Home Blog Pagina 4

Scampia, stupefacenti nascosti nel calzino: puhser arrestato in via Fellini

Proseguono senza sosta i servizi straordinari disposti dalla Questura di Napoli per il contrasto al traffico di sostanze stupefacenti. Nel pomeriggio di ieri, gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato a Scampia un 28enne napoletano, già noto alle forze dell’ordine anche per reati specifici, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio.

L’intervento è scattato in via Federico Fellini, dove i poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, insieme agli agenti del locale Commissariato, hanno notato un movimento sospetto. L’uomo, dopo aver prelevato qualcosa da un calzino nascosto sul manto stradale, ha ceduto la sostanza a un altro soggetto in cambio di denaro, poi allontanatosi rapidamente.

I poliziotti sono intervenuti immediatamente, riuscendo a bloccare il 28enne. Durante il controllo, l’uomo è stato trovato in possesso di una modica somma di denaro, ritenuta provento dell’attività illecita. Nel calzino utilizzato come nascondiglio, invece, sono stati rinvenuti cinque cilindretti di eroina per un peso complessivo di circa 7 grammi, due involucri di crack e uno di cocaina.

Alla luce degli elementi raccolti, l’uomo è stato arrestato e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria.

ORION 2, successo in orbita: concluso l’esperimento sulla fertilità femminile in microgravità

1

Si è conclusa con successo ORION 2, la sesta missione del Gruppo Space Factory e la terza dedicata allo studio della fertilità femminile in condizioni di microgravità. L’esperimento è stato condotto a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) utilizzando il MiniLab 1.0, laboratorio sviluppato da ALI S.p.A., società del Gruppo Space Factory.

Il progetto è stato finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e coordinato dal professor Mariano Bizzarri della Sapienza Università di Roma. Per sette giorni il MiniLab ha operato in orbita, raccogliendo dati e campioni biologici destinati ad approfondire gli effetti della microgravità sulla funzione riproduttiva femminile.

Il rientro del laboratorio è previsto nel mese di giugno con splashdown nell’Oceano Pacifico. Una volta recuperati, i campioni saranno sottoposti ad analisi scientifiche che potrebbero aprire nuove prospettive sia nella cura dell’infertilità sulla Terra sia nello sviluppo di contromisure per tutelare la salute degli astronauti impegnati in missioni spaziali di lunga durata.

La missione ORION 2 rappresenta un ulteriore passo avanti per la ricerca biomedica spaziale italiana e conferma il ruolo crescente delle tecnologie sviluppate dal Gruppo Space Factory nell’ambito della sperimentazione scientifica in orbita.

Ultras della Juve Stabia, perquisizioni e sequestri: tre indagati, nel mirino anche il Circolo degli Amici

La Polizia di Stato di Castellammare di Stabia ha eseguito un decreto di perquisizione domiciliare, personale e locale disposto dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata nei confronti di tre appartenenti ai gruppi ultras della Juve Stabia, indagati per violazione del DASPO e lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive.

Le attività investigative hanno riguardato anche il “Circolo degli Amici”, ritenuto luogo di ritrovo dei tifosi organizzati stabiesi. Nel corso delle perquisizioni nelle abitazioni degli indagati gli agenti hanno sequestrato due petardi tipo “Mefisto”, una mazza da hockey, un coltello a serramanico e un tirapugni, materiale considerato utile ai fini dell’inchiesta.

L’indagine trae origine dagli accertamenti condotti dal Commissariato di Castellammare di Stabia in relazione all’incontro di Serie BKT tra Juve Stabia e Cremonese, disputato il 21 maggio 2025 allo stadio Romeo Menti. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i tre indagati sarebbero stati presenti nei pressi dello stadio e del circolo durante la partita; due di loro, già destinatari di DASPO, avrebbero violato il divieto di accesso alle aree interessate dalla manifestazione sportiva.

Gli agenti contestano inoltre a due dei tre soggetti di aver acceso fumogeni ed esploso petardi durante il deflusso degli spettatori dalla tribuna dello stadio, provocando una situazione di potenziale pericolo per la pubblica incolumità.

La Questura ha nel frattempo avviato le procedure per l’aggravamento delle misure di DASPO nei confronti degli indagati già sottoposti al provvedimento restrittivo. Sono inoltre in corso verifiche amministrative sulla regolarità del locale utilizzato come sede e punto di ritrovo degli ultras della Juve Stabia.

Sarno, città nel caos: tra deleghe ritirate, blitz anticrimine e una politica che non dà più risposte

Sarno nel caos: deleghe ritirate, scontro politico e una città che non si riconosce più

Sarno non vive semplicemente un momento difficile. Vive un momento di smarrimento profondo. E il problema non è soltanto ciò che accade nei palazzi della politica, ma ciò che i cittadini vedono ogni giorno: una città ferma, fragile, con troppe serrande abbassate, commercianti in sofferenza, imprenditori sfiduciati, famiglie preoccupate e una sensazione sempre più diffusa di abbandono.

Il quadro è ormai evidente. Da un lato il blitz delle Forze dell’ordine, che ha messo un freno a dinamiche criminali inquietanti nell’Agro sarnese-nocerino. Dall’altro il terremoto politico interno alla maggioranza, con la revoca delle deleghe all’assessore Lucio Annunziata, arrivata senza una spiegazione chiara, senza un vero racconto pubblico, senza quella trasparenza che una città avrebbe il diritto di pretendere.

In mezzo resta Sarno. Restano i cittadini. Quelli che non vivono di comunicati stampa, ma di strade, negozi, quartieri, piazze, sicurezza, lavoro e futuro.

La revoca ad Annunziata, per molti, è uno degli episodi più incomprensibili di questa fase amministrativa. Non parliamo di un nome qualsiasi, ma di un assessore che, soprattutto sul piano culturale e della promozione cittadina, era riuscito a dare un’impronta riconoscibile, probabilmente una delle più concrete viste negli ultimi anni. Togliergli le deleghe in questo modo, senza una motivazione politica forte e comprensibile, ha dato l’impressione non di una scelta amministrativa lucida, ma di una resa dei conti interna.

E la comunicazione istituzionale, invece di chiarire, ha peggiorato il quadro: poche parole, poca sostanza, nessuna vera spiegazione. Poi il tentativo di continuare a raccontare un’immagine diversa della città attraverso eventi, cerimonie, passerelle e riconoscimenti.

È accaduto anche con Nino D’Angelo, insignito il 5 maggio con una onorificenza che certamente ha dato a Sarno una dimensione diversa, più ampia, più culturale e più visibile. Un momento importante, nessuno lo nega. Ma un evento, per quanto riuscito, non basta a cambiare la percezione reale di una città.

Perché se poi proprio quella spinta culturale viene sconfessata nei fatti dal sindaco, che ritira le deleghe all’assessore alla Cultura Lucio Annunziata, allora qualcosa non torna. Se un assessore lavora, produce iniziative, dà identità a un settore e poi viene messo fuori gioco senza una spiegazione chiara alla città, il messaggio che passa è devastante: non conta il risultato, contano gli equilibri interni. Non conta cosa si fa per Sarno, conta quanto si resta allineati.

Perché mentre la politica litiga, la città arretra

Il blitz delle ultime ore racconta una cosa molto semplice: la legalità a Sarno regge soprattutto grazie al lavoro costante delle Forze dell’ordine, non certo per una percezione di controllo e presenza amministrativa sul territorio. Senza l’azione investigativa, senza il presidio dello Stato, senza il lavoro quotidiano di chi indossa una divisa, il senso di insicurezza sarebbe ancora più forte.

E allora la domanda politica diventa inevitabile: dov’è l’amministrazione?

Dov’è una visione per la città? Dov’è un progetto per il commercio? Dov’è una strategia per riportare vita nel centro, fiducia nelle periferie, prospettive ai giovani, ossigeno agli imprenditori? Dov’è una linea chiara su sicurezza urbana, decoro, rilancio economico, eventi utili e non solo apparizioni?

Sarno appare bloccata. Una città che un tempo viveva di artigiani, botteghe, attività commerciali e relazioni di quartiere, oggi mostra troppe ferite aperte: negozi chiusi, calo demografico, famiglie che guardano altrove, giovani che non vedono un futuro, iniziative spesso calate dall’alto e non costruite sui bisogni reali della comunità.

Il problema non è organizzare un evento. Il problema è capire se quell’evento serve davvero alla città o serve soltanto a riempire una locandina.

Il problema non è fare un comunicato. Il problema è dire qualcosa di serio.

Il problema non è rivendicare il lavoro fatto. Il problema è che troppi cittadini quel lavoro non lo vedono.

Lo scontro durissimo avvenuto in consiglio comunale, con accuse, offese, comunicati contrapposti e toni ormai fuori controllo, è solo la fotografia finale di un’amministrazione che sembra aver perso la capacità di tenere insieme il piano istituzionale e quello politico. La maggioranza accusa l’opposizione. L’opposizione accusa il sindaco. Il sindaco difende la propria posizione. I partiti si scambiano comunicati. Ma fuori dal palazzo resta una domanda enorme: chi sta pensando davvero a Sarno?

Ed è qui che il caso politico diventa più grave del singolo atto amministrativo. Perché la verità, oggi, è che Sarno appare guidata da un sindaco allo sbando. Un sindaco che formalmente indossa la fascia, ma che nella percezione di molti cittadini non è mai riuscito davvero a incarnare il ruolo di primo cittadino.

Il sindaco dovrebbe unire, rappresentare, ascoltare, assumersi responsabilità. Qui, invece, l’impressione è quella di una guida chiusa nel proprio perimetro, circondata da persone chiamate a dire sempre sì, salvo poi essere scaricate quando non risultano più perfettamente allineate.

Ma questa non è politica. Questa è gestione del potere. E Sarno non ha bisogno di gestione del potere. Ha bisogno di governo, autorevolezza, visione e rispetto per una comunità che non può essere trattata come spettatrice passiva di regolamenti di conti interni.

Perché il punto non è Nino D’Angelo, non è la cerimonia, non è l’evento. Il punto è l’ipocrisia amministrativa di chi prova a usare la cultura come vetrina e poi, alla prima frattura politica, smonta proprio il pezzo di amministrazione che quella vetrina l’aveva costruita.

È questa la contraddizione che oggi pesa su Sarno: una città raccontata nei comunicati come viva, ma percepita dai cittadini come ferma; celebrata negli eventi, ma abbandonata nella quotidianità; amministrata sulla carta, ma senza una guida realmente riconosciuta come tale.

Intanto, mentre la politica si consuma nella guerra delle parole, la città continua a chiedere risposte.

Sarno non può permettersi un’amministrazione ripiegata su sé stessa. Non può permettersi lotte interne, revoche improvvise, assessori silurati senza spiegazioni convincenti, consigli comunali trasformati in arene verbali e comunicazioni istituzionali incapaci di parlare alla pancia vera della città.

La percezione dei cittadini, oggi, è brutale: Sarno è allo sbando.

Magari l’amministrazione dirà che non è così. Dirà che ci sono progetti, cantieri, iniziative, programmazioni. Le solite chiacchiere politiche. Ma la politica non si giudica solo dalle carte. Si giudica anche dalla fiducia che riesce a generare. E oggi quella fiducia sembra consumata.

Il caso Annunziata è diventato un simbolo non soltanto per la persona, ma per il metodo. Perché se si rimuove un assessore ritenuto da molti tra i più attivi senza spiegare davvero alla città le ragioni, allora il messaggio che passa è devastante: contano gli equilibri interni più del bene pubblico.

E Sarno, in questo momento, non ha bisogno di giochi di palazzo. Ha bisogno di autorevolezza. Ha bisogno di un sindaco che parli alla città con chiarezza. Ha bisogno di una giunta che non sembri appesa agli umori del momento. Ha bisogno di una maggioranza che non si limiti a sopravvivere. Ha bisogno di una politica che torni nelle strade, tra i commercianti, tra gli imprenditori, nei quartieri dove la paura cresce e la speranza diminuisce.

Il punto è tutto qui: Sarno non è morta, ma rischia di esserlo se chi la governa continua a non vedere il malessere profondo che attraversa la città.

E allora basta con le frasi comode. Basta con i comunicati che non spiegano. Basta con le passerelle. Basta con la politica che pensa di cavarsela cambiando assessori, distribuendo deleghe, ritirandole, trattenendole o restituendole come se fossero pedine di una partita privata.

Sarno è una città vera. Con problemi veri. Con cittadini veri.

E merita un’amministrazione all’altezza. O almeno il coraggio di ammettere che così non sta funzionando.

Torre Annunziata, sciolto il Consiglio comunale: il Prefetto nomina commissario Gianfranco Tomao

Napoli— Ilprefetto di Napoli, Michele di Bari, ha formalizzato lo scioglimento del Consiglio comunale di Torre Annunziata e la nomina del commissario prefettizio. La decisione arriva a seguito delle dimissioni del sindaco Corrado Cuccurullo, presentate il 5 maggio scorso e divenute efficaci e irrevocabili alla data odierna, dopo la scadenza dei venti giorni previsti dalla legge.

Con un provvedimento assunto oggi, il prefetto ha sospeso il Consiglio comunale e affidato la gestione provvisoria del Comune al dottor Gianfranco Tomao, prefetto in quiescenza con una lunga esperienza in ruoli di vertice al Viminale e nelle prefetture di Cosenza e Livorno, oltre che in numerose commissioni d’accesso antimafia.

La scintilla: il 5 maggio e le parole del procuratore Fragliasso

Tutto ha avuto origine martedì 5 maggio, durante la cerimonia per l’avvio della demolizione di Palazzo Fienga, storico simbolo del potere del clan Gionta a Torre Annunziata. Alla presenza dei ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e delle Infrastrutture Matteo Salvini, il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, ha pronunciato un duro intervento pubblico.

«Dopo lo scioglimento del 2022 e il commissariamento mi sarei aspettato uno scatto in avanti della società e dell’amministrazione, con un forte segnale di discontinuità, che sto aspettando ancora — ha detto Fragliasso —. Invece vedo ancora troppe ombre e poche luci, troppe contiguità con la criminalità organizzata, troppe inammissibili inerzie e finanche illegalità in seno alla stessa amministrazione comunale».Poche ore dopo, il sindaco Corrado Cuccurullo — eletto nella primavera del 2024 alla guida di una lista civica di centrosinistra — ha rassegnato le dimissioni, definendole irrevocabili.

Cuccurullo: «Non ritiro le dimissioni. Chiedo un confronto con il procuratore»

Nei giorni successivi il primo cittadino ha confermato più volte la propria scelta, pur chiedendo pubblicamente un confronto con il magistrato. In una piazza affollata da circa duecento persone nel centro storico, accanto alle macerie di Palazzo Fienga, Cuccurullo ha dichiarato:«Ritirerò le dimissioni se ci sarà un confronto con il procuratore Nunzio Fragliasso, altrimenti me ne vado. Non sono attaccato alla poltrona. […] Non ho mai subito condizionamenti di tipo criminale.

L’attacco ricevuto è politico. Resto un uomo libero».Ha inoltre sottolineato: «I fatti oggetto di accertamento, se confermati nelle sedi proprie, costituirebbero certamente una vicenda grave. Resta tuttavia ferma la necessità che ogni responsabilità sia accertata nelle sedi competenti, nel pieno contraddittorio tra le parti».Parallelamente è emersa un’inchiesta su due consiglieri comunali del Pd per rimborsi e gettoni di presenza gonfiati.

Un Comune con un passato segnato dalla Camorra

Torre Annunziata non è nuova a crisi istituzionali profonde. Il Comune è stato sciolto due volte per infiltrazioni camorristiche (1993 e 2022) e una volta per crisi politica (2007). Lo scioglimento del 2022 era seguito alle dimissioni del sindaco Pd Vincenzo Ascione, dopo indagini che avevano portato all’arresto di un dirigente dell’ufficio tecnico e all’emersione di presunti legami con esponenti del clan Gionta negli appalti.

Nel gennaio 2026 lo stesso prefetto Michele di Bari aveva nominato una commissione d’accesso per verificare eventuali tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nell’amministrazione comunale eletta nel 2024. Il dossier è ancora al vaglio del Viminale: in caso di scioglimento per mafia (art. 143 del Testo Unico Enti Locali), le elezioni potrebbero slittare di due anni.

Cosa succede ora

Con la nomina di Gianfranco Tomao il Comune di Torre Annunziata passa in gestione commissariale. Toccherà al prefetto in quiescenza — esperto di sicurezza e di procedure antimafia — assicurare la continuità amministrativa, gestire l’ordinaria amministrazione e preparare il terreno per il ritorno al voto.La vicenda di Torre Annunziata si inserisce in un quadro più ampio di tensioni tra istituzioni locali, magistratura e governo centrale su come contrastare le persistenti ombre della Camorra in un territorio storicamente segnato dal clan Gionta.

Oggi, con le dimissioni del sindaco e lo scioglimento del Consiglio, si chiude una parentesi durata poco più di due anni e si riapre l’ennesimo capitolo dell’eterna emergenza istituzionale oplontina. Le prossime settimane diranno se lo scioglimento resterà “ordinario” (legato solo alle dimissioni del sindaco) o se il Viminale deciderà di procedere anche con il provvedimento per infiltrazioni mafiose. In entrambi i casi, Torre Annunziata torna commissariata. E l’attesa per una vera discontinuità si allunga ancora

De Luca subito «sceriffo» in strada: cantieri fermi nel mirino e guerra ai parcheggiatori abusivi

Salerno – Niente conferenze stampa, niente brindisi. Il giorno dopo la vittoria elettorale, Vincenzo De Luca ha scelto di tornare in strada. Il sindaco di Salerno ha effettuato un giro di ispezione nei cantieri fermi della città e ha dichiarato guerra ai parcheggiatori abusivi, confermando il suo stile diretto e senza mediazioni.

Nel mirino del primo cittadino sono finiti i lavori bloccati sul corso Vittorio Emanuele e nelle traverse limitrofe, a partire da via Fieravecchia. “È scandaloso che siano fermi i cantieri”, ha scritto De Luca in un post su Facebook, annunciando la convocazione immediata dei direttori dei lavori e delle imprese.

L’avvertimento è chiaro: tempi “rapidissimi e ultimativi” per il completamento delle opere, pena la rescissione dei contratti e l’affidamento dei lavori ad altre ditte in regime di somma urgenza.

La seconda frontiera del sopralluogo ha riguardato il contrasto all’abusivismo. De Luca ha ispezionato l’area dello stadio Vestuti, il mercato di via Piave e la clinica Tortorella, dove un parcheggiatore abusivo è fuggito per evitare identificazione e denuncia. “Continueremo senza respiro la battaglia per la legalità”, ha dichiarato il sindaco, descrivendo i comportamenti di questi soggetti come “vere e proprie forme di estorsione nei confronti degli automobilisti”.

Sicurezza, Prefetto di Napoli istituisce zone rosse a Torre Annunziata, Pomigliano e San Giorgio a Cremano

Napoli – Una risposta decisa e immediata per arginare i fenomeni di microcriminalità, assembramenti molesti e degrado urbano che da tempo colpiscono alcuni centri della provincia di Napoli. Il Prefetto del capoluogo campano, Michele di Bari, ha emanato tre restrittivi provvedimenti che istituiscono altrettante “zone a vigilanza rafforzata” nei comuni di Torre Annunziata, Pomigliano d’Arco e San Giorgio a Cremano.

La misura, nata all’indomani del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dello scorso 20 maggio, si è resa necessaria per contrastare situazioni ormai sistemiche di incuria, occupazioni abusive di aree pubbliche e danneggiamenti.

Il “Daspo” urbano: chi rischia il divieto

Il cuore dei provvedimenti poggia sulla prevenzione e sulla deterrenza. Nelle strade e nelle piazze individuate dalle nuove disposizioni scatterà il divieto assoluto di stazionamento per tutti quei soggetti che, già denunciati negli ultimi cinque anni per delitti non colposi contro la persona o il patrimonio, vengano sorpresi a tenere comportamenti violenti, minacciosi o insistentemente molesti. L’obiettivo è chiaro: allontanare chiunque impedisca la libera fruibilità degli spazi comuni e rappresenti un pericolo concreto per l’ordine pubblico.

“Questi provvedimenti – ha evidenziato il Prefetto Michele di Bari – perseguono una finalità di prevenzione generale e un’importante funzione di deterrenza contro gli illeciti. Vogliamo assicurare la piena e libera vivibilità degli spazi pubblici, dando una risposta immediata ed efficace alle legittime richieste di sicurezza dei cittadini”.

La mappa delle aree a vigilanza rafforzata

I controlli e i divieti si concentreranno in specifiche arterie cittadine, identificate come i principali nodi del raggruppamento e del rischio urbano:

Torre Annunziata
I fari delle forze dell’ordine saranno puntati sulla movida e sulle vie del centro:

Via Prota, via Caravelli, via Gino Alfani.

Corso Umberto I (nel tratto compreso tra le intersezioni con via Gino Alfani e via Poerio).

Piazza Nicotera, piazza Risorgimento, piazza Imbriani.

Viale Manfredi Francesco e viale Marconi.

San Giorgio a Cremano
Il territorio è stato diviso in tre macro-aree (Nord, Centro e Sud):

Zona Nord: Via Aldo Moro e via Manzoni.

Zona Centro: Piazza Troisi, l’area di Villa Bruno e Villa Vannucchi.

Zona Sud: Largo Arso.

Pomigliano d’Arco
Nel mirino i luoghi di aggregazione giovanile e i parchi della zona centrale:

Piazza Giovanni Leone.

Via Passariello e via Gandhi (le strade che circoscrivono il parco pubblico “Giovanni Paolo II”).

Via Roma e lo storico Borgo Pacciano.

L’attivazione di queste aree di monitoraggio speciale rappresenta un punto di svolta nelle strategie di sicurezza della cintura urbana napoletana, nel tentativo di restituire decoro e serenità alla vita quotidiana delle tre comunità locali

Fico: «Massima collaborazione con le nuove amministrazioni»

1

Napoli- “Auguro buon lavoro a tutti i sindaci e ai consiglieri eletti in Campania nell’ultima tornata delle comunali. Fare il sindaco oggi significa affrontare ogni giorno problemi complessi, stare accanto alle comunità e garantire servizi ai cittadini. Per questo da parte della Regione ci sarà massima collaborazione istituzionale per accompagnare il lavoro delle nuove amministrazioni”. Lo afferma in un post su Facebook il presidente della Regione Campania, Roberto Fico.

Fico sottolinea anche l’importanza del dato sull’affluenza. “In Campania – osserva – la partecipazione si è mantenuta su percentuali alte, in continuità con le ultime amministrative. È un segnale positivo, perché significa che c’è ancora voglia di partecipare, scegliere e contribuire alla vita pubblica dei territori”.
I

l governatore richiama infine il risultato delle forze progressiste, che secondo lui “conferma la solidità di un percorso politico e amministrativo” che oggi guida la Regione Campania e molte città del territorio. “Un lavoro che continua – aggiunge – partendo dai bisogni concreti delle persone e dalla capacità di costruire proposte credibili per le comunità”.

Napoli, licenziamenti e sanzioni ai delegati SI COBAS, protesta nei porti campani

1

Napoli -Le aziende attive nei porti di Napoli e Salerno, con particolare riferimento alla Logiport del gruppo Grimaldi Group, starebbero notificando in queste ore lettere di licenziamento e provvedimenti disciplinari nei confronti di alcuni lavoratori e delegati del SI COBAS.

La vicenda arriva al termine di una vertenza sindacale avviata nei mesi scorsi dai dipendenti, che avevano chiesto maggiori condizioni di sicurezza sui luoghi di lavoro e un rafforzamento delle tutele occupazionali.

A denunciare l’accaduto è Riccardo Tastardi, segretario locale del Fronte della Gioventù Comunista, che parla di “un gravissimo attacco antisindacale”.

Secondo Tastardi, i lavoratori coinvolti avrebbero come unica responsabilità quella di aver sollevato il tema delle condizioni di lavoro all’interno degli scali portuali. “È inaccettabile – sostiene – che nel 2026 chi lavora per garantire uno stipendio alla propria famiglia debba continuare a operare in condizioni di rischio quotidiano”.

Le accuse alla politica e alle aziende

Nel corso della nota, il rappresentante del Fronte della Gioventù Comunista punta il dito anche contro il governo nazionale e contro l’azienda coinvolta nella vertenza.

Tastardi accusa l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni di sostenere le imprese senza intervenire con misure più incisive a tutela dei lavoratori. Critiche anche alla Grimaldi, accusata di procedere con licenziamenti e sanzioni disciplinari nonostante risultati economici definiti molto positivi.

Annunciata la mobilitazione

Il Fronte della Gioventù Comunista ha inoltre annunciato la partecipazione allo sciopero generale previsto per venerdì 29 maggio, ribadendo il sostegno ai lavoratori dei porti di Napoli e Salerno e chiedendo maggiori investimenti in sicurezza e diritti sul lavoro.

Terra dei Fuochi, Anbi: firmato il primo protocollo tra Consorzio di bonifica e Libera

1

Caserta – A pochi giorni dalla visita di Papa Leone XIV nella Terra dei Fuochi, il Consorzio di bonifica del Bacino Inferiore del Volturno e l’associazione Libera hanno siglato un protocollo d’intesa per promuovere la cultura della legalità, rafforzare la trasparenza amministrativa e avviare un modello di cittadinanza attiva contro mafie e corruzione.

Il protocollo è stato sottoscritto a Caserta e rappresenta una novità assoluta nel panorama locale. «Quanto sottoscritto a Caserta è una pratica virtuosa, mai realizzata prima in loco – ha sottolineato Francesco Vincenzi, presidente di Anbi (Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue) –. È un progetto apripista, in cui il mondo delle associazioni, del terzo settore e delle Istituzioni non entra in conflitto, ma costruisce un modello positivo di collaborazione».

L’intesa prevede percorsi formativi sulla legalità democratica destinati al partenariato economico e sociale, azioni di animazione territoriale e monitoraggio civico. Particolare attenzione è riservata alla formazione di dipendenti e dirigenti del Consorzio, con l’obiettivo esplicito di «trasformare la macchina amministrativa nella direzione della totale trasparenza e del diritto/dovere di sapere».

L’iniziativa arriva in un momento particolarmente significativo per l’area casertana, dopo la recente presenza di Papa Leone XIV nella Terra dei Fuochi, e si propone come modello replicabile di cooperazione tra mondo istituzionale e associazionismo antimafia.

Sirignano, carta d’identità con chip asportato chirurgicamente: 40enne denunciato dai Carabinieri

Avellino – I Carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia di Baiano hanno denunciato un quarantenne di Sirignano, in provincia di Avellino, per falsità materiale. Durante un normale controllo, l’uomo ha esibito una carta d’identità elettronica (CIE) che presentava il microchip rimosso in maniera netta, quasi chirurgica.

L’asportazione non era accidentale, ma una manomissione deliberata – spiegano i militari – finalizzata a impedire la lettura dei dati biometrici e digitali contenuti nel documento, rendendolo formalmente contraffatto. La CIE è stata sequestrata.

Secondo il Comando provinciale di Avellino, l’episodio non è isolato ma riflette un preoccupante trend nazionale. La rimozione del chip è una pratica in crescita tra soggetti che vogliono aggirare i sistemi di verifica automatizzata in aeroporti, banche o uffici pubblici. In alcuni casi, alla base c’è la volontà di sottrarsi a presunti “tracciamenti” digitali, ignorando che si tratta di un reato penale.

Cocaina dal Sud America al porto di Salerno: otto arresti e 180 chili sequestrati

Salerno – Un traffico internazionale di cocaina dal Sud America all’Italia, con il porto di Salerno come snodo strategico per l’arrivo della droga. È il quadro emerso dall’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Salerno, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia, che ha portato all’arresto di otto persone.

Per sei indagati si sono aperte le porte del carcere, mentre altri due sono stati posti agli arresti domiciliari. Le accuse, a vario titolo, riguardano l’associazione finalizzata al traffico internazionale e all’importazione di sostanze stupefacenti, oltre a reati contro il patrimonio.

Nel corso delle indagini i finanzieri hanno sequestrato oltre 180 chilogrammi di cocaina transitati attraverso lo scalo marittimo salernitano. L’ordinanza cautelare è stata eseguita dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Salerno insieme agli uomini del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata.
Secondo gli investigatori, il gruppo criminale avrebbe organizzato numerose importazioni di ingenti quantitativi di droga proveniente dal Sud America, utilizzando vettori marittimi per far arrivare la cocaina in Italia.

Le indagini hanno inoltre documentato furti compiuti a bordo delle imbarcazioni attraccate nel porto di Salerno. Azioni che, secondo l’accusa, sarebbero state finalizzate all’esfiltrazione dello stupefacente nascosto nei carichi provenienti dall’estero.

custodia cautelare in carcere:
BRACCIANTE Marcello, nato a Salerno il 15.07.1980,
COLANTUONO Gaetano, nato a Cercola (NA) il 30.04.1985,
DI SOMMA Roberto, nato a Pollena Trocchia (NA) il 11.05.1971,
FIOLA Eduardo, nato a Cercola (NA) il 08.05.1988,
LAURICELLA Antonio, nato a Napoli il 29.09.1989,
SANTIZO JAEN Orlando Antonio, nato a Panama (EE) il 12.05.1975,
arresti domiciliari:
DI PACE VITTORIO, nato a Napoli il 01.02.1993,
LIBERTI Francesco, nato a San Giorgio a Cremano il 12.09.1990

Rissa al Blanco di Casamicciola, assolto giovane ischitano

È stato assolto con formula piena dal Tribunale penale per i minorenni un giovane, coinvolto nella maxi rissa avvenuta nel luglio 2023 all’interno della discoteca Blanco, sul lungomare di Casamicciola Terme.

I fatti risalgono a una violenta lite scoppiata tra gruppi di ragazzi ischitani e napoletani. Durante gli scontri, un minorenne rimase gravemente ferito, colpito con una bottiglia rotta, mentre altri due giovani riportarono lesioni agli arti.

A seguito delle indagini, sette minorenni furono denunciati e successivamente rinviati a giudizio con le accuse di rissa e lesioni personali aggravate. Nella mattinata odierna, al termine della discussione in aula da parte dell’avvocato Massimo Viscusi, difensore dell’imputato l’ischitano Ciro Pio Borrelli, è arrivata la sentenza di assoluzione per il giovane napoletano

Per gli altri imputati, invece, il procedimento si è concluso con l’estinzione del reato grazie all’esito positivo del percorso di messa alla prova.

Napoli, era in crisi di astinenza l’uomo che ha accoltellato il figlio 12enne al rione Sanità

Napoli – Si è consumato nella mattinata di oggi un grave episodio di violenza all’interno di un’abitazione in via Vergini, nel cuore del rione Sanità a Napoli. Un uomo di 35 anni è stato arrestato dai Carabinieri della compagnia Napoli Stella con le gravi accuse di tentato omicidio, lesioni personali aggravate dall’uso di un’arma e lesioni a personale sanitario.

La dinamica dei fatti

Secondo una prima ricostruzione guidata dalle forze dell’ordine, l’uomo avrebbe colpito il figlio dodicenne all’interno delle mura domestiche, apparentemente colto da una violenta crisi psicofisica. Allarmati dalle urla provenienti dall’appartamento, i residenti della zona hanno immediatamente allertato il servizio d’emergenza 118.

All’arrivo dell’ambulanza, la situazione è ulteriormente degenerata: l’aggressore ha colpito nuovamente il minore e ha aggredito un’infermiera dell’equipe di soccorso, il tutto alla presenza delle altre due figlie di 10 e 16 anni.

I soccorsi e il fermo

Subito dopo l’accaduto, in un momento di parziale ravvedimento, l’uomo ha rivolto l’arma contro se stesso, procurandosi ferite non gravi ai polsi e alla gola. Fondamentale è stato l’intervento della compagna e madre dei tre ragazzi, la quale è riuscita a disarmarlo rimanendo a sua volta leggermente ferita.

Per contenere l’aggressore, che ha opposto una strenua resistenza, è stato necessario il supporto di alcuni passanti e negozianti della via, che hanno aiutato il personale sanitario a mettere in sicurezza l’area fino all’arrivo dei militari. L’arma da taglio utilizzata è stata prontamente sequestrata e posta a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il quadro clinico

Il dodicenne è stato d’urgenza trasferito all’ospedale pediatrico Santobono. Sia il minore che il padre si trovano attualmente ricoverati in prognosi riservata; i medici confermano che le loro condizioni, per quanto delicate, risultano al momento stabili. Le indagini dei Carabinieri proseguono per fare piena luce sui dettagli del contesto familiare e sulle cause scatenanti del gesto.

Caivano, dal promotore all’organizzatrice dei conti: i ruoli chiave dietro il fortino criminale di via Uganda

Caivano –  Una vasta operazione di polizia giudiziaria, condotta dalla Squadra Mobile di Napoli e dal Commissariato di Afragola, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale partenopeo, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Il provvedimento ha disposto la custodia cautelare in carcere per dieci indagati e gli arresti domiciliari per altre due persone, delineando un quadro dettagliato sulle attività illecite radicate nel territorio di Caivano e nei comuni limitrofi.

Al centro dell’attività investigativa vi è la disarticolazione di un gruppo organizzato operante all’interno del complesso denominato “Parco Verde”, nello specifico in un immobile situato in via Uganda (S.S. Sannitica km 13,500), individuato dagli inquirenti come sede logistica per la detenzione e la successiva cessione a terzi di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e crack.

La struttura piramidale e la ripartizione dei ruoli

In conformità con l’ipotesi accusatoria formulata ai sensi dell’articolo 74 del DPR n. 309/90, l’associazione criminale risultava strutturata secondo una precisa ripartizione di compiti strategici e operativi. Nel ruolo di promotore e capo del sodalizio è indicato Domenico Di Micco, il quale avrebbe assunto le principali decisioni direttive, curando l’approvvigionamento della sostanza stupefacente attraverso i contatti con i fornitori, impartendo le disposizioni ai sodali e garantendo il sostentamento economico degli associati tramite la corresponsione di compensi periodici.

La gestione operativa dell’attività di vendita sarebbe stata invece coadiuvata da Teresa D’Angelo, indicata come organizzatrice della struttura. Alla stessa vengono attribuiti compiti di coordinamento dei venditori al dettaglio, la tenuta della contabilità interna e la riscossione giornaliera dei proventi illeciti.

La logistica del sito e i turni di sorveglianza

L’immobile di via Uganda era stato strutturato per garantire continuità alle attività riducendo il rischio di interventi da parte delle Forze dell’Ordine. Gli inquirenti hanno documentato l’installazione di un sistema di videosorveglianza perimetrale dedicato al monitoraggio degli accessi esterni, unitamente alla predisposizione di cancelli interni attraverso le cui barriere avvenivano gli scambi con gli acquirenti.

Il presidio della struttura e la cessione al dettaglio delle singole dosi erano assicurati, secondo turnazioni prestabilite, dai presunti partecipi all’organizzazione, tra cui figurano i nominativi di Lucio Cozzuto, Giulio Marsicano, Luca Fischetti, Giuseppe Piccolo, Carmine Junior Squaglione e Natalia Terletska. Le indagini hanno inoltre evidenziato il supporto logistico di altri soggetti non ancora pienamente identificati, deputati rispettivamente alla custodia della cassa comune, al trasporto dei materiali e al controllo dei varchi di accesso dell’edificio.

L’inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia non si è limitata al contrasto del traffico di stupefacenti, ma ha esteso il proprio raggio d’azione ad ulteriori condotte illecite emerse sul territorio. Tra i reati contestati a vario titolo figurano l’estorsione, il porto in luogo pubblico di armi alterate con matricola abrasa e l’esplosione di colpi d’arma da fuoco in pubblica via, configurati come atti idonei a ingenerare timore nella cittadinanza e a ribadire il controllo territoriale.

Le attività tecniche e di riscontro investigativo hanno infine fatto luce su un tentativo di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un imprenditore edile, titolare di un appalto pubblico stipulato con l’amministrazione comunale di Acerra, confermando l’eterogeneità degli interessi criminali monitorati dalla Procura distrettuale durante la conduzione delle indagini.

Ecco chi sono gli indagati

  1. COZZUTO Lucio, nato a Napoli il 20.05.1973, residente a Santa Maria Capua Vetere, domiciliato a Caivano;
  2. D’ANGELO Teresa, nata a Caserta il 04.05.1984, residente a Caivano, domiciliata a Caivano;
  3. DI MICCO Domenico, nato a Caserta il 13.11.1986, residente a Caivano, agli arresti domiciliari per altra causa;
  4. FISCHETTI Luca, nato a Napoli il 30.01.2003, residente a Caivano, agli arresti domiciliari per altra causa a Caivano;
  5. MARSICANO Giulio, nato a Frattamaggiore il 06.11.1947, residente a Sant’Arpino (CE);
  6. MIELE Daniele, nato a Caserta il 03.07.1992, residente a Caivano;
  7. PEZZELLA Francesco, nato ad Acerra il 24.04.1985, residente a Caivano;
  8. PICCOLO Giuseppe, nato ad Acerra il 13.08.1984, residente ad Acerra, domiciliato a Caivano;
  9. RUSSO Salvatore, detto “Gargamella”, nato a Caserta il 14.04.1976, detenuto per altra causa presso la Casa circondariale di San Gimignano;
  10. SQUAGLIONE Carmine Junior, nato a Caserta il 01.10.2001, residente a Caivano;
  11. TEDESCO Antonio, nato ad Acerra il 20.04.1961, residente ad Acerra;
  12. TERLETSKA Natalia, detta “Maria”, nata a Ivano-Frankivsk (Ucraina) il 14.11.1986, residente a Macerata Campania;
  13. VIVACE Giusi, nata a Caserta il 21.05.1996, residente a Caivano.

 

SirtLife cresce con innovazione tecnologica, mercato nutrigenomica vale 630 mln dollari

3

Roma – Il mercato globale della nutrigenomica nel 2025 vale circa 630 milioni di dollari. Le proiezioni indicano una crescita fino a 2,6 miliardi entro il 2034, con un tasso annuo superiore al 17%. Non è un settore emergente. È un settore che sta cambiando scala. La personalizzazione dei percorsi di prevenzione attraverso biomarcatori, profili genetici e dati biologici sta ridefinendo il rapporto tra salute, diagnosi precoce e qualità della vita. Quello che fino a pochi anni fa era ricerca accademica oggi diventa servizio: test genetici accessibili direttamente al consumatore, piattaforme di analisi del microbioma, piani nutrizionali personalizzati su base genomica.

È in questo scenario che il gruppo SiliconDev ha scelto di entrare nel capitale di SirtLife Corporation, società americana attiva nella nutraceutica avanzata, nella longevità e nella prevenzione personalizzata. Non è una diversificazione casuale. L’operazione punta a sviluppare una piattaforma integrata che connette ricerca scientifica, tecnologie applicate alla salute, medicina predittiva e analisi genetica avanzata. SirtLife porta la competenza scientifica: dai processi cellulari alla genetica applicata. SiliconDev porta ciò che sa fare da sempre: sviluppo di piattaforme digitali, integrazione di sistemi complessi, architetture scalabili e gestione di dati ad alta sensibilità.

L’intelligenza artificiale sta già accelerando questo settore: algoritmi in grado di analizzare dataset genetici e nutrizionali su larga scala, predire le interazioni tra nutrienti e marcatori genetici, e adattare le raccomandazioni in modo continuo sulla base del monitoraggio della salute. Costruire l’infrastruttura tecnologica che rende tutto questo possibile, affidabile e scalabile è esattamente il tipo di sfida su cui SiliconDev ha maturato la propria esperienza. L’obiettivo è contribuire a un ecosistema in cui ricerca scientifica, tecnologia e dati dialoghino in modo concreto, al servizio di percorsi di salute sempre più personalizzati e misurabili.

Narcotraffico tra Olanda e Campania, arrestata latitante legata al clan Scarpa

È stata localizzata e arrestata nei Paesi Bassi, dopo tre anni di latitanza, Babite Mihaela Veronica, classe 1982, destinataria di un ordine di carcerazione emesso a seguito di una condanna definitiva.

L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli, con il supporto del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia – Unità F.A.S.T., sotto il coordinamento della Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli.

La condanna e il ruolo nel traffico di stupefacenti

La donna deve scontare una pena di 10 anni di reclusione, divenuta definitiva il 6 luglio 2023, per il suo coinvolgimento in un’associazione criminale dedita all’importazione dall’Olanda di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente.

La cocaina secondo quanto accertato nelle indagini, era destinata al mercato campano, con particolare riferimento alla piazza di spaccio di Torre Annunziata.

Legami con il vertice del sodalizio

I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2004 e il 2006. In quel contesto, Babite avrebbe operato come collaboratrice diretta e persona di fiducia del vertice dell’organizzazione, individuato in Pasquale Scarpa.

Il cambio di identità e le indagini

Dopo essere riuscita a sottrarsi al provvedimento restrittivo, la donna si era rifugiata in Olanda. Per rendere più difficile la sua individuazione, aveva anche cambiato cognome in seguito al matrimonio, secondo la normativa del Paese di origine.

Nonostante ciò, le indagini portate avanti nel tempo dai militari dell’Arma, anche attraverso i canali di cooperazione internazionale, hanno consentito di identificarla e rintracciarla.

Sono già state attivate le procedure di estradizione per consentire il trasferimento della donna in Italia, dove dovrà scontare la pena definitiva.

Impianto dentale totale: la soluzione definitiva per chi porta la protesi mobile

1

Per molte persone che portano una dentiera mobile, mangiare, parlare o semplicemente sorridere può diventare una fonte continua di disagio. La protesi tradizionale, soprattutto dopo anni di utilizzo, tende infatti a perdere stabilità, provocando fastidi alle gengive, difficoltà nella masticazione e una costante sensazione di insicurezza. In questi casi, l’impianto dentale totale rappresenta una soluzione moderna, stabile e duratura, capace di restituire comfort, estetica e funzionalità. Negli ultimi anni le tecniche implantari si sono evolute notevolmente. Oggi è possibile sostituire un’intera arcata dentale con impianti fissi anche in tempi rapidi, evitando lunghe attese e migliorando sensibilmente la qualità della vita del paziente. Soluzioni come All-on-4 e All-on-6 permettono di riabilitare completamente la bocca con un numero ridotto di impianti, offrendo denti fissi dall’aspetto naturale e una stabilità molto superiore rispetto alla classica dentiera.

Cos’è l’impianto dentale totale e come funziona

L’impianto dentale totale è una riabilitazione implantare completa che consente di sostituire tutti i denti di una o entrambe le arcate tramite impianti inseriti nell’osso mascellare o mandibolare. Su questi impianti viene poi fissata una protesi stabile e definitiva, progettata per riprodurre estetica e funzionalità dei denti naturali. A differenza della protesi mobile, che può essere rimossa dal paziente e appoggia direttamente sulle gengive, l’impianto completo si ancora all’osso attraverso viti in titanio biocompatibili. Questo garantisce una maggiore stabilità durante la masticazione e impedisce movimenti indesiderati della protesi. Il trattamento può riguardare una sola arcata oppure entrambe. In molti casi è indicato per pazienti che hanno perso tutti i denti oppure per chi presenta denti compromessi da estrarre. 

Protesi mobile vs protesi fissa su impianti: perché cambiare

Molti pazienti convivono per anni con una dentiera mobile pensando che sia l’unica opzione possibile. In realtà, la protesi tradizionale presenta diversi limiti che incidono quotidianamente sul benessere della persona. Con il passare del tempo, l’osso tende naturalmente a riassorbirsi. Questo fenomeno rende la dentiera sempre meno stabile e può causare continui movimenti durante la masticazione o la conversazione. Non è raro che il paziente debba utilizzare adesivi specifici per cercare di migliorare la tenuta della protesi. Tra i problemi più comuni della dentiera mobile ci sono le irritazioni gengivali, le difficoltà nel pronunciare alcune parole e la ridotta forza masticatoria. Alcuni alimenti diventano difficili da mangiare, mentre altri vengono completamente evitati. A livello psicologico, molte persone sviluppano disagio sociale e paura che la protesi possa spostarsi in pubblico. Le soluzioni implantari fisse permettono invece di superare questi limiti. Una protesi ancorata agli impianti offre maggiore comfort, migliora la stabilità e consente di recuperare una masticazione molto più naturale. Anche l’estetica beneficia di questo trattamento, perché il sorriso appare più armonioso e naturale.

All-on-4 e All-on-6: le due tecniche per l’arcata completa

Quando si parla di impianto dentale totale, le tecniche più utilizzate sono All-on-4 e All-on-6. Entrambe consentono di sostituire un’intera arcata dentale con una protesi fissa supportata da impianti, ma presentano alcune differenze importanti.

  • La tecnica All-on-4 prevede l’inserimento di quattro impianti strategicamente inclinati per sostenere l’intera arcata. È una soluzione molto indicata per pazienti con poco osso disponibile, perché spesso evita interventi di rigenerazione ossea più complessi. I tempi chirurgici risultano generalmente più rapidi e il recupero può essere più semplice.
  • L’All-on-6 utilizza invece sei impianti distribuiti lungo l’arcata. Questa configurazione garantisce un supporto maggiore e una migliore distribuzione delle forze masticatorie. Viene spesso consigliata nei pazienti che presentano una buona quantità di osso e desiderano una struttura ancora più stabile nel lungo periodo.

La scelta tra le due tecniche dipende da diversi fattori: quantità e qualità dell’osso, condizioni generali della bocca, abitudini del paziente e obiettivi estetici e funzionali. Sarà il professionista, attraverso esami radiografici e TAC 3D, a individuare la soluzione più adatta.

ClinicalTop: come si svolge l’intervento in tre sedute

Le moderne riabilitazioni implantari vengono oggi pianificate per ridurre al minimo disagi e tempi di attesa. In strutture specializzate come ClinicalTop, il percorso per ottenere delle naturali e stabili protesi fisse su impianti viene organizzato in poche sedute.

  • La prima fase riguarda la visita specialistica e la raccolta delle impronte digitali. Attraverso TAC e scansioni 3D, il team clinico valuta la situazione ossea e pianifica l’inserimento degli impianti con estrema precisione.
  • Durante la seconda seduta avviene l’intervento chirurgico vero e proprio. Gli impianti vengono inseriti utilizzando guide digitali che consentono una chirurgia guidata più precisa e meno invasiva. In molti casi è possibile applicare già nella stessa giornata una protesi provvisoria fissa, permettendo al paziente di non rimanere senza denti.
  • Dopo il periodo di guarigione e osteointegrazione, si passa alla terza fase: l’applicazione della protesi definitiva. Questa viene realizzata su misura per garantire comfort, estetica naturale e corretta funzionalità masticatoria.

I tempi di recupero sono generalmente rapidi. Nei giorni successivi all’intervento possono comparire lieve gonfiore o fastidio, controllabili con le normali terapie antidolorifiche prescritte dal dentista.

Quanto dura un impianto dentale totale e come mantenerlo

In condizioni ottimali, un impianto può durare mediamente dai 15 ai 25 anni, e in molti casi anche più a lungo. La longevità della riabilitazione dipende da diversi fattori. La qualità dell’osso, l’esperienza del chirurgo implantologo e la qualità dei materiali utilizzati incidono notevolmente sul risultato finale. Anche le abitudini del paziente giocano un ruolo fondamentale: fumo, scarsa igiene orale e bruxismo possono compromettere la stabilità degli impianti nel lungo periodo. Per mantenere gli impianti in salute è essenziale seguire una corretta igiene orale quotidiana. Anche se la protesi è artificiale, i tessuti intorno agli impianti devono essere mantenuti puliti per evitare infiammazioni gengivali e perimplantiti.

Quanto costa rifare tutti i denti con un impianto totale

Il costo di un impianto dentale totale varia in base a diversi elementi: numero di impianti necessari, materiali utilizzati, complessità clinica e tipologia di protesi scelta.

Per una singola arcata, i prezzi possono partire indicativamente da circa 4.000-6.000 euro per le soluzioni più semplici, fino a superare i 10.000 euro nei casi più complessi o con materiali premium. La riabilitazione di entrambe le arcate comporta naturalmente costi maggiori.

Rispetto alla media di mercato, molte cliniche offrono oggi formule di pagamento rateale che consentono di affrontare il trattamento in modo più sostenibile. È importante però valutare non solo il prezzo, ma anche la qualità del percorso clinico, l’esperienza dei professionisti e le tecnologie utilizzate.

Domande frequenti: dolore, rischi ed età per l’intervento

Il posizionamento degli impianti viene eseguito in anestesia locale e, quando necessario, con sedazione cosciente. Questo permette al paziente di affrontare la procedura in modo molto più sereno. Nel post-operatorio può comparire un lieve fastidio, generalmente gestibile con farmaci antidolorifici e antinfiammatori. Le tecniche moderne, soprattutto quelle guidate digitalmente, hanno ridotto notevolmente invasività e tempi di recupero.

Per quanto riguarda i rischi, le complicanze serie sono relativamente rare quando il trattamento viene eseguito da professionisti esperti e il paziente segue correttamente le indicazioni post-operatorie. Una buona pianificazione clinica è fondamentale per aumentare la percentuale di successo dell’intervento. Non esiste inoltre un vero limite di età per sottoporsi a un impianto dentale totale. Anche pazienti anziani possono ottenere ottimi risultati, purché le condizioni di salute generale siano compatibili con il trattamento implantare.

 

Al via la IV edizione dell’Open Festival: il miglio d’oro di musica, cinema, teatro e arte

Ercolano – C’è una Ercolano che va oltre la straordinaria bellezza archeologica dei suoi Scavi e il fascino vintage del mercato di Resina, celebri in tutto il mondo. È l’Ercolano che dal 28 maggio al 7 giugno diventerà un unico, vibrante palcoscenico a cielo aperto per la IV edizione di Open Festival: Ercolano nei luoghi e nell’arte.

La rassegna, organizzata dal Comune di Ercolano, con il finanziamento della Regione Campania, è curata da La Bazzarra. Open Festival propone un itinerario culturale che mette in connessione il Miglio d’Oro, le storiche Ville Vesuviane e gli spazi urbani recentemente sottratti al degrado. In tutto 9 giornate dense di concerti, performance di strada, teatro e danza (dal 28 maggio al 2 giugno) e di titoli cinematografici di interesse (dal 5 al 7 giugno) tutto rigorosamente a ingresso gratuito, pensato come un grande abbraccio collettivo per cittadini e turisti.

L’idea dell’Open Festival è proprio quella di una città che si apre e si rivela attraverso l’arte in tutte le sue declinazioni. Il palinsesto si snoda tra vicoli, palazzi del Settecento, piazze e persino balconi privati, portando il pubblico a esplorare spazi solitamente inaccessibili.

Il programma avrà inizio il 28 maggio con un concerto dedicato alla musica antica

Il viaggio comincia la sera di giovedì 28 maggio nella Chiesa di Santa Maria della Consolazione. Qui, la formazione iconica Ai vis Lo Lop (nome di ispirazione celtica che significa “Ho visto un lupo”) darà il via alla kermesse con un raro e suggestivo concerto dedicato alla musica antica e colta.

L’indomani, venerdì 29 maggio, i riflettori si sposteranno a Villa Durante, splendida dimora settecentesca nel cuore del Miglio d’Oro. Alle 19:30 la facciata e i cortili faranno da sfondo a Corpi in Festa della Compagnia Movimento Danza, un’esperienza in cui gli spettatori saranno chiamati a interagire con la danza contemporanea, riscritta attraverso la forza fisica e rituale della tradizione campana. Subito dopo, ci si sposterà nel Parco Urbano del Miglio d’Oro per un sodalizio musicale inedito: il genio eclettico di Daniele Sepe si fonderà con l’energia dell’ACMT di Torre del Greco, storica banda cittadina nata nel 1892. Insieme, daranno vita a uno spettacolo potente, capace di tradurre in musica le immagini più celebri dei film di Totò.

Weekend dedicato ai bambini e alle favole

Il weekend entrerà nel vivo sabato 30 maggio in un’area simbolo del rinnovamento urbano della città, quella tra Piazza Carlo di Borbone e Via Mare, dove i nuovi progetti di waterfront conducono fino all’Antica Spiaggia degli Scavi. Nel pomeriggio, alle 18:00, lo spazio sarà tutto per i bambini con Le Favole della Saggezza, le storie senza tempo di Esopo e La Fontaine raccontate attraverso maschere di animali parlanti.

A seguire, la strada sarà invasa dalle acrobazie e dalle magie circensi di Stradarte, prima del gran finale notturno in Piazza Pugliano, alle 21:30, dove la Compagnia dei Folli metterà in scena lo spettacolo Fuoco, una parata su trampoli illuminata da suggestivi giochi pirotecnici.

Domenica 31 maggio sarà la giornata più ricca del festival, un vero e proprio flusso continuo di eventi dalla mattina alla sera. Si comincerà alle 10:00 alle falde del Vesuvio, con una visita all’Osservatorio Vesuviano accompagnata dal rito sonoro del duo Tupa Ruja, capace di far dialogare strumenti etnici di epoche e mondi lontanissimi.

Dalle 11:00, Piazza Pugliano si trasformerà in un quadro onirico grazie a La Dinamica del Controvento, un carosello musicale in cui un pianoforte e il suo pianista fluttuano a mezz’aria, invitando i passanti a salire a bordo per “volare” a ritmo di musica.

Nel tardo pomeriggio il baricentro si sposterà nella maestosa Villa Campolieto: prima con Stanze di identità teatrale – un viaggio sensoriale tra voce, canto e movimento curato dal regista Gigi Di Luca – e poi con lo spettacolo serale La musica di altri mondi ciechi, un profondo omaggio al teatro e alla musica di Raffaele Viviani e del Sud America, interpretato, tra gli altri, da Antonella Morea, Lello Giulivo e Mimmo Maglionico.

Villa Campolieto ospiterà Danilo Rea e i Tableaux Vivant

Villa Campolieto resterà protagonista anche lunedì 1 giugno con uno degli appuntamenti più attesi e suggestivi: i celebri Tableaux Vivants della Compagnia Ludovica Rambelli Teatro.

In tre diversi turni pomeridiani (18:30, 19:30 e 20:30), gli attori daranno letteralmente corpo e anima alle stanze della dimora borbonica, componendo con i propri corpi scene statiche e costumi d’epoca che sembreranno veri dipinti del ‘700 napoletano. La serata si concluderà sotto le stelle con il pianoforte di Danilo Rea: il celebre jazzista si esibirà in Lirico, un concerto in piano solo basato sull’improvvisazione pura, capace di fondere con naturalezza le arie delle grandi opere liriche con la storia della canzone pop.

Eugenio Bennato e il Cunto de li Cunti di Basile a Villa Durante

La chiusura della prima parte di Open Festival, martedì 2 giugno, coinciderà con la Festa della Repubblica. Il sipario si alza alle 19:30 a Villa Durante con la rappresentazione di Facimme ‘e cunt, un viaggio nelle novelle barocche e popolaresche tratte dal celebre Cunto de li cunti di Giambattista Basile.

Il gran finale sarà affidato alla musica travolgente di Eugenio Bennato nel Parco Urbano del Miglio d’oro, con il progetto Briganti del presente, dove il ritmo della tammorra rimane una manifestazione di identità dirompente. Il Parco, già nel pomeriggio ospiterà laboratori aperti a tutti per imparare i passi di danze tradizionali.

Nel weekend dal 5 al 7 giugno, Open Festival apre al cinema con 3 proiezioni: Il ladro di Giorni (Chiesa San Vito); C’è ancora domani (Ruana); Unicorni (Spiaggia La Favorita)

Titoli che esprimono il potente battito di un festival che per 9 giorni avrà dimostrato come l’arte possa abitare e rigenerare ogni angolo di una città.

Il Giffoni film festival era una ‘cosa’ di famiglia: sequestro della Corte dei Conti per i contributi

Giffoni – Contributi pubblici e danno erariale: sequestro conservativo della Corte dei Conti all’Ente autonomo Giffoni Experience che organizza la rassegna cinematografica internazionale del Giffoni Film Festival.

E’ la resa dei conti tra Claudio Gubitosi, patron del Giffoni film Festival, i suoi familiari e la Procura Regionale per la Campania della Corte dei Conti. I militari della Guardia di Finanza a conclusione di un’indagine partita circa due anni fa hanno notificato all’Ente autonomo Giffoni Experience e al suo patron Gubitori un invito a dedurre e contestuale atto di messa in mora su richiesta del sostituto procuratore Mauro Senatore, coordinato dal procuratore regionale giacinto Dammicco.

Nel mirino della Finanza e della Corte dei Conti i contributio pubblici erogati dalla regione Campania per le edizioni del Giffoni Film Festival dal 2016 al 2024.

Il danno erariale ipotizzato è di 478.769 per il quale i finanzieri fatto il sequestro conservativo di rapporti bancari e crediti statali e regionali riconducibili ai soggetti destinatari del provvedimento, fino alla concorrenza dell’importo contestato, oltre a rivalutazione monetaria e interessi.

La prima indagine riguarda il servizio trasporto degli ospiti e dei giurati

Il procedimento ha preso avvio dalla gestione del servizio di trasporto e movimentazione di ospiti e giurati del festival, già sfociato in un decreto di citazione a giudizio davanti alla Corte dei conti e attualmente in attesa di sentenza.

In questo nuovo procedimento la vicenda ruota intorno a Claudio Gubitosi e all’associazione Aura, intestata alla moglie Alfonsina Novellino, che aveva come unica dipendente della coppia Claudia.

La Giffoni Experience è nel mirino della Procura e della Corte dei Conti da oltre due anni. Gubitosi per oltre un ventennio ha organizzato e diretto il Giffoni Film Festival facendolo diventare un evento internazionale con ospiti famosi e giurati ragazzi provenienti da tutto il mondo. Il festival ha beneficiato negli anni di sponsor e di contributi pubblici, ridimensionati o annullati quando la gestione della famiglia Gubitosi è stata messa sotto la lente di ingrandimento.

Tanto che lo stesso Claudio Gubitosi ha inscenato numerose proteste contro il Ministero della Cultura (vedi foto).

L’associazione culturale intestata alla moglie per attività sociali ‘inesistenti’ svolte dalla figlia Claudia

Le successive attività investigative, infatti, avrebbero fatto emergere ulteriori criticità legate agli affidamenti diretti conferiti, dal 2016 al 2024, all’associazione culturale che si occupa delle attività sociali collegate alla manifestazione cinematografica, presieduta da Alfonsina Novellino, moglie del direttore artistico dell’Ente che aveva come unica dipendente la figlia della coppia.

Le verifiche svolte avrebbero consentito di ricostruire un sistema attraverso il quale parte dei contributi pubblici destinati al festival sarebbe stata progressivamente “dirottata” verso l’associazione mediante affidamenti formalmente qualificati come servizi di inclusione e solidarietà sociale, ma ritenuti, nella sostanza, una forma di contribuzione stabile e continuativa non adeguatamente documentata.

Lo schema degli incarichi e importi identici per pagare lo stipendio alla figlia

Secondo quanto emerso dalle indagini, tale schema si sarebbe ripetuto annualmente attraverso la presentazione di progetti sociali dai contenuti generici – assistenza, inclusione, solidarietà, campagne di sensibilizzazione, attività charity e servizi di supporto – successivamente inseriti tra le spese finanziate con fondi pubblici. Gli incarichi, conferiti ogni anno per importi pressoché identici, sarebbero poi stati rendicontati nell’ambito dei contributi regionali ed europei ottenuti dall’Ente.

Le verifiche contabili avrebbero inoltre evidenziato che l’associazione Aura riceveva quasi esclusivamente risorse provenienti dagli affidamenti del Giffoni Film Festival e che gran parte delle somme percepite sarebbe stata destinata alla copertura del costo dell’unica dipendente.

Attività sociali svolte gratuitamente ma inserite nei costi dei contributi regionali e europei del Festival

Ulteriori riscontri investigativi hanno fatto emergere che numerose attività sociali indicate nei progetti sarebbero state, in realtà, svolte gratuitamente da soggetti terzi o associazioni partner, mentre la documentazione acquisita avrebbe evidenziato spese ritenute modeste, scarsamente pertinenti o prive di collegamento diretto con le attività rendicontate.

Dalle risultanze istruttorie sarebbe inoltre emersa una situazione di conflitto d’interessi tra i vertici dell’Ente organizzatore e l’associazione destinataria degli affidamenti.

Claudio Gubitosi e la cointeressenza familiare nella certificazione delle prestazioni

In particolare, il direttore artistico avrebbe preso parte alle procedure riguardanti l’associazione presieduta dalla propria coniuge, certificando, in alcune annualità, la regolare esecuzione delle prestazioni oggetto degli affidamenti.

Il Responsabile Unico del Procedimento, pur in presenza di rapporti familiari e interessenze con l’associazione beneficiaria, avrebbe a sua volta attestato alla Regione Campania la regolare esecuzione delle prestazioni e la conformità delle procedure amministrative relative agli affidamenti contestati, contribuendo così a rappresentare come ammissibili spese successivamente ritenute prive dei necessari requisiti di rendicontazione e non pertinenti rispetto alle finalità del finanziamento pubblico.

I soggetti coinvolti potranno ora esaminare gli atti depositati dalla Procura regionale, presentare memorie difensive e documentazione a propria discolpa ed anche chiedere di essere convocati dall’autorità contabile per le controdeduzioni.