sostentamento economico degli associati tramite la corresponsione di compensi periodici.

La gestione operativa dell’attività di vendita sarebbe stata invece coadiuvata da Teresa D’Angelo, indicata come organizzatrice della struttura. Alla stessa vengono attribuiti compiti di coordinamento dei venditori al dettaglio, la tenuta della contabilità interna e la riscossione giornaliera dei proventi illeciti.

La logistica del sito e i turni di sorveglianza

L’immobile di via Uganda era stato strutturato per garantire continuità alle attività riducendo il rischio di interventi da parte delle Forze dell’Ordine. Gli inquirenti hanno documentato l’installazione di un sistema di videosorveglianza perimetrale dedicato al monitoraggio degli accessi esterni, unitamente alla predisposizione di cancelli interni attraverso le cui barriere avvenivano gli scambi con gli acquirenti.

Il presidio della struttura e la cessione al dettaglio delle singole dosi erano assicurati, secondo turnazioni prestabilite, dai presunti partecipi all’organizzazione, tra cui figurano i nominativi di Lucio Cozzuto, Giulio Marsicano, Luca Fischetti, Giuseppe Piccolo, Carmine Junior Squaglione e Natalia Terletska. Le indagini hanno inoltre evidenziato il supporto logistico di altri soggetti non ancora pienamente identificati, deputati rispettivamente alla custodia della cassa comune, al trasporto dei materiali e al controllo dei varchi di accesso dell’edificio.

L’inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia non si è limitata al contrasto del traffico di stupefacenti, ma ha esteso il proprio raggio d’azione ad ulteriori condotte illecite emerse sul territorio. Tra i reati contestati a vario titolo figurano l’estorsione, il porto in luogo pubblico di armi alterate con matricola abrasa e l’esplosione di colpi d’arma da fuoco in pubblica via, configurati come atti idonei a ingenerare timore nella cittadinanza e a ribadire il controllo territoriale.

Le attività tecniche e di riscontro investigativo hanno infine fatto luce su un tentativo di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un imprenditore edile, titolare di un appalto pubblico stipulato con l’amministrazione comunale di Acerra, confermando l’eterogeneità degli interessi criminali monitorati dalla Procura distrettuale durante la conduzione delle indagini.

Ecco chi sono gli indagati

  1. COZZUTO Lucio, nato a Napoli il 20.05.1973, residente a Santa Maria Capua Vetere, domiciliato a Caivano;
  2. D’ANGELO Teresa, nata a Caserta il 04.05.1984, residente a Caivano, domiciliata a Caivano;
  3. DI MICCO Domenico, nato a Caserta il 13.11.1986, residente a Caivano, agli arresti domiciliari per altra causa;
  4. FISCHETTI Luca, nato a Napoli il 30.01.2003, residente a Caivano, agli arresti domiciliari per altra causa a Caivano;
  5. MARSICANO Giulio, nato a Frattamaggiore il 06.11.1947, residente a Sant’Arpino (CE);
  6. MIELE Daniele, nato a Caserta il 03.07.1992, residente a Caivano;
  7. PEZZELLA Francesco, nato ad Acerra il 24.04.1985, residente a Caivano;
  8. PICCOLO Giuseppe, nato ad Acerra il 13.08.1984, residente ad Acerra, domiciliato a Caivano;
  9. RUSSO Salvatore, detto “Gargamella”, nato a Caserta il 14.04.1976, detenuto per altra causa presso la Casa circondariale di San Gimignano;
  10. SQUAGLIONE Carmine Junior, nato a Caserta il 01.10.2001, residente a Caivano;
  11. TEDESCO Antonio, nato ad Acerra il 20.04.1961, residente ad Acerra;
  12. TERLETSKA Natalia, detta “Maria”, nata a Ivano-Frankivsk (Ucraina) il 14.11.1986, residente a Macerata Campania;
  13. VIVACE Giusi, nata a Caserta il 21.05.1996, residente a Caivano.

 

SirtLife cresce con innovazione tecnologica, mercato nutrigenomica vale 630 mln dollari

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Roma – Il mercato globale della nutrigenomica nel 2025 vale circa 630 milioni di dollari. Le proiezioni indicano una crescita fino a 2,6 miliardi entro il 2034, con un tasso annuo superiore al 17%. Non è un settore emergente. È un settore che sta cambiando scala. La personalizzazione dei percorsi di prevenzione attraverso biomarcatori, profili genetici e dati biologici sta ridefinendo il rapporto tra salute, diagnosi precoce e qualità della vita. Quello che fino a pochi anni fa era ricerca accademica oggi diventa servizio: test genetici accessibili direttamente al consumatore, piattaforme di analisi del microbioma, piani nutrizionali personalizzati su base genomica.

È in questo scenario che il gruppo SiliconDev ha scelto di entrare nel capitale di SirtLife Corporation, società americana attiva nella nutraceutica avanzata, nella longevità e nella prevenzione personalizzata. Non è una diversificazione casuale. L’operazione punta a sviluppare una piattaforma integrata che connette ricerca scientifica, tecnologie applicate alla salute, medicina predittiva e analisi genetica avanzata. SirtLife porta la competenza scientifica: dai processi cellulari alla genetica applicata. SiliconDev porta ciò che sa fare da sempre: sviluppo di piattaforme digitali, integrazione di sistemi complessi, architetture scalabili e gestione di dati ad alta sensibilità.

L’intelligenza artificiale sta già accelerando questo settore: algoritmi in grado di analizzare dataset genetici e nutrizionali su larga scala, predire le interazioni tra nutrienti e marcatori genetici, e adattare le raccomandazioni in modo continuo sulla base del monitoraggio della salute. Costruire l’infrastruttura tecnologica che rende tutto questo possibile, affidabile e scalabile è esattamente il tipo di sfida su cui SiliconDev ha maturato la propria esperienza. L’obiettivo è contribuire a un ecosistema in cui ricerca scientifica, tecnologia e dati dialoghino in modo concreto, al servizio di percorsi di salute sempre più personalizzati e misurabili.

Narcotraffico tra Olanda e Campania, arrestata latitante legata al clan Scarpa

È stata localizzata e arrestata nei Paesi Bassi, dopo tre anni di latitanza, Babite Mihaela Veronica, classe 1982, destinataria di un ordine di carcerazione emesso a seguito di una condanna definitiva.

L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, con il supporto del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia – Unità F.A.S.T., sotto il coordinamento della Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli.

La condanna e il ruolo nel traffico di stupefacenti

La donna deve scontare una pena di 10 anni di reclusione, divenuta definitiva il 6 luglio 2023, per il suo coinvolgimento in un’associazione criminale dedita all’importazione dall’Olanda di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente.

La cocaina secondo quanto accertato nelle indagini, era destinata al mercato campano, con particolare riferimento alla piazza di spaccio di Torre Annunziata.

Legami con il vertice del sodalizio

I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2004 e il 2006. In quel contesto, Babite avrebbe operato come collaboratrice diretta e persona di fiducia del vertice dell’organizzazione, individuato in Pasquale Scarpa.

Il cambio di identità e le indagini

Dopo essere riuscita a sottrarsi al provvedimento restrittivo, la donna si era rifugiata in Olanda. Per rendere più difficile la sua individuazione, aveva anche cambiato cognome in seguito al matrimonio, secondo la normativa del Paese di origine.

Nonostante ciò, le indagini portate avanti nel tempo dai militari dell’Arma, anche attraverso i canali di cooperazione internazionale, hanno consentito di identificarla e rintracciarla.

Sono già state attivate le procedure di estradizione per consentire il trasferimento della donna in Italia, dove dovrà scontare la pena definitiva.

Impianto dentale totale: la soluzione definitiva per chi porta la protesi mobile

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Per molte persone che portano una dentiera mobile, mangiare, parlare o semplicemente sorridere può diventare una fonte continua di disagio. La protesi tradizionale, soprattutto dopo anni di utilizzo, tende infatti a perdere stabilità, provocando fastidi alle gengive, difficoltà nella masticazione e una costante sensazione di insicurezza. In questi casi, l’impianto dentale totale rappresenta una soluzione moderna, stabile e duratura, capace di restituire comfort, estetica e funzionalità. Negli ultimi anni le tecniche implantari si sono evolute notevolmente. Oggi è possibile sostituire un’intera arcata dentale con impianti fissi anche in tempi rapidi, evitando lunghe attese e migliorando sensibilmente la qualità della vita del paziente. Soluzioni come All-on-4 e All-on-6 permettono di riabilitare completamente la bocca con un numero ridotto di impianti, offrendo denti fissi dall’aspetto naturale e una stabilità molto superiore rispetto alla classica dentiera.

Cos’è l’impianto dentale totale e come funziona

L’impianto dentale totale è una riabilitazione implantare completa che consente di sostituire tutti i denti di una o entrambe le arcate tramite impianti inseriti nell’osso mascellare o mandibolare. Su questi impianti viene poi fissata una protesi stabile e definitiva, progettata per riprodurre estetica e funzionalità dei denti naturali. A differenza della protesi mobile, che può essere rimossa dal paziente e appoggia direttamente sulle gengive, l’impianto completo si ancora all’osso attraverso viti in titanio biocompatibili. Questo garantisce una maggiore stabilità durante la masticazione e impedisce movimenti indesiderati della protesi. Il trattamento può riguardare una sola arcata oppure entrambe. In molti casi è indicato per pazienti che hanno perso tutti i denti oppure per chi presenta denti compromessi da estrarre. 

Protesi mobile vs protesi fissa su impianti: perché cambiare

Molti pazienti convivono per anni con una dentiera mobile pensando che sia l’unica opzione possibile. In realtà, la protesi tradizionale presenta diversi limiti che incidono quotidianamente sul benessere della persona. Con il passare del tempo, l’osso tende naturalmente a riassorbirsi. Questo fenomeno rende la dentiera sempre meno stabile e può causare continui movimenti durante la masticazione o la conversazione. Non è raro che il paziente debba utilizzare adesivi specifici per cercare di migliorare la tenuta della protesi. Tra i problemi più comuni della dentiera mobile ci sono le irritazioni gengivali, le difficoltà nel pronunciare alcune parole e la ridotta forza masticatoria. Alcuni alimenti diventano difficili da mangiare, mentre altri vengono completamente evitati. A livello psicologico, molte persone sviluppano disagio sociale e paura che la protesi possa spostarsi in pubblico. Le soluzioni implantari fisse permettono invece di superare questi limiti. Una protesi ancorata agli impianti offre maggiore comfort, migliora la stabilità e consente di recuperare una masticazione molto più naturale. Anche l’estetica beneficia di questo trattamento, perché il sorriso appare più armonioso e naturale.

All-on-4 e All-on-6: le due tecniche per l’arcata completa

Quando si parla di impianto dentale totale, le tecniche più utilizzate sono All-on-4 e All-on-6. Entrambe consentono di sostituire un’intera arcata dentale con una protesi fissa supportata da impianti, ma presentano alcune differenze importanti.

  • La tecnica All-on-4 prevede l’inserimento di quattro impianti strategicamente inclinati per sostenere l’intera arcata. È una soluzione molto indicata per pazienti con poco osso disponibile, perché spesso evita interventi di rigenerazione ossea più complessi. I tempi chirurgici risultano generalmente più rapidi e il recupero può essere più semplice.
  • L’All-on-6 utilizza invece sei impianti distribuiti lungo l’arcata. Questa configurazione garantisce un supporto maggiore e una migliore distribuzione delle forze masticatorie. Viene spesso consigliata nei pazienti che presentano una buona quantità di osso e desiderano una struttura ancora più stabile nel lungo periodo.

La scelta tra le due tecniche dipende da diversi fattori: quantità e qualità dell’osso, condizioni generali della bocca, abitudini del paziente e obiettivi estetici e funzionali. Sarà il professionista, attraverso esami radiografici e TAC 3D, a individuare la soluzione più adatta.

ClinicalTop: come si svolge l’intervento in tre sedute

Le moderne riabilitazioni implantari vengono oggi pianificate per ridurre al minimo disagi e tempi di attesa. In strutture specializzate come ClinicalTop, il percorso per ottenere delle naturali e stabili protesi fisse su impianti viene organizzato in poche sedute.

  • La prima fase riguarda la visita specialistica e la raccolta delle impronte digitali. Attraverso TAC e scansioni 3D, il team clinico valuta la situazione ossea e pianifica l’inserimento degli impianti con estrema precisione.
  • Durante la seconda seduta avviene l’intervento chirurgico vero e proprio. Gli impianti vengono inseriti utilizzando guide digitali che consentono una chirurgia guidata più precisa e meno invasiva. In molti casi è possibile applicare già nella stessa giornata una protesi provvisoria fissa, permettendo al paziente di non rimanere senza denti.
  • Dopo il periodo di guarigione e osteointegrazione, si passa alla terza fase: l’applicazione della protesi definitiva. Questa viene realizzata su misura per garantire comfort, estetica naturale e corretta funzionalità masticatoria.

I tempi di recupero sono generalmente rapidi. Nei giorni successivi all’intervento possono comparire lieve gonfiore o fastidio, controllabili con le normali terapie antidolorifiche prescritte dal dentista.

Quanto dura un impianto dentale totale e come mantenerlo

In condizioni ottimali, un impianto può durare mediamente dai 15 ai 25 anni, e in molti casi anche più a lungo. La longevità della riabilitazione dipende da diversi fattori. La qualità dell’osso, l’esperienza del chirurgo implantologo e la qualità dei materiali utilizzati incidono notevolmente sul risultato finale. Anche le abitudini del paziente giocano un ruolo fondamentale: fumo, scarsa igiene orale e bruxismo possono compromettere la stabilità degli impianti nel lungo periodo. Per mantenere gli impianti in salute è essenziale seguire una corretta igiene orale quotidiana. Anche se la protesi è artificiale, i tessuti intorno agli impianti devono essere mantenuti puliti per evitare infiammazioni gengivali e perimplantiti.

Quanto costa rifare tutti i denti con un impianto totale

Il costo di un impianto dentale totale varia in base a diversi elementi: numero di impianti necessari, materiali utilizzati, complessità clinica e tipologia di protesi scelta.

Per una singola arcata, i prezzi possono partire indicativamente da circa 4.000-6.000 euro per le soluzioni più semplici, fino a superare i 10.000 euro nei casi più complessi o con materiali premium. La riabilitazione di entrambe le arcate comporta naturalmente costi maggiori.

Rispetto alla media di mercato, molte cliniche offrono oggi formule di pagamento rateale che consentono di affrontare il trattamento in modo più sostenibile. È importante però valutare non solo il prezzo, ma anche la qualità del percorso clinico, l’esperienza dei professionisti e le tecnologie utilizzate.

Domande frequenti: dolore, rischi ed età per l’intervento

Il posizionamento degli impianti viene eseguito in anestesia locale e, quando necessario, con sedazione cosciente. Questo permette al paziente di affrontare la procedura in modo molto più sereno. Nel post-operatorio può comparire un lieve fastidio, generalmente gestibile con farmaci antidolorifici e antinfiammatori. Le tecniche moderne, soprattutto quelle guidate digitalmente, hanno ridotto notevolmente invasività e tempi di recupero.

Per quanto riguarda i rischi, le complicanze serie sono relativamente rare quando il trattamento viene eseguito da professionisti esperti e il paziente segue correttamente le indicazioni post-operatorie. Una buona pianificazione clinica è fondamentale per aumentare la percentuale di successo dell’intervento. Non esiste inoltre un vero limite di età per sottoporsi a un impianto dentale totale. Anche pazienti anziani possono ottenere ottimi risultati, purché le condizioni di salute generale siano compatibili con il trattamento implantare.

 

Al via la IV edizione dell’Open Festival: il miglio d’oro di musica, cinema, teatro e arte

Ercolano – C’è una Ercolano che va oltre la straordinaria bellezza archeologica dei suoi Scavi e il fascino vintage del mercato di Resina, celebri in tutto il mondo. È l’Ercolano che dal 28 maggio al 7 giugno diventerà un unico, vibrante palcoscenico a cielo aperto per la IV edizione di Open Festival: Ercolano nei luoghi e nell’arte.

La rassegna, organizzata dal Comune di Ercolano, con il finanziamento della Regione Campania, è curata da La Bazzarra. Open Festival propone un itinerario culturale che mette in connessione il Miglio d’Oro, le storiche Ville Vesuviane e gli spazi urbani recentemente sottratti al degrado. In tutto 9 giornate dense di concerti, performance di strada, teatro e danza (dal 28 maggio al 2 giugno) e di titoli cinematografici di interesse (dal 5 al 7 giugno) tutto rigorosamente a ingresso gratuito, pensato come un grande abbraccio collettivo per cittadini e turisti.

L’idea dell’Open Festival è proprio quella di una città che si apre e si rivela attraverso l’arte in tutte le sue declinazioni. Il palinsesto si snoda tra vicoli, palazzi del Settecento, piazze e persino balconi privati, portando il pubblico a esplorare spazi solitamente inaccessibili.

Il programma avrà inizio il 28 maggio con un concerto dedicato alla musica antica

Il viaggio comincia la sera di giovedì 28 maggio nella Chiesa di Santa Maria della Consolazione. Qui, la formazione iconica Ai vis Lo Lop (nome di ispirazione celtica che significa “Ho visto un lupo”) darà il via alla kermesse con un raro e suggestivo concerto dedicato alla musica antica e colta.

L’indomani, venerdì 29 maggio, i riflettori si sposteranno a Villa Durante, splendida dimora settecentesca nel cuore del Miglio d’Oro. Alle 19:30 la facciata e i cortili faranno da sfondo a Corpi in Festa della Compagnia Movimento Danza, un’esperienza in cui gli spettatori saranno chiamati a interagire con la danza contemporanea, riscritta attraverso la forza fisica e rituale della tradizione campana. Subito dopo, ci si sposterà nel Parco Urbano del Miglio d’Oro per un sodalizio musicale inedito: il genio eclettico di Daniele Sepe si fonderà con l’energia dell’ACMT di Torre del Greco, storica banda cittadina nata nel 1892. Insieme, daranno vita a uno spettacolo potente, capace di tradurre in musica le immagini più celebri dei film di Totò.

Weekend dedicato ai bambini e alle favole

Il weekend entrerà nel vivo sabato 30 maggio in un’area simbolo del rinnovamento urbano della città, quella tra Piazza Carlo di Borbone e Via Mare, dove i nuovi progetti di waterfront conducono fino all’Antica Spiaggia degli Scavi. Nel pomeriggio, alle 18:00, lo spazio sarà tutto per i bambini con Le Favole della Saggezza, le storie senza tempo di Esopo e La Fontaine raccontate attraverso maschere di animali parlanti.

A seguire, la strada sarà invasa dalle acrobazie e dalle magie circensi di Stradarte, prima del gran finale notturno in Piazza Pugliano, alle 21:30, dove la Compagnia dei Folli metterà in scena lo spettacolo Fuoco, una parata su trampoli illuminata da suggestivi giochi pirotecnici.

Domenica 31 maggio sarà la giornata più ricca del festival, un vero e proprio flusso continuo di eventi dalla mattina alla sera. Si comincerà alle 10:00 alle falde del Vesuvio, con una visita all’Osservatorio Vesuviano accompagnata dal rito sonoro del duo Tupa Ruja, capace di far dialogare strumenti etnici di epoche e mondi lontanissimi.

Dalle 11:00, Piazza Pugliano si trasformerà in un quadro onirico grazie a La Dinamica del Controvento, un carosello musicale in cui un pianoforte e il suo pianista fluttuano a mezz’aria, invitando i passanti a salire a bordo per “volare” a ritmo di musica.

Nel tardo pomeriggio il baricentro si sposterà nella maestosa Villa Campolieto: prima con Stanze di identità teatrale – un viaggio sensoriale tra voce, canto e movimento curato dal regista Gigi Di Luca – e poi con lo spettacolo serale La musica di altri mondi ciechi, un profondo omaggio al teatro e alla musica di Raffaele Viviani e del Sud America, interpretato, tra gli altri, da Antonella Morea, Lello Giulivo e Mimmo Maglionico.

Villa Campolieto ospiterà Danilo Rea e i Tableaux Vivant

Villa Campolieto resterà protagonista anche lunedì 1 giugno con uno degli appuntamenti più attesi e suggestivi: i celebri Tableaux Vivants della Compagnia Ludovica Rambelli Teatro.

In tre diversi turni pomeridiani (18:30, 19:30 e 20:30), gli attori daranno letteralmente corpo e anima alle stanze della dimora borbonica, componendo con i propri corpi scene statiche e costumi d’epoca che sembreranno veri dipinti del ‘700 napoletano. La serata si concluderà sotto le stelle con il pianoforte di Danilo Rea: il celebre jazzista si esibirà in Lirico, un concerto in piano solo basato sull’improvvisazione pura, capace di fondere con naturalezza le arie delle grandi opere liriche con la storia della canzone pop.

Eugenio Bennato e il Cunto de li Cunti di Basile a Villa Durante

La chiusura della prima parte di Open Festival, martedì 2 giugno, coinciderà con la Festa della Repubblica. Il sipario si alza alle 19:30 a Villa Durante con la rappresentazione di Facimme ‘e cunt, un viaggio nelle novelle barocche e popolaresche tratte dal celebre Cunto de li cunti di Giambattista Basile.

Il gran finale sarà affidato alla musica travolgente di Eugenio Bennato nel Parco Urbano del Miglio d’oro, con il progetto Briganti del presente, dove il ritmo della tammorra rimane una manifestazione di identità dirompente. Il Parco, già nel pomeriggio ospiterà laboratori aperti a tutti per imparare i passi di danze tradizionali.

Nel weekend dal 5 al 7 giugno, Open Festival apre al cinema con 3 proiezioni: Il ladro di Giorni (Chiesa San Vito); C’è ancora domani (Ruana); Unicorni (Spiaggia La Favorita)

Titoli che esprimono il potente battito di un festival che per 9 giorni avrà dimostrato come l’arte possa abitare e rigenerare ogni angolo di una città.

Il Giffoni film festival era una ‘cosa’ di famiglia: sequestro della Corte dei Conti per i contributi

Giffoni – Contributi pubblici e danno erariale: sequestro conservativo della Corte dei Conti all’Ente autonomo Giffoni Experience che organizza la rassegna cinematografica internazionale del Giffoni Film Festival.

E’ la resa dei conti tra Claudio Gubitosi, patron del Giffoni film Festival, i suoi familiari e la Procura Regionale per la Campania della Corte dei Conti. I militari della Guardia di Finanza a conclusione di un’indagine partita circa due anni fa hanno notificato all’Ente autonomo Giffoni Experience e al suo patron Gubitori un invito a dedurre e contestuale atto di messa in mora su richiesta del sostituto procuratore Mauro Senatore, coordinato dal procuratore regionale giacinto Dammicco.

Nel mirino della Finanza e della Corte dei Conti i contributio pubblici erogati dalla regione Campania per le edizioni del Giffoni Film Festival dal 2016 al 2024.

Il danno erariale ipotizzato è di 478.769 per il quale i finanzieri fatto il sequestro conservativo di rapporti bancari e crediti statali e regionali riconducibili ai soggetti destinatari del provvedimento, fino alla concorrenza dell’importo contestato, oltre a rivalutazione monetaria e interessi.

La prima indagine riguarda il servizio trasporto degli ospiti e dei giurati

Il procedimento ha preso avvio dalla gestione del servizio di trasporto e movimentazione di ospiti e giurati del festival, già sfociato in un decreto di citazione a giudizio davanti alla Corte dei conti e attualmente in attesa di sentenza.

In questo nuovo procedimento la vicenda ruota intorno a Claudio Gubitosi e all’associazione Aura, intestata alla moglie Alfonsina Novellino, che aveva come unica dipendente della coppia Claudia.

La Giffoni Experience è nel mirino della Procura e della Corte dei Conti da oltre due anni. Gubitosi per oltre un ventennio ha organizzato e diretto il Giffoni Film Festival facendolo diventare un evento internazionale con ospiti famosi e giurati ragazzi provenienti da tutto il mondo. Il festival ha beneficiato negli anni di sponsor e di contributi pubblici, ridimensionati o annullati quando la gestione della famiglia Gubitosi è stata messa sotto la lente di ingrandimento.

Tanto che lo stesso Claudio Gubitosi ha inscenato numerose proteste contro il Ministero della Cultura (vedi foto).

L’associazione culturale intestata alla moglie per attività sociali ‘inesistenti’ svolte dalla figlia Claudia

Le successive attività investigative, infatti, avrebbero fatto emergere ulteriori criticità legate agli affidamenti diretti conferiti, dal 2016 al 2024, all’associazione culturale che si occupa delle attività sociali collegate alla manifestazione cinematografica, presieduta da Alfonsina Novellino, moglie del direttore artistico dell’Ente che aveva come unica dipendente la figlia della coppia.

Le verifiche svolte avrebbero consentito di ricostruire un sistema attraverso il quale parte dei contributi pubblici destinati al festival sarebbe stata progressivamente “dirottata” verso l’associazione mediante affidamenti formalmente qualificati come servizi di inclusione e solidarietà sociale, ma ritenuti, nella sostanza, una forma di contribuzione stabile e continuativa non adeguatamente documentata.

Lo schema degli incarichi e importi identici per pagare lo stipendio alla figlia

Secondo quanto emerso dalle indagini, tale schema si sarebbe ripetuto annualmente attraverso la presentazione di progetti sociali dai contenuti generici – assistenza, inclusione, solidarietà, campagne di sensibilizzazione, attività charity e servizi di supporto – successivamente inseriti tra le spese finanziate con fondi pubblici. Gli incarichi, conferiti ogni anno per importi pressoché identici, sarebbero poi stati rendicontati nell’ambito dei contributi regionali ed europei ottenuti dall’Ente.

Le verifiche contabili avrebbero inoltre evidenziato che l’associazione Aura riceveva quasi esclusivamente risorse provenienti dagli affidamenti del Giffoni Film Festival e che gran parte delle somme percepite sarebbe stata destinata alla copertura del costo dell’unica dipendente.

Attività sociali svolte gratuitamente ma inserite nei costi dei contributi regionali e europei del Festival

Ulteriori riscontri investigativi hanno fatto emergere che numerose attività sociali indicate nei progetti sarebbero state, in realtà, svolte gratuitamente da soggetti terzi o associazioni partner, mentre la documentazione acquisita avrebbe evidenziato spese ritenute modeste, scarsamente pertinenti o prive di collegamento diretto con le attività rendicontate.

Dalle risultanze istruttorie sarebbe inoltre emersa una situazione di conflitto d’interessi tra i vertici dell’Ente organizzatore e l’associazione destinataria degli affidamenti.

Claudio Gubitosi e la cointeressenza familiare nella certificazione delle prestazioni

In particolare, il direttore artistico avrebbe preso parte alle procedure riguardanti l’associazione presieduta dalla propria coniuge, certificando, in alcune annualità, la regolare esecuzione delle prestazioni oggetto degli affidamenti.

Il Responsabile Unico del Procedimento, pur in presenza di rapporti familiari e interessenze con l’associazione beneficiaria, avrebbe a sua volta attestato alla Regione Campania la regolare esecuzione delle prestazioni e la conformità delle procedure amministrative relative agli affidamenti contestati, contribuendo così a rappresentare come ammissibili spese successivamente ritenute prive dei necessari requisiti di rendicontazione e non pertinenti rispetto alle finalità del finanziamento pubblico.

I soggetti coinvolti potranno ora esaminare gli atti depositati dalla Procura regionale, presentare memorie difensive e documentazione a propria discolpa ed anche chiedere di essere convocati dall’autorità contabile per le controdeduzioni.

Torre del Greco, dà ai carabinieri le generalità del fratello per evitare i controlli: arrestato 46enne

Durante un posto di controllo a Torre del Greco, un 46enne è stato arrestato dai carabinieri dopo aver fornito le generalità del fratello nel tentativo di evitare conseguenze più gravi.

L’uomo è stato fermato dai militari della sezione radiomobile. Alla richiesta dei documenti, avrebbe riferito di averli dimenticati, indicando però nome, cognome e data di nascita che non corrispondevano ai suoi, ma a quelli del fratello.

Secondo quanto accertato dai carabinieri, il 46enne avrebbe tentato di aggirare i controlli perché con patente revocata. I militari, insospettiti, sono riusciti in breve tempo a risalire alla sua reale identità e a ricostruire la vicenda.

Per l’uomo è così scattato l’arresto con l’accusa di falsa attestazione a pubblico ufficiale. Attualmente è in attesa di giudizio.

Dramma alla Sanità, accoltella il figlio di 12 anni e la moglie poi tenta il suicidio

Napoli – Una mattinata di ordinaria follia si è consumata nel cuore del quartiere Sanità, trasformando un tranquillo appartamento di via Vergini nel teatro di una sfiorata tragedia familiare. Un ragazzino di appena 12 anni è ricoverato in gravissime condizioni dopo essere stato accoltellato, presumibilmente dal padre, all’interno delle mura domestiche.

Secondo una prima e ancora frammentaria ricostruzione delle forze dell’ordine, l’uomo avrebbe improvvisamente impugnato un coltello scagliandosi contro il figlio minore. Due i fenti inferti al dodicenne, che lo hanno raggiunto in pieno petto, perforandogli il polmone sinistro. Nel tentativo disperato di fare da scudo al figlio e fermare la furia del marito, è rimasta ferita alla mano anche la madre del piccolo.

Subito dopo l’aggressione, in preda a un apparente raptus, l’uomo ha rivolto l’arma contro se stesso, tentando il suicidio: si è colpito ripetutamente e violentemente alla gola e al volto, crollando in una pozza di sangue.

Il caos è proseguito anche all’arrivo dei soccorsi. All’ingresso dei sanitari nell’appartamento, l’uomo – in uno stato di estrema alterazione psicofisica – ha trovato la forza di scagliarsi persino contro un’infermiera del 118, prima di essere definitivamente bloccato.

L’ambulanza ha trasportato d’urgenza padre e figlio al vicino ospedale “Vecchio Pellegrini” della Pignasecca. Entrambi si trovano ora ricoverati in prognosi riservata: le condizioni del dodicenne sono giudicate critiche a causa della lesione polmonare, mentre l’uomo è piantonato dalle forze dell’ordine. Sul posto gli agenti della Polizia di Stato e la Scientifica per i rilievi planimetrici e per fare luce sul movente di un orrore al momento inspiegabile.

Caso Sparago, la Procura dispone accertamenti tecnici su smartphone e computer

Proseguono a ritmo serrato le indagini sulla scomparsa di Giovanni Sparago, il maresciallo dei carabinieri di 25 anni, originario di Curti , in provincia di Caserta e in servizio presso la stazione di Borghetto Vara, trovato privo di vita lo scorso 18 aprile a La Spezia. Il Pubblico Ministero titolare del fascicolo, la dottoressa Monica Burani della Procura della Repubblica ligure, sta conducendo gli accertamenti per l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio.

Con un nuovo provvedimento, il magistrato ha ordinato un ulteriore accertamento tecnico irripetibile che si concentrerà sull’analisi approfondita di tutti i dispositivi informatici appartenuti al giovane sottufficiale e attualmente sotto sequestro: lo smartphone, la scheda SIM, il personal computer, un iPad e alcune chiavette USB.

Nominati i consulenti tecnici per l’analisi dei dati

Per lo svolgimento di questa delicata attività peritale, la Procura ha nominato come proprio consulente la dottoressa Silvia Spallarossa di Genova. Il conferimento ufficiale dell’incarico è fissato per il prossimo 4 giugno, data in cui sono state convocate tutte le parti coinvolte. I genitori del militare, assistiti dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, hanno a loro volta nominato un consulente di parte: si tratta dell’ingegnere informatico napoletano Luca De Gregorio.

L’obiettivo dell’esame digitale prevede la clonazione integrale delle memorie e la creazione di copie forensi. Al peritore della Procura è stato chiesto di mappare la presenza di chat, messaggi, file audio e video scambiati dal maresciallo a partire da luglio 2025 fino al giorno del decesso, ricercando eventuali elementi utili a ricostruire il contesto o l’esistenza di pressioni, minacce o vessazioni. Un focus specifico riguarderà la cronologia dei contatti (chiamate e messaggi) avvenuti tra il 10 e il 18 aprile 2026, individuando con esattezza l’ultima attività registrata sul telefono.

Attesi anche i riscontri balistici dei RIS e l’autopsia

L’analisi dei supporti digitali rappresenta solo un tassello della complessa attività investigativa in corso. Nei prossimi giorni sono previsti anche gli accertamenti balistici affidati al RIS dei Carabinieri di Parma. Gli esperti, sotto la direzione del Comandante del reparto, il Generale Matteo Donghi, e alla presenza del consulente balistico nominato dalla famiglia, il dottor Paride Minervini, utilizzeranno il microscopio elettronico per analizzare i tamponi eseguiti alla ricerca di residui di polvere da sparo. Nel frattempo, resta da depositare la relazione definitiva sull’esame autoptico, effettuato lo scorso 23 aprile presso l’Istituto di Medicina Legale di La Spezia.

Falsi anticancro e pillole per dimagrire: operazione Interpol, sequestri anche a Capodichino

Un colpo durissimo al mercato clandestino della salute pubblica. Si è da poco conclusa la diciottesima edizione di “Pangea”, la vasta operazione internazionale coordinata dall’Interpol che dal 10 al 23 marzo 2026 ha unito le forze di novanta Paesi contro il traffico illecito di farmaci.

L’obiettivo degli investigatori si è concentrato sui canali di distribuzione più a rischio per i cittadini, dalle piazze virtuali del dark web fino alle farmacie non in regola. Questo business illegale non si limita all’evasione fiscale, ma mette in serio pericolo i consumatori attraverso la vendita di dispositivi medici contraffatti e medicinali mal conservati.

I numeri del maxi blitz

Il bilancio globale dell’operazione descrive una rete criminale capillare ed estremamente redditizia. A livello mondiale, le autorità hanno sequestrato più di sei milioni di unità di farmaci contraffatti, per un valore stimato che supera i 15 milioni di dollari.

Le forze dell’ordine hanno eseguito 269 arresti, smantellando 66 organizzazioni criminali e chiudendo oltre 5.700 piattaforme online utilizzate per lo smercio. In Italia, le operazioni si sono concentrate soprattutto sui grandi hub aeroportuali dei corrieri espresso e delle Poste, crocevia nevralgici delle spedizioni estere. Squadre miste di Carabinieri del Nas, Guardia di Finanza e funzionari delle Dogane hanno intercettato i pacchi in entrata, sequestrando quasi 20mila unità di farmaci falsificati nei soli scali.

Le nuove frontiere illecite

Le analisi dei prodotti sequestrati hanno rivelato alcune allarmanti tendenze di consumo. È stato registrato un preoccupante incremento nell’importazione di medicinali antiparassitari come l’ivermectina e il fenbendazolo, quest’ultimo autorizzato esclusivamente per uso veterinario. Entrambi i prodotti vengono illecitamente promossi in rete come presunte e infondate terapie contro il cancro.

Resta altissimo anche l’import di sostanze dopanti e dei cosiddetti farmaci legati allo stile di vita, molto richiesti sul mercato nero per bypassare i controlli medici. Tra questi spiccano le pillole per la disfunzione erettile e i medicinali a base di semaglutide, sempre più ricercati per la perdita di peso.

Controlli a Capodichino e online

L’offensiva italiana si è mossa con forza anche sul fronte del controllo territoriale locale e della sicurezza informatica. I reparti della Guardia di Finanza hanno operato sequestri significativi negli spazi doganali di importanti scali nazionali, tra cui l’aeroporto di Napoli Capodichino, dove sono state rinvenute diverse sostanze illecite.

Sul territorio nazionale, i Nas hanno ispezionato numerosi esercizi commerciali, individuando negozi etnici non autorizzati e sequestrando ulteriori 13mila dosi illegali. Infine, la task force informatica ha segnalato e oscurato quarantadue siti web esteri, bloccando definitivamente l’accesso agli utenti italiani a queste pericolose vetrine digitali.

Meteo Napoli e Campania: è già estate con temperature fino a 33 gradi

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Napoli e Campania – La settimana che ci condurrà verso l’inizio dell’estate meteorologica prosegue all’insegna della stabilità atmosferica. Martedì 26 maggio 2026, un robusto campo di alta pressione continuerà a proteggere la regione, regalando una giornata tipicamente estiva, con cieli sereni o al più velati da innocue nubi di passaggio.

Secondo gli esperti, l’anticiclone subtropicale manterrà il tempo stabile su tutte le province campane, favorendo un clima caldo ma piacevole, reso ancor più gradevole da una ventilazione debole dai quadranti settentrionali che mitigherà la sensazione di afa. Lo scenario sarà quindi ideale per chi vorrà trascorrere la giornata all’aria aperta, tra una passeggiata sul lungomare e una gita fuori porta.

Temperature in rialzo: fino a 33 gradi nell’entroterra

Le temperature, in ulteriore lieve aumento, si porteranno su valori pienamente estivi, con differenze tra le aree costiere e quelle interne. Ecco le massime previste per i capoluoghi di provincia:

Napoli: La città partenopea vedrà un’altra giornata di sole splendente. Le temperature percepite oscilleranno tra una minima di 21°C e una massima di 31°C. Il mare si presenterà calmo e i venti saranno molto deboli, con raffiche fino a soli 3 nodi.

Caserta: La provincia casertana farà registrare le temperature più elevate della regione, con una massima prevista di 33°C. Il cielo si presenterà per lo più sereno, con qualche velatura di passaggio.

Benevento: Anche nel Sannio la giornata sarà stabile e soleggiata. I termometri potranno salire fino a toccare i 33°C, ma i venti saranno un po’ più tesi rispetto alla costa, soffiando fino a 8 nodi.

Avellino: Il capoluogo irpino vivrà una giornata di sole. Le temperature oscilleranno tra una minima di 16°C e una piacevole massima di 32°C, accompagnate da venti con rinforzi fino a 6 nodi.

Salerno: Sul litorale salernitano il sole sarà prevalente. Le temperature saranno leggermente più contenute, con una massima percepita di circa 25°C e venti fino a 6 nodi, garantendo un clima molto gradevole.
Tendenza per i prossimi giorni: da giovedì primi segnali di cambiamento

Il “monologo” dell’alta pressione sembra destinato a incrinarsi nella seconda parte della settimana. A partire da giovedì 28 maggio, gli ultimi aggiornamenti dei modelli previsionali indicano l’arrivo di infiltrazioni d’aria più fresca in quota. Questo potrebbe innescare un po’ di instabilità pomeridiana, con la possibilità di qualche temporale, in particolare sulle aree interne e appenniniche della regione. Non si tratterà, però, di un peggioramento marcato, e il contesto termico si manterrà ancora piuttosto caldo, sancendo di fatto l’avvio della stagione estiv

Napoli, i falsari dei Quartieri Spagnoli traditi da foto e video sui social

Napoli – Sarebbero stati i social network, insieme all’esibizione online di denaro e dettagli personali, a fornire agli investigatori elementi decisivi per identificare il gruppo accusato di gestire un traffico di banconote false attraverso canali criptati sul web.

L’operazione, denominata “Domino”, ha portato all’esecuzione di dodici misure cautelari da parte dei carabinieri della sezione criptovalute del comando antifalsificazione monetaria, coordinati dalla Procura di Napoli.
Le indagini tra Telegram e criptovalute

Secondo quanto emerso dall’inchiesta, il gruppo avrebbe utilizzato il canale Telegram “Elreal Shop” e gli account “El Real Shop” e “@Eldiablo0301” per promuovere la vendita di banconote contraffatte, oltre ad altre attività illecite.

Le transazioni sarebbero avvenute esclusivamente in bitcoin, attraverso un sistema ritenuto particolarmente sofisticato dagli investigatori. Le banconote false — principalmente da 20, 50 e 100 euro — venivano spedite agli acquirenti dopo il pagamento in criptovaluta.

Gli approfondimenti tecnici hanno consentito di tracciare oltre 419 wallet Bitcoin e di ricostruire un volume d’affari superiore ai 500mila euro tra luglio 2022 e dicembre 2023.

Il ruolo dei social nelle identificazioni

A risultare determinante per gli investigatori sarebbe stata anche l’attività social degli indagati. Foto e video pubblicati online, spesso realizzati in ambienti domestici con banconote in vista, hanno permesso agli esperti informatici di isolare dettagli utili alle identificazioni.

Tra gli elementi analizzati anche alcuni tatuaggi mostrati nelle immagini condivise sui profili social e durante sessioni legate al gaming online, altra passione che avrebbe favorito il monitoraggio degli account utilizzati dal gruppo.

Un’indagine internazionale

L’inchiesta ha coinvolto anche organismi e autorità internazionali. Le attività investigative si sono avvalse del supporto tecnico della Banca Centrale Europea e della collaborazione di Europol, oltre che delle autorità francesi, tedesche, spagnole e belghe.

Dal 2022 le banconote false riconducibili al gruppo sarebbero state individuate in diversi Paesi europei, tra cui Francia, Svizzera, Irlanda, Spagna e Germania.

Sequestri e misure cautelari

Complessivamente sono state arrestate dodici persone, dieci delle quali in flagranza e due all’estero. Gli indagati sono 61 e devono rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere, falsificazione monetaria e autoriciclaggio.

I carabinieri hanno inoltre sequestrato oltre 106mila euro in banconote contraffatte già confezionate e pronte per la spedizione. Contestualmente sono stati eseguiti sequestri per equivalente di strumenti informatici, denaro e beni immobili per un valore complessivo di circa 563mila euro.

Giugliano, truffa auto rubate: caccia ai complici dei poliziotti corrotti

Giugliano – L’inchiesta sui poliziotti corrotti e i falsi verbali sulle auto rubate è solo all’inizio e promette di allargarsi a macchia d’olio. Gli investigatori della Procura di Napoli Nord sono infatti convinti che dietro i tre agenti arrestati ci sia una vera e propria rete di complicità.

Nel mirino degli inquirenti sono finiti avvocati, tecnici, periti assicurativi, ma anche ricettatori e meccanici compiacenti. Una filiera criminale in piena regola, necessaria per far funzionare un meccanismo illecito complesso che richiede precise competenze e diversi passaggi formali.

La trappola dei colleghi

L’operazione è scattata nelle scorse ore, portando quattro persone – tra cui tre poliziotti in servizio al Commissariato di Giugliano in Campania – agli arresti domiciliari con le accuse di associazione a delinquere finalizzata al falso e alla simulazione di reato. A condurre le indagini, coordinate dalla Procura, sono stati gli stessi agenti del commissariato di Giugliano, partiti dai sospetti nati su alcune anomalie all’Ufficio controllo del territorio.

Per mesi, gli investigatori hanno dovuto lavorare fianco a fianco con le presunte “mele marce”, mantenendo una facciata di assoluta cordialità per non compromettere l’inchiesta. Una volta ricostruito il modus operandi del gruppo, è scattata l’informativa decisiva.

Il business dei pezzi “fantasma”

Il sistema truffaldino ideato dagli indagati mirava a ottenere risarcimenti gonfiati dalle compagnie assicurative. Il meccanismo era semplice ma redditizio: i poliziotti infedeli mettevano a verbale il ritrovamento di auto precedentemente denunciate come rubate, dichiarando però il falso. Nei documenti ufficiali attestavano che i veicoli erano stati “cannibalizzati”, ovvero privati di componenti e pezzi di ricambio di altissimo valore economico.

Questo permetteva ai proprietari delle vetture di presentare alle assicurazioni richieste di rimborso astronomiche. Peccato che, dai successivi controlli tecnici sui veicoli, sia emerso che quei pezzi costosi non erano mai stati toccati ed erano ancora saldamente al loro posto.

Un trucco antico e le fatture false

Si tratta di un espediente ben noto nel mondo delle truffe assicurative, un tempo limitato ai falsi incidenti e oggi “aggiornato” grazie alla complicità di chi indossa la divisa. Gli agenti compiacenti firmavano verbali in cui il valore dei danni sfiorava quasi quello dell’intera vettura. Una collaborazione “esterna” che, secondo chi indaga, non avveniva certo per carità cristiana, ma in cambio di benefit e mazzette.

Il castello di carte è crollato davanti alle perizie tecniche. Inutili i tentativi di alcuni indagati di dimostrare la veridicità dei danni esibendo fatture di riparazione “farlocche”: gli accertamenti scientifici hanno confermato che quelle auto non avevano mai subito alcun intervento meccanico.

 

Approfondimento

Giugliano sotto choc: tre poliziotti del Commissariato coinvolti in una rete criminale che
falsificava verbali su auto rubate.
Non è solo corruzione, ma un sistema articolato che coinvolge avvocati, tecnici e meccanici compiacenti.
Un meccanismo complesso, smascherato dalla Procura di Napoli Nord, che tradisce la fiducia

dei cittadini e mina la sicurezza.

Caivano, smantellato il cartello dello spaccio: 12 arresti

Caivano – Nuovo colpo alla criminalità organizzata nell’hinterland a nord di Napoli. Su delega del Procuratore Distrettuale partenopeo, gli agenti della Squadra Mobile, supportati dai colleghi del Commissariato di Polizia di Afragola, hanno fatto scattare i sigilli intorno a un’articolata rete criminale attiva sul territorio.

I poliziotti hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA), nei confronti di 12 persone. Per 10 degli indagati si sono aperte le porte del carcere, mentre per i restanti 2 sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Il controllo del territorio e i fiumi di droga

Le indagini hanno acceso i riflettori su Caivano, svelando l’esistenza e la piena operatività di un gruppo strutturato e specializzato nel traffico illecito di sostanze stupefacenti. Secondo gli inquirenti, la banda gestiva un fitto sistema di spaccio, capace di immettere sul mercato locale ingenti quantitativi di vario genere attraverso una rete capillare di cessioni. Un business illegale a cui si affiancavano reati di grave allarme sociale.

Estorsioni e armi per imporre il terrore

L’inchiesta non si ferma ai soli reati di spaccio. Gli indagati sono infatti accusati, a vario titolo, di estorsione, tentata estorsione e porto in luogo pubblico di armi con matricola abrasa. Per imporre il proprio controllo e piegare le resistenze locali, il gruppo non esitava a fare uso delle armi: agli atti vengono contestati diversi episodi di esplosione di colpi d’arma da fuoco in piena strada. Una strategia del terrore mirata a incutere pubblico timore e a minare la sicurezza dei cittadini, aggravata dal ricorso al metodo mafioso.

Tra le attività illecite ricostruite dagli investigatori è emerso anche un tentativo di estorsione ai danni di un imprenditore edile, finito nel mirino del clan mentre era impegnato nell’esecuzione di un appalto pubblico stipulato con il Comune di Acerra.

È opportuno ricordare che il provvedimento eseguito oggi è una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Contro di essa sono ammessi i mezzi di impugnazione previsti dalla legge. Tutti i destinatari della misura sono da ritenersi sottoposti alle indagini e, di conseguenza, presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva.

Approfondimento

Dodici arresti a Caivano, un colpo importante alla rete di spaccio che soffoca il territorio.
Ma è solo l'ennesima partita a scacchi tra forze dell’ordine e clan che si riorganizzano in fretta.
La criminalità qui non si ferma con un blitz: serve una strategia continua, che vada
oltre le manette e affronti le radici profonde di questo sistema.

Napoli, reagisce alla rapina del Rolex: 29enne ferito a colpi di pistola

Ha tentato di opporsi alla rapina del Rolex che portava al polso, ma uno dei malviventi gli ha sparato a una gamba prima di fuggire insieme al complice. È accaduto nella notte in via Nicolini, nel quartiere San Carlo all’Arena di Napoli, dove un 29enne incensurato è rimasto ferito durante un assalto messo a segno da due uomini armati.

L’episodio si è verificato intorno alle 2.55. Secondo una prima ricostruzione, il giovane stava rientrando a casa a piedi quando è stato avvicinato dai rapinatori, che avrebbero tentato di sottrargli un Rolex dal valore di circa 10mila euro. La vittima avrebbe reagito e durante la colluttazione uno dei due aggressori ha esploso un colpo di pistola, raggiungendolo alla gamba sinistra.

Il ricovero al Cardarelli

Il 29enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Cardarelli in codice rosso. I medici hanno escluso il pericolo di vita, mentre nelle prossime ore sarà sottoposto a un intervento chirurgico per l’estrazione del proiettile. Le sue condizioni, secondo quanto si apprende, sarebbero in miglioramento.

Le indagini della polizia

Sul caso indagano gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Napoli. Gli investigatori hanno già ascoltato il ferito e acquisito le immagini degli impianti di videosorveglianza presenti nella zona per cercare di ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e identificare i responsabili.

Stando al racconto fornito dalla vittima, i due rapinatori avevano il volto parzialmente coperto da cappellini e sarebbero poi fuggiti a piedi subito dopo il colpo.

Il grande bluff del Superbonus: cantieri fantasma in 32 condomini e 99 milioni di crediti falsi

Un asse illecito tra la Campania e la Lombardia, capace di drenare quasi 100 milioni di euro di fondi pubblici attraverso il meccanismo del Superbonus. È lo scenario emerso da una complessa indagine coordinata dalla Procura di Monza, che ha acceso i riflettori su un sistema di crediti fiscali ritenuti totalmente fittizi, generati per interventi edilizi mai eseguiti o rimasti esclusivamente sulla carta.

Il ruolo dei professionisti e i “visti facili”

Secondo l’impianto accusatorio, il meccanismo poggiava su una fitta rete di complicità professionali. Una figura chiave è stata individuata nel commercialista Giuseppe Fattopace, 70 anni, di Capodrise, considerato dagli inquirenti uno dei nodi strategici dell’organizzazione.

Insieme a lui, il collega Vincenzo Montanino, 54 anni, originario di Cardito. Ai due professionisti spettava il compito di validare le pratiche fiscali, apponendo il visto di conformità indispensabile per sbloccare i crediti d’imposta. Un passaggio che, secondo la Procura, avveniva in totale assenza dei requisiti minimi di legge.

La base operativa nell’Agro Aversano

Se la Procura che coordina l’inchiesta è in Brianza, il motore operativo della presunta frode batteva nell’Agro aversano. Nel registro degli indagati figurano infatti Riccardo Pezone (29 anni) e Antonio Pezone (60 anni), entrambi di Aversa e amministratori della società “D.I. Pezone Riccardo”. Per gli investigatori della Guardia di Finanza, questa azienda rappresentava il vero e proprio fulcro delle operazioni.

La sponda tecnica era invece garantita da Giuseppe Girardi, architetto di 76 anni residente nella provincia di Cremona, il quale avrebbe firmato le false attestazioni sullo stato di avanzamento dei lavori di efficientamento energetico e adeguamento sismico.

I 32 condomini nel mirino

Le verifiche dei militari si sono concentrate su almeno 32 condomini sparsi tra il Nord e il Sud del Paese, con una concentrazione particolare nelle province di Milano, Varese, Lecco, Napoli, Avellino e Caserta. Per muoversi all’interno di questo dedalo di proprietà, l’organizzazione avrebbe sfruttato la collaborazione di Roberto Mascia, 45 anni, amministratore condominiale attivo nel Milanese, accusato di aver fatto da gancio operativo nella gestione degli immobili coinvolti nella truffa.

Blitz della Finanza e perquisizioni

Il sostituto procuratore Carlo Cinque, titolare del fascicolo, ha impresso un’accelerazione alle indagini disponendo una raffica di perquisizioni nei confronti di circa venti amministratori di condominio. I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Sesto San Giovanni hanno sequestrato una mole imponente di contratti, fatture e faldoni edilizi, ora al vaglio per ricostruire l’esatto flusso del denaro e dei crediti.

Sul fronte delle difese, gli indagati stanno nominando i propri legali per ribattere alle accuse: Riccardo Pezone è assistito dall’avvocato Marco Trasacco del foro di Napoli Nord; Antonio Pezone è difeso dagli avvocati Luigi Addeo (foro di Nola) e Maria Rosaria di Donà (foro di Napoli Nord), mentre il commercialista Vincenzo Montanino è assistito dallo stesso avvocato Luigi Addeo.

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A Scampia nasce un presidio di legalità e cultura in un bene confiscato alla camorra

Napoli – Nel quartiere di Scampia si accende una nuova speranza. Mercoledì 27 maggio 2026, dalle ore 15 alle 17, sarà inaugurato un bene confiscato alla criminalità organizzata, situato in via Roma verso Scampia 110, restituito alla collettività per diventare un presidio di legalità, cultura e partecipazione sociale. L

’iniziativa, intitolata “La forza del bene”, rappresenta un esempio concreto di rigenerazione urbana e di lotta alla illegalità, promossa dal progetto “Tessitori di Bene”. Questo progetto, finanziato dalla Fondazione CON IL SUD nell’ambito dell’Avviso Beni confiscati alle mafie 2023, ha come ente capofila la Fondazione Città Nuova ETS e coinvolge partner come L’Orsa Maggiore Cooperativa Sociale, l’Associazione Chi Rom e Chi No ONLUS e la Fondazione Jorit.

Il centro polivalente, pensato per giovani e famiglie, offrirà attività e servizi dedicati a creare inclusione e risposte concrete ai bisogni del quartiere, diventando così un punto di riferimento per la comunità locale. La cerimonia di consegna sarà un momento istituzionale importante, con la partecipazione di autorità locali e rappresentanti degli enti coinvolti, a sottolineare il valore simbolico e concreto di questa trasformazione.

Un segnale forte che testimonia come la sinergia tra istituzioni, terzo settore e cittadini possa restituire dignità e futuro a un territorio spesso segnato dalla criminalità.

Oroscopo di oggi 26 maggio 2026 a cura di Paolo Tedesco

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Ecco l’oroscopo di oggi, martedì 26 maggio 2026, redatto segno per segno. Un martedì da vivere con consapevolezza, senza bruciare le tappe.

♈ Ariete (21/3 – 19/4)

Amore – Giornata di passione controllata. Venere in armonia con Marte accende la scintilla, ma cerca di non essere troppo impulsivo nelle parole.
Lavoro – Nuove collaborazioni in vista. Un collega ti chiederà aiuto: non rifiutare, potrebbe rivelarsi un alleato prezioso.
Salute – Energia alta, ma attenzione alla cervicale. Fai delle pause frequenti se lavori al computer.
Finanze – Piccola spesa imprevista da gestire con calma. Nessun allarme.
Consiglio astrologico del giorno – Conta fino a dieci prima di rispondere a una provocazione.

♉ Toro (20/4 – 20/5)

Amore – Serenità in coppia. I single potrebbero ricevere un messaggio inaspettato da una vecchia fiamma.
Lavoro – La Luna favorisce la concentrazione. Ottimo per chiudere pratiche arretrate o firmare contratti.
Salute – Buona forma fisica, ma attenzione agli eccessi a tavola: stomaco delicato.
Finanze – Entrata extra da un lavoretto secondario o rimborso. Metti da parte qualcosa.
Consiglio astrologico del giorno – Non avere paura di dire “no” per proteggere il tuo tempo.

♊ Gemelli (21/5 – 20/6)

Amore – Giornata di confusione emotiva. Evita discussioni su progetti futuri: meglio ascoltare che parlare.
Lavoro – La tua versatilità è richiesta. Potresti ricevere un incarico last minute: gestiscilo con metodo.
Salute – Nervosismo leggero. Una camminata all’aria aperta ti rigenererà.
Finanze – Attenzione agli acquisti online: controlla le recensioni prima di cliccare.
Consiglio astrologico del giorno – Fai una lista delle priorità e segui l’ordine, senza saltare passaggi.

♋ Cancro (21/6 – 22/7)

Amore – Intimità in primo piano. Chi è fidanzato sentirà il bisogno di coccole; i single potrebbero innamorarsi della persona sbagliata.
Lavoro – Giornata produttiva se lavori da solo. Evita le riunioni lunghe: non portano a nulla.
Salute – Tendenza alla ritenzione idrica. Bevi più acqua e meno caffè.
Finanze – Spesa prevista per la casa o la famiglia. Niente di drammatico, ma pianifica.
Consiglio astrologico del giorno – Non trascurare un piccolo malessere: ascolta il tuo corpo.

♌ Leone (23/7 – 22/8)

Amore – Fase di grande fascino. Potresti attirare sguardi invidiosi, ma resta fedele a te stesso.
Lavoro – Riconoscimento atteso. Un superiore nota il tuo impegno: sfrutta l’onda positiva.
Salute – Occhi stanchi e mal di testa da affaticamento. Riduci lo schermo blu la sera.
Finanze – Ottimo momento per investire in formazione o corsi. Ritorno garantito.
Consiglio astrologico del giorno – Lascia spazio agli altri di brillare, non devi sempre essere il protagonista.

♍ Vergine (23/8 – 22/9)

Amore – Tensioni nascoste. Invece di criticare, prova a chiedere come si sente il partner. I single sono troppo esigenti.
Lavoro – Perfezionismo utile ma non ossessivo. Consegna il lavoro senza ritoccarlo all’infinito.
Salute – Microbioma intestinale sensibile. Yogurt e probiotici amici.
Finanze – Controlla le scadenze delle bollette: potresti dimenticarne una.
Consiglio astrologico del giorno – Accetta che qualcosa non sia al 100%: la bellezza sta nell’imperfezione.

♎ Bilancia (23/9 – 22/10)

Amore – Incontro interessante se esci dalla routine. Serata ideale per un appuntamento diverso dal solito.
Lavoro – Negoziazioni favorevoli. Ottieni ciò che chiedi se usi tatto e diplomazia.
Salute – Equilibrio ormonale in fase positiva. Buon sonno e pelle luminosa.
Finanze – Evita di fare da garante per amici: rischio di spiacevoli sorprese.
Consiglio astrologico del giorno – La parola magica è “compromesso”: vincerai senza combattere.

♏ Scorpione (23/10 – 21/11)

Amore – Passione travolgente ma gelosia in agguato. Fidati del partner senza fare controlli.
Lavoro – Sei in una fase di ristrutturazione. Cambiare metodo di lavoro porta risultati a breve.
Salute – Buona resistenza fisica, ma attenzione alla circolazione: gambe leggere.
Finanze – Possibile rimborso fiscale o eredità in arrivo. Non spendere tutto subito.
Consiglio astrologico del giorno – Lascia andare un vecchio rancore: ti libererà energia preziosa.

♐ Sagittario (22/11 – 21/12)

Amore – Voglia di libertà. Se sei in coppia, organizza una gita fuori porta. Single: occhi aperti su un collega.
Lavoro – Viaggi o contatti con l’estero favoriti. Ottimo per chi lavora nell’export o nel turismo.
Salute – Energia alle stelle. Sfruttala per uno sport intenso, ma senza esagerare.
Finanze – Spese per l’auto o per un mezzo di trasporto. Preventivo prima di decidere.
Consiglio astrologico del giorno – Un’avventura improvvisa può diventare un’opportunità: seguila.

♑ Capricorno (22/12 – 19/1)

Amore – Giornata di riflessione. Potresti rivalutare una relazione importante. Non prendere decisioni affrettate.
Lavoro – Promozione o aumento in vista. Mostra i tuoi risultati con dati alla mano.
Salute – Ossa e articolazioni da proteggere. Integra calcio e vitamina D.
Finanze – Ottima giornata per investire in immobili o titoli sicuri. Consulta un esperto.
Consiglio astrologico del giorno – La pazienza è la tua arma migliore: aspetta che gli eventi maturino.

♒ Acquario (20/1 – 18/2)

Amore – Sorprendi il partner con un gesto originale. Per i single, amicizia che si trasforma in attrazione.
Lavoro – Idee innovative premiate. Presenta un progetto fuori dagli schemi: sarà apprezzato.
Salute – Stanchezza mentale. Meditazione o musica rilassante per ricaricare.
Finanze – Guadagno inaspettato da un’attività creativa o online. Ottimo momento per vendere qualcosa.
Consiglio astrologico del giorno – Non avere paura di essere diverso: è il tuo superpotere.

♓ Pesci (19/2 – 20/3)

Amore – Empatia alle stelle. Riesci a capire i bisogni dell’altro senza parole. Serata magica per i fidanzati.
Lavoro – Attenzione alle distrazioni. Doppio controllo su email e documenti.
Salute – Piedi gonfi o stanchi. Un bagno caldo con sali fa miracoli.
Finanze – Evita di prestare denaro. Ti senti generoso, ma potresti pentirtene.
Consiglio astrologico del giorno – Ascolta il tuo intuito, ma verifica con i fatti prima di agire.

 Cosa ci riservano le stelle martedì 26 maggio 2026?

«Le stelle di oggi ci invitano a bilanciare slancio e riflessione. Con il Sole in Gemelli e la Luna in Scorpione, l’energia è mentale e intensa: si alternano momenti di chiarezza fulminea a lampi di emotività profonda. Marte in Leone spinge all’azione, ma Venere in Cancro chiede cura e tenerezza. In amore vince chi ascolta, al lavoro chi si adatta senza perdere la propria identità. Finanze sotto il segno della prudenza, tranne per Toro e Capricorno che possono osare un po’ di più. La salute regge, ma occhio a nervosismo e stanchezza mentale.  Il consiglio universale? Respira, conta fino a tre e scegli con il cuore, ma anche con la testa.»

Buona giornata da tutto lo staff astrologico!

L’algoritmo del malaffare: asse Sarno-Scafati, le estorsioni via cellulare e i fucili acquistati a Zagabria

Salerno – Non è più soltanto una questione di controllo del territorio tra le palazzine popolari e le piazze di spaccio della provincia. Le mafie dell’Agro nocerino-sarnese hanno cambiato pelle, digitalizzato i processi operativi, aperto filiali transnazionali nei Balcani e diversificato gli investimenti verso i più redditizi flussi burocratici dello Stato italiano.

L’imponente operazione scattata all’alba di questa mattina su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno – che ha visto l’esecuzione di 23 misure cautelari (19 in carcere e 4 ai domiciliari) da parte della Sezione Investigativa del Servizio Centrale Operativo (Sisco) e dello Sco – squarcia il velo su una holding criminale strutturata che considerava le città di Sarno e Scafati come semplici quartieri generali di un network molto più esteso. Un’organizzazione che trafficava in armi da guerra con Zagabria, piazzava quintali di hashish in Sicilia e aggirava i sistemi informatici del Ministero dell’Interno.

Il boss in cella col comando a distanza

Al vertice della piramide, secondo la ricostruzione del Gip del Tribunale di Salerno dott.ssa Annamaria Ferraiolo, siede un soggetto che la reclusione non è riuscita a neutralizzare. Nonostante lo stato di detenzione, il capo dell’organizzazione ha continuato a esercitare pienamente i propri poteri dittatoriali sul sodalizio in libertà. Lo faceva grazie a un telefono cellulare introdotto abusivamente nel penitenziario, trasformato in una vera e propria centrale di comando remota.

Da quella cella partivano le direttive quotidiane: quali imprenditori locali dovevano essere “taglieggiati”, quali modalità violente adottare per piegare la resistenza di chi provava a opporsi al pagamento del “pizzo”, e come dirimere le frizioni nate tra i pusher per il controllo delle piazze di spaccio di Sarno e Scafati.

Il denaro estorto non serviva solo all’arricchimento dei vertici, ma confluiva in una cassa comune indispensabile per il sostentamento economico degli affiliati detenuti e delle loro famiglie, garantendo così la fedeltà assoluta al clan.

La cella del Capo e l’azione punitiva in carcere

La spietatezza del gruppo e il livello di sottomissione imposto si misurano anche dall’analisi di un drammatico episodio accertato dietro le sbarre, nella stessa struttura carceraria in cui il boss era ristretto. Un detenuto è stato preso di mira da una violenta spedizione punitiva ordita dagli affiliati per conto del capo. L’uomo è stato selvaggiamente picchiato, riportando gravi fratture giudicate guaribili con una prognosi di 30 giorni.

Il motivo dell’aggressione rasenta il paradosso normativo: la vittima doveva essere costretta a firmare e formalizzare una richiesta ufficiale alla Direzione del carcere per accogliere nella propria cella il capo del sodalizio. Una coabitazione forzata che non rispondeva a logiche di solidarietà carceraria, ma a una precisa necessità logistica: permettere al boss di gestire con maggiore tranquillità e riservatezza, al riparo dai controlli delle guardie e sfruttando la copertura del compagno di stanza, le lunghe conversazioni telefoniche con i complici all’esterno.

 

[Mappa dei Flussi Criminali Accertati]
Sarno/Scafati (Direzione Logistica) ───► Palermo (Mercato Hashish: sequestro 80kg)

├───► Zagabria, Croazia (Canale Armi: sequestro AK-47 Kalashnikov)

└───► Ministero Interno (Fronte Digitale: >1000 istanze fittizie Click Day)

 

L’assalto informatico al “Click Day”

Ma se la violenza e le estorsioni rappresentano il codice genetico tradizionale della camorra, è nel settore del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina che l’organizzazione dimostra una spiccata e moderna mentalità manageriale. Gli inquirenti della DDA hanno portato alla luce una truffa informatico-amministrativa su scala industriale legata ai flussi di ingresso dei lavoratori extracomunitari.

Sfruttando il meccanismo del cosiddetto click day sui portali telematici del Ministero dell’Interno, il sodalizio ha pianificato e inoltrato oltre 1.000 istanze fittizie destinate all’ottenimento di nulla osta al lavoro e ricongiungimenti familiari. Attraverso la creazione di contratti di lavoro dipendente fantasma e società paravento, ogni singola pratica veniva venduta a caro prezzo ai cittadini extracomunitari desiderosi di entrare in Italia, garantendo al clan un flusso costante di milioni di euro di capitali freschi e, soprattutto, a bassissimo rischio d’intercettazione rispetto ai canali tradizionali del narcotraffico.

La rotta dei Kalashnikov oltre il confine

Accanto all’ufficio virtuale delle truffe amministrative, il sodalizio manteneva però un arsenale militare di spessore. L’indagine ha documentato la costante disponibilità di armi da fuoco, individuando un canale di approvvigionamento diretto con i Balcani. Il 24 aprile 2024, un meticoloso servizio di osservazione e pedinamento transfrontaliero si era concluso a Gorizia, subito dopo il confine italo-sloveno.

In quell’occasione, la Polizia di Stato intercettò un’autovettura condotta da un cittadino italiano incaricato di trasportare il carico fino a Sarno. Nascosti nell’abitacolo c’erano fucili d’assalto AK-47, i famigerati Kalashnikov, acquistati poche ore prima in territorio croato. Q

uell’arresto in flagranza è stato il grimaldello che ha permesso alla magistratura salernitana di attivare una monumentale cooperazione internazionale, assistita dall’agenzia europea Eurojust e dalla Direzione Nazionale Antimafia. Lo scambio informativo in tempo reale con l’Uskok (la Procura speciale croata contro la corruzione e la criminalità organizzata) ha consentito oggi, in contemporanea con i fermi in Campania, di fare scattare le manette a Zagabria nei confronti del fornitore croato delle armi, colpito da un mandato di arresto europeo. Un cerchio che si chiude, dalle sponde della Croazia fino alle campagne di Sarno, a dimostrazione che i confini geografici, per il malaffare, sono ormai soltanto linee sulla carta geografica.

Elenco completo degli indagati

 

  • LA ROCCA Nicola, nato a Sarno (SA) il 11.02.1990

  • SPINOSA Annapaola, nata a Sarno (SA) il 19.03.1990

  • STELLATO Giovanni, alias “Giovanniello”, nato a Sarno (SA) il 09.05.1995

  • D’ANGELO Antonio, alias “Maradona”, nato a Sarno (SA) il 29.07.1981

  • TROTTA Francesco, alias “Ciccio”, nato a Nocera Inferiore (SA) il 09.05.1986

  • TAUMATURGO Vincenzo, nato a Nocera Inferiore (SA) il 15.05.1971

  • TESTA Daniele, nato a Sarno (SA) il 19.06.1996

  • LA ROCCA Francesco Paolo, nato a Sarno (SA) il 15.12.1964

  • CORRADO Antonio, alias “Giurino”, nato a Sarno (SA) il 19.07.1965

  • NOCERA Rosario, nato a Sarno (SA) il 19.11.1991

  • D’ANGELO Rosario, nato a Sarno (SA) il 24.02.1983

  • MONTELEONE Gaetano, nato a Sarno (SA) il 09.02.1982

  • FRANCO Salvatore, alias “Tore a befana”, nato a Sarno (SA) il 17.06.1982

  • BELPASSO FLORIO Michele, nato a Sarno (SA) il 02.03.1988

  • MONTELEONE Laura, nata a Sarno (SA) il 03.09.1984

  • ZUCCOIA Bartolo, nato a Napoli il 23.05.1996

  • TROTTA Vincenzo, nato a Nocera Inferiore (SA) il 06.05.1987

  • VESPOLI Steven, nato a Sapri (SA) il 16.03.1993

  • DALANI Genti, nato a Durazzo (ALBANIA) il 29.09.1974

  • RUSSO Eduardo Junior, alias “Eddy Melito”, nato a Napoli il 16.02.1999

  • PIGNATARO Alessandro, nato a Nocera Inferiore (SA) il 29.07.1992

  • VITOLO Gianluca, nato a Sarno (SA) il 21.10.1994

  • PEPE Gianfranco, nato a Napoli il 29.07.1991

  • DEMERAC Tomislav, nato in CROAZIA il 25.06.1982

  • MANCUSO Antonio, nato a Sarno (SA) il 21.03.1987

  • LAGRARI Mohamemd Amine, nato in MAROCCO il 31.05.1997

  • CARPINELLI Daniele, nato a Salerno il 09.10.1980

  • GENTILE Francesco, nato a Napoli il 09.12.1970

  • TESTA Salvatore, nato a Torre Annunziata (NA) il 02.06.1971