INDAGINE SUI BONUS EDILIZI

Il grande bluff del Superbonus: cantieri fantasma in 32 condomini e 99 milioni di crediti falsi

Da Capodrise ad Aversa, i "visti facili" del Superbonus: nei guai commercialisti e imprenditori del Casertano. Nel mirino della Guardia di Finanza un network di professionisti e imprese tra l'Agro aversano
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Un asse illecito tra la Campania e la Lombardia, capace di drenare quasi 100 milioni di euro di fondi pubblici attraverso il meccanismo del Superbonus. È lo scenario emerso da una complessa indagine coordinata dalla Procura di Monza, che ha acceso i riflettori su un sistema di crediti fiscali ritenuti totalmente fittizi, generati per interventi edilizi mai eseguiti o rimasti esclusivamente sulla carta.

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Il ruolo dei professionisti e i “visti facili”

Secondo l’impianto accusatorio, il meccanismo poggiava su una fitta rete di complicità professionali. Una figura chiave è stata individuata nel commercialista Giuseppe Fattopace, 70 anni, di Capodrise, considerato dagli inquirenti uno dei nodi strategici dell’organizzazione.

Insieme a lui, il collega Vincenzo Montanino, 54 anni, originario di Cardito. Ai due professionisti spettava il compito di validare le pratiche fiscali, apponendo il visto di conformità indispensabile per sbloccare i crediti d’imposta. Un passaggio che, secondo la Procura, avveniva in totale assenza dei requisiti minimi di legge.

La base operativa nell’Agro Aversano

Se la Procura che coordina l’inchiesta è in Brianza, il motore operativo della presunta frode batteva nell’Agro aversano. Nel registro degli indagati figurano infatti Riccardo Pezone (29 anni) e Antonio Pezone (60 anni), entrambi di Aversa e amministratori della società “D.I. Pezone Riccardo”. Per gli investigatori della Guardia di Finanza, questa azienda rappresentava il vero e proprio fulcro delle operazioni.

La sponda tecnica era invece garantita da Giuseppe Girardi, architetto di 76 anni residente nella provincia di Cremona, il quale avrebbe firmato le false attestazioni sullo stato di avanzamento dei lavori di efficientamento energetico e adeguamento sismico.

I 32 condomini nel mirino

Le verifiche dei militari si sono concentrate su almeno 32 condomini sparsi tra il Nord e il Sud del Paese, con una concentrazione particolare nelle province di Milano, Varese, Lecco, Napoli, Avellino e Caserta. Per muoversi all’interno di questo dedalo di proprietà, l’organizzazione avrebbe sfruttato la collaborazione di Roberto Mascia, 45 anni, amministratore condominiale attivo nel Milanese, accusato di aver fatto da gancio operativo nella gestione degli immobili coinvolti nella truffa.

Blitz della Finanza e perquisizioni

Il sostituto procuratore Carlo Cinque, titolare del fascicolo, ha impresso un’accelerazione alle indagini disponendo una raffica di perquisizioni nei confronti di circa venti amministratori di condominio. I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Sesto San Giovanni hanno sequestrato una mole imponente di contratti, fatture e faldoni edilizi, ora al vaglio per ricostruire l’esatto flusso del denaro e dei crediti.

Sul fronte delle difese, gli indagati stanno nominando i propri legali per ribattere alle accuse: Riccardo Pezone è assistito dall’avvocato Marco Trasacco del foro di Napoli Nord; Antonio Pezone è difeso dagli avvocati Luigi Addeo (foro di Nola) e Maria Rosaria di Donà (foro di Napoli Nord), mentre il commercialista Vincenzo Montanino è assistito dallo stesso avvocato Luigi Addeo.

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