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Si riapre la faida di Pianura dopo l’agguato al cognato del baby boss

Nuove tensioni nel quartiere di Pianura, nella periferia occidentale di Napoli e timore di una ripresa della faida di camorra. La scorsa notte, infatti, intorno all’una, è scattato l’allarme a seguito del grave ferimento di Emanuele Arillo, 37 anni, già noto alle forze dell’ordine per reati legati agli stupefacenti.

L’uomo è giunto al pronto soccorso del San Paolo con due ferite da arma da fuoco all’addome e al braccio sinistro.

A causa delle sue condizioni, il ferito non ha potuto rilasciare dichiarazioni immediate agli inquirenti. Il luogo dell’aggressione è stato successivamente individuato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale e della Stazione di Pianura in via Jacopo Carrucci, dove i militari hanno rinvenuto tracce ematiche e un bossolo.

La dinamica della sparatoria

Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, che delineano un quadro ormai chiaro, l’uomo si trovava da solo a bordo di una Fiat Panda quando è stato affiancato in via Carrucci da due persone a bordo di una moto. I malviventi hanno esploso diversi colpi d’arma da fuoco in direzione della vettura, colpendo il trentasettenne in più parti del corpo.

Arillo, le cui lesioni fortunatamente non hanno interessato organi vitali, è stato soccorso da un automobilista di passaggio e trasportato al San Paolo. I rilievi scientifici e le indagini sul campo puntano a identificare i responsabili e a chiarire la matrice del gesto.

I legami familiari e i precedenti della vittima

L’attenzione degli investigatori si concentra in particolare sui legami familiari del 37enne. L’uomo è infatti il cognato di Massimiliano Santagata, giovane condannato lo scorso gennaio a tre anni di reclusione e considerato dagli inquirenti una figura di rilievo nei contesti criminali della zona, in passato accostato al gruppo Marsicano sebbene con margini di autonomia.

Lo stesso Arillo era stato tratto in arresto nell’agosto del 2024 dagli agenti del Commissariato di Pianura. In quell’occasione, l’uomo era stato fermato in via Napoli nei pressi di un’area di spaccio territoriale: trovato in possesso di circa 462 grammi di marijuana suddivisa in nove bustine e di 120 euro in contanti, era stato bloccato dopo un vano tentativo di fuga.

Già all’epoca, le relazioni investigative evidenziavano la sua vicinanza a soggetti apicali delle nuove fazioni giovanili attive nel quartiere, collegate al cartello Calone-Esposito-Marsicano. I controlli sul nucleo familiare avevano inoltre portato, nella settimana precedente a quell’arresto, al sequestro di un fucile a canne mozze con 57 cartucce nell’abitazione di un suo stretto congiunto in via Gesualdo da Venosa.

Gli equilibri territoriali e le indagini

L’episodio si inserisce in un contesto territoriale caratterizzato da equilibri instabili. La frammentazione dello storico clan Esposito-Marsicano, determinata da arresti e operazioni giudiziarie, ha aperto una fase di forte competizione tra gruppi emergenti intenzionati a occupare gli spazi di potere rimasti vacanti.

Si tratterebbe di una conflittualità latente, contrassegnata da atti intimidatori e alleanze fluide tra le nuove generazioni criminali cresciute nel quartiere. In questo scenario, la figura di Santagata resta sotto la lente degli investigatori: nonostante la rimodulazione delle accuse a suo carico nell’ultimo processo, viene valutato come un potenziale punto di riferimento per le nuove compagini che mirano alla gestione delle attività illecite sul territorio.

Lotto e 10eLotto di oggi, i numeri vincenti

La ruota partenopea regala una cinquina ad alta tensione con l’88 in apertura, mentre il 10eLotto premia il 19 come Numero Oro e Doppio Oro insieme all’83. Estratti anche due ambi ripetuti tra Bari e Milano.

Le estrazioni del Lotto di oggi, sabato 23 maggio, confermano ancora una volta il fascino dei grandi numeri simbolici e delle combinazioni ricorrenti. A catturare l’attenzione degli appassionati è soprattutto la ruota di Napoli, dove l’88 domina una cinquina composta da numeri tradizionalmente molto giocati: 88, 44, 56, 90 e 41.

Da segnalare anche la presenza del 19, estratto sia sulla ruota di Bari sia su quella di Milano e protagonista assoluto del 10eLotto come Numero Oro e Doppio Oro. L’83, uscito a Bari, completa invece la coppia vincente del Doppio Oro.

Tra le curiosità della serata spiccano diversi richiami numerici tra le ruote: il 38 compare sia a Milano sia a Roma, mentre il 56 viene estratto a Napoli e Torino. Numeri condivisi che alimentano analisi statistiche e sistemi degli appassionati.

Ecco tutte le estrazioni del Lotto del 23 maggio:

Bari: 19, 83, 72, 49, 07

Cagliari: 53, 26, 63, 50, 33

Firenze: 15, 34, 10, 44, 19

Genova: 25, 12, 86, 48, 11

Milano: 19, 38, 21, 40, 62

Napoli: 88, 44, 56, 90, 41

Palermo: 31, 35, 42, 77, 14

Roma: 30, 43, 04, 38, 74

Torino: 68, 10, 56, 81, 86

Venezia: 03, 49, 16, 89, 84

Nazionale: 67, 38, 60, 75, 41

Nel 10eLotto i venti numeri vincenti sono stati: 03, 10, 12, 15, 19, 25, 26, 30, 31, 34, 35, 38, 43, 44, 49, 53, 68, 72, 83, 88.

Numero Oro: 19.
Doppio Oro: 19 e 83.

L’estrazione conferma una forte presenza di numeri medio-alti, con l’88 che diventa il simbolo della giornata. Gli occhi degli scommettitori ora sono puntati sulle prossime estrazioni, in cerca di nuove conferme statistiche e possibili ritardi da inseguire.

Napoli, chiusa a sorpresa la spiaggia delle Monache: cittadini bloccati da un muro di burocrazia

Napoli – È stato un sabato di sorpresa e frustrazione per i cittadini che, spinti dal caldo estivo, hanno deciso di raggiungere la Spiaggia delle Monache a Posillipo. Senza alcun preavviso, l’arenile è stato chiuso, lasciando centinaia di bagnanti davanti a un cancello sbarrato, privi di spiegazioni.

La causa? Un ritardo burocratico legato all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale che non ha completato la gara di assegnazione di un lotto della spiaggia. Di conseguenza, gli uffici tecnici del Comune di Napoli hanno ordinato la chiusura sia dell’arenile che della servitù di passaggio del bar, unica via d’accesso all’area.

Il deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, è intervenuto prontamente, affiggendo cartelli con la scritta “chiuso per incapacità della burocrazia” e “chiuso per eccesso di burocrazia”, per informare i cittadini spaesati e denunciare l’assurdità della situazione.

Il risultato è stato un sovraffollamento delle spiagge limitrofe, in particolare Bagno Elena e Bagno Ideal, che hanno visto un afflusso di circa 6.000 persone oltre la loro capienza massima. Questa situazione ha creato un serio allarme sicurezza, con mancanza di adeguata sorveglianza e vie di fuga non praticabili, esponendo i bagnanti a rischi concreti in caso di emergenze o tensioni improvvise.

Borrelli ha subito segnalato l’emergenza alla Guardia Costiera, sottolineando come «il mare venga negato ai napoletani per l’inefficienza amministrativa dell’Autorità Portuale, il cui presidente è espressione politica della Lega di Salvini». Ha inoltre lanciato un appello affinché si risolva al più presto la questione burocratica che tiene chiusa la spiaggia, evitando così di mettere a rischio la sicurezza e il diritto al mare di migliaia di cittadini.

Una situazione che mette in luce l’urgenza di snellire le procedure amministrative e garantire la sicurezza degli spazi pubblici, soprattutto in estate quando l’accesso al mare rappresenta una necessità per i napoletani.

Palermo, le Mafie italiane alleate con cellule terroristiche: il rapporto dell’Onu

Palermo – Le mafie italiane alleate con cellule terroristiche: lo a rivelato a Palermo Giovanni Gallo, capo della sezione dell’ufficio Onu contro il crimine organizzato.

L’analisi sull’evoluzioni delle organizzazioni mafiose italiane è stata fatta durante la cerimonia per l’anniversario della strage di Capaci. A differenza di altre organizzazioni come quelle del sudest asiatico che agiscono prevalentemente online, le cinque mafie italiane – mafia, ndrangheta, camorra, mafia garganica e quella del Salento – mantengono le caratteristiche tradizionali: struttura gerarchica, verticistica o disarticolata come la ‘ndrangheta, e hanno ancora regole rigidissime, codici comportamentali e continuano, sia pure in modo meno eclatante, a fare uso di intimidazioni e violenza.

Nel corso della cerimonia è stato reso noto il primo rapporto globale sulle mafie internazionali con 95mila omicidi volontari all’anno, un numero pari alle vittime delle guerre nel mondo. Pur mantenendo alcuni capisaldi e riti tradizionali, le organizzazione mafiose in Italia, spiega l’ufficio dell’Onu, “hanno acquisito una capacità camaleontica che consente di stringere alleanze di convenienza in tutto il mondo e non solo con altre associazioni criminali ma anche e soprattutto con cellule terroristiche nella misure in cui ciò costituisca un vantaggio, una opportunità, una convenienza”.

La ‘ndrangheta in Sud America e cellule di Hezbollah che facilitano il riciclaggio di danaro

“Nella regione della Tripla Frontera (Argentina, Brasile e Paraguay) si registrano presenze di cosche di ‘ndrangheta, di esponenti di cartelli sudamericani che si sono spostati dalla Colombia al sud dell’America Latina e cellule di Hezbollah che facilitano il riciclaggio del denaro, l’accesso alle rotte del traffico anche verso il Medioriente e che in cambio ottengono finanziamenti per le attività terroristiche” ha detto Gallo.

La mafia in Africa e nel sud est asiatico per droga e grandi frodi

Questi sono fenomeni evolutivi di convenienza molto più recenti, ci sono poi collegamenti tra le mafie italiane e quelle dell’Africa occidentale nel delta del regione del Lagos, della Nigeria, dove opera Boko Haram e il Sahel è diventata una rotta del narcotraffico primaria in alternativa all’ingresso della cocaina in Spagna, in Portogallo, a Rotterdam. E poi ci sono i collegamenti con le mafie del sud-est asiatico per le grandi frodi”.

Multinazionale mafiosa per gli ‘appalti’ del narcotraffico

A livello globale, prosegue il rappresentante dell’Onu contro il crimine organizzato, si può parlare di “una multinazionale, con intermediari e segmenti criminali che prendono in appalto parte della filiera del narcotraffico, perché non c’è più una organizzazione che segue il container dalla coltivazione della foglia di coca fino al porto di Gioia Tauro: non è più così. “C’è un sistema di subappaltato a singole agenzie che si occupano dell’arrivo di container nel nord Europa, dello stoccaggio della droga in appartamenti presi in affitto, della distribuzione”.

Corsi di formazione per addestrare corrieri e distribuire lo stupefacente

E “abbiamo evidenze di corsi di formazione, veri e propri workshop, per i corrieri della droga su come sdoganare le partite di sostanze stupefacenti, su come nasconderle e procedere alla distribuzione più capillare”. Per l’ufficio dell’Onu “non è un fenomeno con cui si può e si deve imparare a convivere.

“Concentrarsi solamente sulle attività di repressione non è sufficiente – osserva Gallo – E’ indispensabile andare alla radice del problema, sulle droghe come l’eroina o la cocaina bisogna andare a vedere le condizioni dei campesinos nella regione andine, in Colombia, in Bolivia e in Perù per capire come non sia una scelta quella di coltivare le cosiddette droghe botaniche ma una necessità, come lo è per i coltivatori del Myanmar con i campi di oppio. In Birmania l’oppio viene irrigato dalle piogge monsoniche e il contadino non deve fare nulla, poi viene il narcotrafficante che tre volte l’anno raccoglie, paga e va via”.

Napoli, l’organigramma dello spionaggio: capi, «lavatrici» e talpe di Stato

Dietro ogni sistema criminale efficiente si nasconde una rigida divisione del lavoro. Le oltre 1800 pagine dell’ordinanza cautelare del gip Giovanni Vinciguerra che due settimane fa ha portato all’arresto dei “traditori” smontnoa pezzo per pezzo la struttura dell’associazione a delinquere, rivelando una holding in cui nessuno operava per caso.

L’impegno collettivo consentiva di utilizzare uomini e strutture appositamente predisposte per agevolare la realizzazione dei reati-fine: accessi abusivi e corruzione. La composizione soggettiva del network si articola su tre livelli fondamentali: i vertici dirigenziali (i capi e gestori delle agenzie), i colletti bianchi (incaricati del riciclaggio del denaro) e i pubblici ufficiali infedeli (gli esecutori materiali delle esfiltrazioni).

 I promotori e i vertici operativi: il cartello delle agenzie

Al vertice della piramide, gli inquirenti collocano figure apicali che hanno concepito e gestito l’intera infrastruttura informatica e commerciale. Il sodalizio criminale era capeggiato da Mattia Galavotti e da Giuseppe Picariello. Sono loro a tirare le fila del network ruotante attorno alla “Sole Investigazioni e Sicurezza s.r.l.”.

Dal PC sequestrato a Galavotti è emersa la cartella madre contenente le credenziali d’accesso per decine di agenzie clienti sparse in tutta Italia, prova inconfutabile del suo ruolo di amministratore del sistema. Accanto a loro, un ruolo dirigenziale e di raccordo fondamentale è svolto da Giuseppe Emendato. È proprio dallo smartphone sequestrato a quest’ultimo che la Polizia Giudiziaria estrae chat di “notevole interesse investigativo”.

Emendato, insieme a Picariello, impartiva le disposizioni finanziarie per retribuire i funzionari corrotti. Nel cartello delle agenzie figura anche la “Signal”, vero e proprio polo complementare alla “Sole”, la cui società ha sede legale a Napoli ed è rappresentata da Luigi Rosati.

 I “colletti Bbianchi” e le lavatrici finanziarie: i riciclatori

Come in ogni associazione a delinquere che genera enormi flussi di denaro nero, il problema principale è giustificare le uscite dalle casse aziendali. Qui entrano in gioco professionisti pronti a piegare le proprie competenze fiscali al servizio dell’illecito. La figura chiave è Pietro De Falco, commercialista. De Falco fungeva da vera e propria “lavatrice” del denaro sporco: attraverso le proprie attività commerciali, la “DEFAX S.r.l.” e la ditta individuale “De FALCO”, emetteva false fatture per operazioni inesistenti.

Il meccanismo era semplice ma efficace: le società di Galavotti, Picariello ed Emendato gli inviavano bonifici per finti servizi resi; De Falco ripuliva i fondi e li restituiva in contanti o tramite ricariche su carte prepagate Postepay ai pubblici ufficiali. Per questo servizio di “transazione illecita”, il commercialista tratteneva per sé una lauta provvigione del 7% dell’importo corrisposto. Al fianco di De Falco, operava Giuseppe Pone, che attraverso la sua società, la “RESEARCH S.r.l.”, garantiva lo stesso servizio di retrocessione illecita del denaro, accontentandosi però di una trattenuta inferiore, pari al 3%. Nel sistema di false fatturazioni è citata anche la società ITALSERVICE s.r.l..

Gli esecutori materiali: le “Talpe” nelle banche dati dello Stato

Il terzo livello è composto da coloro che materialmente “bucavano” i server governativi, tradendo il giuramento di fedeltà allo Stato in cambio delle ricariche Postepay o delle buste di contanti smistate dai colletti bianchi.Per quanto riguarda le incursioni nello S.D.I. (il cervellone del Ministero dell’Interno in uso alle Forze dell’Ordine), l’ordinanza individua chirurgicamente gli utenti abusivi incrociando i codici fiscali delle vittime con i log di sistema.

Si tratta di appartenenti alle forze dell’ordine a libro paga dell’associazione: Giovanni Maddaluno,  Piermassimo Caiazzo, e Alfonso Auletta. Questi soggetti, secondo il gip, agivano al di fuori delle finalità previste dalla Legge 121/81, estrapolando dati sensibili per consegnarli alle agenzie investigative.

Ma l’infiltrazione non si limitava al comparto sicurezza. Arrivava dritta nel cuore del Fisco italiano. Dalle indagini sullo smartphone di Emendato è emerso che tra i beneficiari finali delle ricariche Postepay inviate da De Falco (su ordine di Emendato e Picariello) c’era Francesco Saverio Falace, un dipendente in quiescenza dell’Agenzia delle Entrate. Un dettaglio che svela come la rete di contatti dell’organizzazione fosse capace di cooptare ex “insider” per mantenere aperti canali di accesso privilegiati e illegali persino all’Anagrafe Tributaria.

Germania, scontro tra due tram ferite oltre 50 persone

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Dusseldorf – Scontro frontale tra due tram: oltre 50 feriti, di cui cinque in gravi condizioni, non ci sono vittime.

Due tram si sono scontrati frontalmente oggi nella città tedesca di Dusseldorf, ferendo oltre 50 persone, molte delle quali hanno avuto bisogno di cure ospedaliere, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco.

Cinque delle vittime sono in gravi condizioni.

L’incidente è avvenuto intorno alle 11.30 in un trafficato incrocio della città e i servizi di emergenza sono intervenuti rapidamente sul posto. Ventotto dei feriti sono stati trasportati in ospedale, mentre altri 28 che hanno riportato ferite più lievi ed erano sotto choc sono stati medicati sul posto, si legge in un comunicato dei vigili del fuoco.

Vista la dinamica dell’impatto si ipotizza che uno degli scambi non abbia funzionato e i due tram si sono scontrati frontalmente. Secondo quanto ricostruito dalle autorità tedesche sui due mezzi vi erano oltre 60 persone.

Maldive, salme in Italia: acquisite le mail tra Montefalcone e Unige per ipotesi ‘morte sul lavoro’

Milano – Sono rientrate in patria le salme dei quattro sub recuperate nelle nelle grotte dell’atollo Vaavu alle Maldive. Oggi pomeriggio i quattro sub sono stati trasferiti all’obitorio dell’ospedale di Gallarate in provincia di Varese dove lunedì pomeriggio inizieranno le operazioni peritali disposte dalla Procura.

Gli esiti delle autopsie saranno condivise con le autorità di Malè nelle Maldive per un’indagine comune sulle cause della morte dei cinque sub italiani.

Alle 13 è atterrato a Milano Malpensa l’aereo con le salme dei 4 sub recuperate nei giorni scorsi

Le salme dei quattro sub italiani deceduti alle Maldive il 14 maggio scorso sono rientrate in Italia a bordo del volo TK1895 della Turkish Airways, atterrato a Milano Malpensa. Si tratta dei corpi di Federico Gualtieri, 31 anni, originario di Omegna, della biologa marina e docente universitaria Monica Montefalcone, della figlia Giorgia Sommacal e di Muriel Oddenino, morti all’interno di una grotta nell’atollo di Vaavu.

Il quinto sub, Gianluca Benedetti, capobarca del gruppo di origine padovana, era già rientrato in Italia nei giorni scorsi.

Lunedì le autopsie sui cinque sub deceduti che saranno condivise con le autorità maldiviane

Le autopsie sui corpi dei cinque ricercatori inizieranno nel pomeriggio di lunedì 25 all’ospedale di Gallarate dove sono stati trasferiti i feretri nel pomeriggio.

Il primo mezzo a raggiungere la morgue è stato un furgone con la cassa di legno contenente il corpo di Monica Montefalcone, seguito da un secondo con i feretri di Giorgia Sommacal e Federico Gualtieri. Per ultima è arrivata l’auto funebre con la salma di Muriel Oddenino.

Acquisite le mail tra la professoressa Montefalcone e l’Università di Genova si verifica l’ipotesi di morte sul lavoro

Intanto proseguono gli accertamenti della squadra mobile di Genova, su delega della procura di Roma, per fare chiarezza sulla morte della professoressa Monica Montefalcone e gli altri quattro sub durante una immersione alle Maldive. Gli investigatori stanno passando al setaccio le mail che la docente si era scambiata con il Distav, il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e della Vita. Si verificano le autorizzazioni alla missione da parte di Unige per accertare l’eventuale ipotesi di una morte sul lavoro per la morte della professoressa Montefalcone e l’assegnista di ricerca Muriel Oddenino.

Nelle mail e nel carteggio tra la professoressa a capo della missione e l’università di Genova potrebbero esserci i dettagli di quanto avrebbe fatto Montefalcone ogni giorno e le eventuali autorizzazioni alle varie attività scientifiche. Oltre alle mail sarebbe stato acquisito anche il ‘documento di missione’ contenente gli indirizzi di ricerca.

L’ateneo genovese, sin dal primo giorno, ha sempre sottolineato che “l’attività di immersione subacquea non rientrava in alcun modo nelle attività previste dalla missione scientifica, ma è stata svolta a titolo personale”.

A chiarire cosa abbia autorizzato l’Università, potrebbero essere le parole della professoressa Elisabetta Rampone, direttrice del Dipartimento, sentita dagli agenti della mobile.

Oltre a lei, in questi giorni, gli inquirenti stanno ascoltando le altre 20 persone che erano a bordo della Duke of York, la nave della spedizione alle Maldive mentre nei prossimi giorni gli agenti potrebbero acquisire tutto il materiale cartaceo e informatico custodito al Distav.

La Canzone napoletana candidata a Patrimonio Unesco

Durante il Festival dell’Economia di Trento, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha confermato un’importante iniziativa culturale e turistica che punta a valorizzare il patrimonio artistico e identitario della canzone napoletana. Il 5 giugno, all’Arena di Verona, davanti a 100 delegati Unesco provenienti da Parigi, la canzone napoletana sarà ufficialmente candidata a diventare Patrimonio dell’Umanità.

L’evento vedrà la partecipazione di artisti di rilievo come Sal Da Vinci, Placido Domingo, Serena Rossi e Gigi D’Alessio, che si esibiranno con brani in dialetto napoletano, culminando con l’interpretazione del celebre “‘O sole mio”. Il ministro ha sottolineato l’importanza di questo riconoscimento, frutto di un confronto con il sindaco di Napoli e il presidente della Regione Campania.

Inoltre, Mazzi ha anticipato un grande evento nel luglio 2027, in concomitanza con l’America’s Cup, che sarà un’occasione per promuovere ulteriormente la cultura napoletana a livello internazionale. L’obiettivo più ambizioso è fissato per il Natale 2028: portare un milione di turisti, molti dei quali discendenti di emigrati italiani, a visitare le radici dei loro antenati e a riscoprire Napoli e la sua tradizione musicale.

Questa iniziativa rappresenta un’importante mossa per il rilancio del turismo culturale nel Sud Italia, valorizzando un patrimonio musicale unico al mondo e rafforzando la presenza italiana nei circuiti culturali internazionali.

Bimba di 22 mesi investita dall’auto del padre

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Un drammatico incidente si è verificato nella tarda mattinata di sabato 23 maggio 2026 a Portocannone, comune in provincia di Campobasso.

Una bambina di soli 22 mesi è stata investita dall’auto del padre, il quale, durante una manovra, non si sarebbe accorto della presenza della figlia nei pressi del veicolo. La piccola ha ripor

tato gravi ferite ed è stata immediatamente soccorsa e trasportata all’ospedale San Timoteo di Termoli. Data la gravità delle condizioni, è stata successivamente trasferita in eliambulanza verso il Santobono,  centro pediatrico specializzato di Napoli.

L’elicottero del 118 è atterrato in Piazza del Papa a Termoli, dove le forze dell’ordine hanno predisposto un presidio per gestire l’emergenza. Sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

Conte saluta Napoli: ultima sfida per chiudere un ciclo vincente

Napoli – La storia d’amore tra Antonio Conte e il Napoli sta per giungere al termine. Sabato sera, al Maradona, andrà in scena l’ultimo atto di una parentesi intensa ma breve alla guida degli azzurri. La decisione del tecnico di lasciare con un anno d’anticipo, dopo una stagione in cui la squadra ha lottato per il secondo posto, ha sorpreso molti, soprattutto perché si pensava che un incontro chiarificatore potesse portare a un rinnovo di contratto.

Conte, uomo d’istinto, sembra convinto che il suo capitolo napoletano si sia chiuso, e potrebbe spiegare le ragioni della scelta dopo la fine del campionato o addirittura già domani sera. Il suo obiettivo è chiudere in bellezza, battendo l’Udinese per consolidare la piazza d’onore dietro l’Inter, risultato raggiungibile anche con un pareggio.

Tra i motivi della separazione potrebbe esserci il desiderio del presidente Aurelio De Laurentiis di ridimensionare il monte ingaggi, cresciuto negli ultimi due anni, per garantire la solidità futura del club. Conte lascia comunque da vincente, con la voglia di salutare il pubblico del Maradona con una prestazione convincente.

Il tecnico ha spinto la squadra con allenamenti intensi e un’analisi dettagliata dell’avversario, puntando sulla massima concentrazione. Domani sarà assente solo Lukaku, il suo pupillo che aveva richiesto e ottenuto due stagioni fa, mentre gli altri protagonisti della stagione saranno in campo. Alcuni giocatori come Spinazzola, Juan Jesus, Lobotka, Elmas, Meret e Anguissa potrebbero anch’essi dire addio al Napoli.

Conte avrebbe voluto schierare tutta la rosa per ringraziare i giocatori, nonostante qualche malumore per l’intensità del lavoro settimanale. Il tecnico lascia anche con il calore dei tifosi, che lo hanno sempre sostenuto e amato. Ma il calcio è fatto di cambiamenti e già da lunedì si guarderà al futuro, con l’attesa per il nome del nuovo allenatore che guiderà il Napoli nella prossima stagione.

Francesco Di Chiara premiato al Campania Coraggiosa: il fighter che combatte bullismo e violenza di genere

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Francesco Di Chiara, fighter professionista di Frignano, ha ricevuto il “Premio Campania Coraggiosa” alla terza edizione della manifestazione ideata da Ferdinando Sorrentino. Il premio, che simboleggia il coraggio del maestro Domenico Sepe, è stato assegnato a Napoli, nella cornice di Villa Doria d’Angri, con il patrocinio del Comune di Napoli e la collaborazione dell’Università Parthenope.

L’iniziativa, promossa dall’associazione culturale “Non me ne vado”, valorizza le personalità campane che si distinguono per impegno, responsabilità e valore sociale.A Di Chiara è stato riconosciuto non solo il percorso sportivo costruito nel mondo delle MMA, ma soprattutto il costante impegno nella lotta contro il bullismo e la violenza di genere.

Da anni il fighter porta avanti attività di sensibilizzazione nelle scuole, corsi di autodifesa e progetti educativi rivolti a giovani e donne.Attivo nelle arti marziali miste dal 2010, Di Chiara ha conquistato importanti successi nei principali circuiti nazionali, fino alla difesa della cintura nazionale XFC nel 2025. Parallelamente collabora con le forze dell’ordine nell’Agro aversano e promuove iniziative dedicate alla legalità e alla tutela dei cittadini.

Tra i progetti più significativi figura “Mai più bullismo”, percorso educativo pensato per aiutare gli studenti a riconoscere e affrontare situazioni di abuso e sopraffazione. Un impegno che ha reso Francesco Di Chiara un punto di riferimento positivo per il territorio, simbolo di una generazione che sceglie di reagire con disciplina, coraggio e consapevolezza.

P.B.

Ercolano si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto con l’Open Festival

Ercolano si prepara a vivere nove giorni di grande arte con la IV edizione dell’Open Festival, che si svolgerà dal 28 maggio al 7 giugno. L’evento, promosso dal Comune di Ercolano con il sostegno della Regione Campania e curato da La Bazzarra, trasforma la città in un teatro diffuso a cielo aperto, che abbraccia il Miglio d’Oro, le storiche Ville Vesuviane e gli spazi urbani recentemente recuperati.

La rassegna propone un ricco programma di eventi gratuiti che spaziano dal teatro itinerante alla danza, dalla musica live al cinema, coinvolgendo cittadini e turisti in un’esperienza culturale unica. Il festival si apre nella Chiesa di Santa Maria della Consolazione con il concerto di musica antica della formazione Ai vis Lo Lop, per poi proseguire con performance di danza contemporanea, spettacoli musicali e teatro in luoghi insoliti come vicoli, piazze e persino balconi privati.

Tra gli appuntamenti più attesi figurano l’incontro musicale tra Daniele Sepe e la storica banda ACMT di Torre del Greco, lo spettacolo pirotecnico su trampoli della Compagnia dei Folli in Piazza Pugliano, e i celebri tableaux vivants della Compagnia Ludovica Rambelli Teatro nelle stanze di Villa Campolieto. Non mancheranno momenti dedicati ai più piccoli con spettacoli ispirati alle favole di Esopo e La Fontaine.

Il festival celebra inoltre la Festa della Repubblica con un viaggio nelle novelle barocche e popolari tratte dal Cunto de li cunti di Giambattista Basile e si chiude con un concerto di Eugenio Bennato, che porta in scena il progetto Briganti del presente, un omaggio alle radici e alla tradizione musicale campana.

Nei giorni dal 5 al 7 giugno, l’Open Festival si apre anche al cinema con tre proiezioni in luoghi simbolici della città, confermando la sua vocazione a rigenerare ogni angolo di Ercolano attraverso l’arte in tutte le sue forme.

Il Vescovo di Acerra regala la papalina a Papa Leone XIV, che lascia la sua in dono alla diocesi

Acerra – Un momento di grande significato spirituale e simbolico si è svolto ieri, sabato 23 maggio 2026, nella Cattedrale di Acerra, nel cuore della Campania. Durante la visita pastorale di Papa Leone XIV, il vescovo della diocesi, monsignor Antonio Di Donna, ha donato al Pontefice una papalina bianca, tradizionale copricapo clericale, in segno di profonda stima e affetto.

Il Papa ha indossato con rispetto il nuovo zucchetto, un gesto che ha sottolineato il valore del dono ricevuto. Dopo aver firmato la papalina che aveva portato con sé, Leone XIV ha scelto di lasciarla in dono alla diocesi, un segno tangibile del legame spirituale con la comunità di Acerra.

La visita si è arricchita di ulteriori doni: al Papa sono state consegnate una statua di Sant’Alfonso Maria de Liguori, realizzata interamente a mano secondo la tradizione artistica napoletana, e una lettera olografa del santo, conservata nel museo Alfonsiano diocesano. La statua raffigura Sant’Alfonso mentre compone una delle sue opere di teologia morale, un omaggio alla figura di grande rilievo religioso e culturale per la regione.

Questo scambio di simboli e doni rappresenta un momento di comunione e di continuità tra la Chiesa locale e il Pontefice, rafforzando i legami di fede e cultura nella diocesi di Acerra.

De Laurentiis respinge l’offerta americana da 2 miliardi

Napoli – Una clamorosa proposta da 2 miliardi di euro proveniente dagli Stati Uniti è stata respinta da Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, che ha ribadito con forza la sua intenzione di mantenere il controllo del club partenopeo.

L’offerta, oggetto di un’attenta valutazione durata mesi e mediata da Matt Rizzetta, prevedeva la creazione di un polo polisportivo con importanti investimenti infrastrutturali. Tuttavia, il patron azzurro ha stoppato ogni trattativa ancor prima di un’analisi finanziaria approfondita.

La decisione di De Laurentiis arriva in un momento cruciale, con il Napoli che si prepara a celebrare il centenario della sua fondazione il prossimo 1° agosto 2026. Il presidente, che ha rilevato il club nel 2004 riportandolo dai bassifondi del calcio italiano fino a livelli di eccellenza nazionale e internazionale, intende continuare a guidare personalmente la squadra durante questa importante ricorrenza.

Con la proprietà salda nelle mani di De Laurentiis, l’attenzione è ora rivolta al futuro sportivo ed infrastrutturale della società. Il club è alla ricerca di un nuovo allenatore che sostituirà Antonio Conte, che lascerà il Napoli al termine della stagione, con l’ultima gara casalinga prevista contro l’Udinese.

Sul fronte impiantistico, il presidente ha confermato l’impegno per la costruzione di un nuovo stadio di proprietà in una diversa zona della città, chiudendo definitivamente la porta a un coinvolgimento nella ristrutturazione dello storico stadio di Fuorigrotta. Questo passo segna un cambiamento strategico importante per la società, che punta a rafforzare la propria autonomia e identità.

Il messaggio è chiaro: il Napoli non è in vendita. De Laurentiis è pronto a guidare il club verso un nuovo ciclo, con ambizioni sportive e infrastrutturali ben definite, consolidando il legame con la città e i tifosi in vista del grande traguardo del centenario.

Napoli, mezz’ora di terrore a Bagnoli: la festa di comunione diventa un inferno di botti

Una pioggia di fuochi d’artificio e potenti bombe carta che, per oltre trenta minuti, ha tenuto in ostaggio un intero quartiere. Momenti di forte tensione quelli vissuti ieri sera, intorno alle 22:00, in via Eurialo a Bagnoli, periferia occidentale di Napoli.

Quella che doveva essere la festa per la comunione di un bambino si è trasformata rapidamente in un incubo per i residenti, costretti a barricarsi in casa per proteggersi dalle esplosioni continue sul manto stradale.

Il bilancio e le indagini

Allertate dalle numerose e disperate telefonate degli abitanti della zona, le forze dell’ordine sono giunte sul posto quando i festeggiamenti erano ormai conclusi, trovandosi di fronte ai segni del passaggio dei bombaroli: diverse vetture parcheggiate lungo la via hanno riportato danni visibili alla carrozzeria e ai cristalli.

Gli inquirenti hanno immediatamente fatto partire le indagini per ricostruire la dinamica e identificare i presenti. Al vaglio ci sono le testimonianze raccolte tra i testimoni e, soprattutto, i filmati delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private della zona, che potrebbero aver ripreso l’intera sequenza dei fatti.

Dai primi accertamenti è emerso che il nucleo familiare organizzatore dell’evento non sarebbe nuovo a situazioni del genere, essendo già finito in passato al centro della cronaca locale per un grave episodio di violenza.

La dura reazione di Borrelli

Sul caso è intervenuto duramente Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi Sinistra, che ha condannato senza mezzi termini l’accaduto: «Siamo di fronte ad una sopraffazione nei confronti della comunità. Trasformare la comunione di un bambino in mezz’ora di terrore per un intero quartiere è un atto di arroganza e prepotenza inaccettabile».

Il parlamentare ha poi rincarato la dose, chiedendo tolleranza zero: «Il fatto che la famiglia coinvolta sia già nota alle forze dell’ordine rende la vicenda ancora più preoccupante. S’identifichino tutti i responsabili senza eccezioni. Chi usa le strade di Napoli come proprio feudo privato deve sapere che non gli sarà permesso di farlo impunemente».

Acerra, visita di Papa Leone XIV: il prefetto di Napoli ringrazia le forze dell’ordine

Acerra si è preparata con grande impegno per accogliere Papa Leone XIV, in occasione dell’undicesimo anniversario dell’Enciclica Laudato si’.

Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha convocato presso la sala operativa della Prefettura un Gruppo Tecnico straordinario, composto da rappresentanti delle Forze di Polizia, dei Vigili del Fuoco, della Regione Campania, del Comune di Acerra, della Città Metropolitana di Napoli, della Diocesi locale, dell’Esercito, del Comando Aeroporto Militare di Capodichino, della Direzione Generale Asl NA 2, della Direzione Cot 118 e della Croce Rossa Italiana.

L’obiettivo era assicurare un presidio di coordinamento permanente e una pianificazione dettagliata in termini di sicurezza e organizzazione, vista l’alta affluenza di fedeli attesa per l’evento. Il coordinamento, effettuato direttamente presso la Prefettura di Napoli, ha garantito una vigilanza continua e una gestione tempestiva di tutte le necessità logistiche e di sicurezza.

Al termine delle operazioni, il prefetto Michele di Bari ha voluto rivolgere un sentito ringraziamento a tutte le componenti coinvolte: forze dell’ordine, vigili del fuoco, istituzioni regionali e locali, strutture sanitarie, volontari, e la Chiesa locale, sottolineando l’elevata professionalità e lo spirito di collaborazione che hanno reso possibile la buona riuscita della visita papale.

Pusher fermato a San Giuseppe Vesuviano ottiene l’obbligo di presentazione alla pg

Spaccio di stupefacenti a San Giuseppe Vesuviano: convalidato l’arresto di un 29enne
Il giovane, fermato dagli agenti del locale Commissariato, è stato trovato in possesso di oltre 130 dosi di cocaina. Il giudice ha disposto l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
SAN GIUSEPPE VESUVIANO – Si è conclusa con la convalida dell’arresto l’udienza tenutasi questa mattina presso il Tribunale di Nola nei confronti di Luigi Nappo, 29 anni, residente nel comune vesuviano, fermato ieri dagli agenti del Commissariato di Polizia di San Giuseppe Vesuviano con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Per Nappo, che era agli arresti domiciliari, il giudice monocratico però ha disposto l’obbligo di presentazione alla pg.

La dinamica dei fatti

L’operazione è scattata nella giornata di ieri, 22 maggio, quando gli agenti, durante un servizio di controllo del territorio in via Scudieri, hanno notato due uomini in atteggiamento sospetto. Secondo quanto ricostruito, uno dei due — identificato poi nel giovane arrestato — avrebbe consegnato un involucro a un altro soggetto, poi fermato dagli operatori dopo un breve tentativo di allontanamento.

Il controllo esteso al 29enne ha permesso di rinvenire diversi involucri di cocaina occultati negli indumenti, oltre a una somma di denaro in banconote di piccolo taglio. La perquisizione è stata successivamente estesa all’abitazione dell’indagato, dove gli agenti hanno rinvenuto ulteriori dosi di sostanza stupefacente, per un totale complessivo di circa 40 grammi di cocaina, già suddivisi in 131 singole dosi pronte per la vendita.

L’esito dell’udienza

Durante l’udienza di convalida, l’indagato, difeso dall’avvocato Vittorio Antonio Genovese, ha ammesso gli addebiti, manifestando il proprio rammarico per la condotta tenuta e motivando il gesto con difficoltà di natura economica.

Il Giudice monocratico, dott. Arnaldo Merola, nel convalidare l’arresto operato dalle forze dell’ordine, ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza. Tuttavia, in considerazione dell’atteggiamento collaborativo dell’indagato e della specificità della sua posizione, il magistrato ha ritenuto adeguata la misura dell’obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria, disponendo l’immediata liberazione del giovane, salvo che non sia detenuto per altra causa.

L’avvocato Genovese, difensore del 29enne ha chiesto termini a difesa nel corso del rito direttissimo. E quindi successivamente si celebrerà il processo con rito abbreviato.

Napoli, controlli nei quartieri a rischio: da Porta Capuana a Secondigliano fino a San Giovanni a Teduccio

NAPOLI – Un’azione coordinata e serrata di controllo del territorio ha visto impegnate negli ultimi giorni le forze dell’ordine in alcune delle aree più delicate della città partenopea. La Questura di Napoli, in collaborazione con la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, i Carabinieri e la Polizia Locale, ha effettuato una serie di servizi straordinari di controllo a Porta Capuana, Porta Nolana, San Giovanni a Teduccio, Barra, Secondigliano e poi anche a Casandrino.

Nel dettaglio, nella zona di Porta Capuana e Porta Nolana, gli agenti del Commissariato Vicaria-Mercato, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Campania e della Guardia di Finanza, hanno identificato 329 persone, di cui 93 con precedenti penali, e controllato 110 veicoli, con un fermo amministrativo e dieci sanzioni per violazioni al Codice della Strada.

A San Giovanni a Teduccio e Barra, il Commissariato San Giovanni-Barra ha identificato 87 persone, 40 con precedenti, controllato 55 veicoli, sequestrandone due, e contestato quattro infrazioni stradali. Due persone sono state denunciate, mentre un’altra è stata sanzionata per detenzione di sostanze stupefacenti, trovata in possesso di circa 90 grammi di hashish e 36 di marijuana.

La serata di giovedì ha visto un impegnativo servizio a Secondigliano e nella zona aeroportuale, con la collaborazione di Polizia, Carabinieri e Polizia Locale. Qui sono state identificate 115 persone, 49 con precedenti, controllati 113 veicoli con 15 sequestri amministrativi, sette fermi e cinque sospensioni dalla circolazione

. Le violazioni al Codice della Strada contestate sono state 43, con sanzioni per circa 50.000 euro. In questa operazione sono state ritirate tre patenti e una revocata, e un uomo è stato arrestato per evasione. Altri due sono stati sanzionati per detenzione illecita di droga.

Infine, a Casandrino, il Commissariato di Frattamaggiore ha identificato 80 persone e controllato 33 veicoli, con un sequestro amministrativo e due sanzioni stradali. Nel corso dei controlli è stata scoperta un’attività commerciale che vendeva frutta e verdura senza autorizzazione, con una multa di 5.000 euro inflitta al titolare. Sono state inoltre monitorate quattro persone sottoposte a misure restrittive.

Questi interventi rientrano nell’ambito di una strategia di rafforzamento della sicurezza urbana disposta dalla Questura, con l’obiettivo di contrastare fenomeni di illegalità diffusa e garantire maggiore tranquillità ai cittadini napoletani.

Napoli, infermieri e professionisti sanitari al centro: la sfida della valorizzazione e della responsabilità

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Napoli- Un sistema sanitario forte non può prescindere da infermieri e professionisti sanitari competenti e valorizzati. A ribadirlo è stata Natascia Maraniello, infermiera dell’AORN Cardarelli di Napoli, nel corso di un intervento che ha accompagnato la diffusione di un’immagine rappresentativa della dirigenza sanitaria locale, con la presenza di Tiziana Russo, dirigente delle Professioni Sanitarie, Salvatore Scuotto, dirigente infermieristico, e Giuseppe Lombardi della Direzione Medica di Presidio.

Secondo Maraniello, la valorizzazione delle professioni sanitarie e della dirigenza infermieristica rappresenta una delle sfide più rilevanti per il futuro della sanità pubblica, soprattutto in realtà complesse e ad alta intensità assistenziale come quelle ospedaliere.

«Non si tratta solo della dirigenza, ma di tutta la filiera professionale e organizzativa», ha spiegato, includendo coordinamenti, posizioni organizzative, case manager e singoli infermieri all’interno delle unità operative. Ogni infermiere, infatti, svolge un ruolo centrale nei processi di presa in carico e assistenza, contribuendo anche al coordinamento dell’équipe e alla gestione dei percorsi di cura.

Purtroppo, ha aggiunto, infermieri e operatori sanitari sono spesso marginalizzati nei processi decisionali nonostante la loro funzione fondamentale nel sistema salute. Questa riflessione si inserisce in un contesto più ampio che evidenzia la necessità di investire su competenze, formazione e responsabilità professionale per rafforzare i modelli organizzativi sanitari.

Un ruolo strategico è attribuito anche agli Ordini professionali, come l’OPI Napoli guidato da Teresa Rea, alle organizzazioni sindacali e alla rappresentanza professionale, fondamentali per sostenere percorsi di crescita e valorizzazione delle competenze infermieristiche.

«Ordini, sindacati, dirigenza e professionisti devono lavorare uniti», ha concluso Maraniello, «perché investire nelle professioni sanitarie significa migliorare la qualità dell’assistenza, la sicurezza delle cure e la capacità del sistema di rispondere ai bisogni della comunità».

Napoli, sit-in dei taxi al Vomero per chiedere più Ztl e un piano traffico permanente

Nuova mobilitazione dei tassisti napoletani sul fronte della viabilità cittadina e della gestione del traffico urbano. Le sigle del comparto taxi, insieme ad associazioni ambientaliste e comitati civici, hanno annunciato un sit-in per il prossimo 30 maggio presso lo stallo taxi di piazza degli Artisti, nel cuore del Vomero.

La comunicazione ufficiale è stata inviata al prefetto di Napoli, al sindaco e alla Digos-Reparto Manifestazioni. L’iniziativa si svolgerà dalle 10 alle 13 e sarà accompagnata da una raccolta firme da sottoporre agli organi comunali per chiedere interventi strutturali sulla mobilità cittadina.

Al centro della protesta c’è la richiesta di un piano traffico permanente, considerato dagli organizzatori indispensabile per alleggerire la congestione delle strade cittadine. I tassisti chiedono inoltre la riattivazione delle Ztl già esistenti e l’ampliamento delle aree a traffico limitato, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la rapidità del servizio pubblico non di linea e, allo stesso tempo, ridurre l’impatto ambientale del traffico.

Secondo i promotori, una regolamentazione più rigida della circolazione consentirebbe di rendere Napoli “meno inquinata, più vivibile e sostenibile”, migliorando anche gli spostamenti quotidiani dei cittadini e dei turisti.

L’iniziativa del 30 maggio rappresenta la prosecuzione di una precedente manifestazione già organizzata il 25 aprile nella Municipalità 1. Un primo segnale, spiegano gli organizzatori, di un percorso di pressione istituzionale che punta a ottenere modifiche permanenti alla gestione della mobilità urbana.

Al sit-in hanno aderito diverse sigle del settore e associazioni civiche: il Comitato Tassisti di Base, Sitan/Atn, Unimpresa, Ugl Taxi, Federtaxi-Cisal, Movimento Consumatori, Rete Sociale No-Box, Comitato Ztl Piazza Dante e Legambiente-Parco Letterario del Vesuvio.

La protesta si inserisce nel più ampio dibattito cittadino sulla viabilità e sull’estensione delle zone a traffico limitato, tema che negli ultimi anni ha spesso diviso residenti, commercianti e categorie produttive, ma che continua a essere indicato da ambientalisti e operatori del trasporto come uno degli strumenti chiave per contrastare traffico e smog nel capoluogo partenopeo.