Napoli – Si chiude con una decisione favorevole ai penalisti napoletani la vicenda delle intercettazioni effettuate davanti all’aula 114 del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli, durante un’udienza di un processo per omicidio. La terza sezione della Corte d’Assise, presieduta dal giudice Napoletano, ha infatti dichiarato irrilevante il fascicolo relativo alle captazioni che riguardavano gli avvocati, disponendone la restituzione alla pubblica accusa.
A renderlo noto è stato l’avvocato Gaetano Esposito, che nella mattinata aveva preso parte, insieme a numerosi colleghi – tra cui l’avvocato Raffaele Esposito – alla protesta organizzata all’ingresso del Palazzo di Giustizia partenopeo. Circa novanta avvocati si sono poi radunati proprio davanti all’aula 114, dove era in corso il procedimento nell’ambito del quale erano state richieste e autorizzate dal gip le intercettazioni ambientali.
Nel corso della mobilitazione è stata inoltre promossa una raccolta firme per chiedere alla Camera Penale di Napoli la convocazione di un’assemblea straordinaria aperta a tutti i penalisti, con l’obiettivo di discutere della tutela delle prerogative difensive e delle garanzie professionali.
Sulla decisione della Corte è intervenuto anche il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, che in una nota ha espresso “soddisfazione per l’accoglimento da parte del giudice di quanto fortemente auspicato dal Consiglio con delibera del 19 maggio 2026”. Secondo l’Ordine, infatti, la mancata acquisizione agli atti della relazione delegata dalla Procura evita una lesione “delle libertà e dei diritti dei difensori”.
La vicenda aveva suscitato forti polemiche nel foro napoletano, soprattutto per il timore che le intercettazioni potessero incidere sul libero esercizio del diritto di difesa e sulla riservatezza delle comunicazioni tra avvocati e assistiti.






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