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Tragedia sfiorata a Ischia: fuochi d’artificio sulla folla, sette feriti a Lacco Ameno

Lacco Ameno– Quella che doveva essere una serena giornata di celebrazioni pasquali si è improvvisamente trasformata in un pomeriggio di paura sull’Isola Verde. Sette persone sono rimaste ferite a causa della ricaduta di materiale pirotecnico acceso in mezzo alla folla, sfiorando una vera e propria tragedia nel cuore di Lacco Ameno.

Panico durante la “Corsa dell’Angelo”

Il dramma si è consumato nel pomeriggio, nel pieno dei festeggiamenti pasquali in una gremita Piazza Restituta. L’incidente è avvenuto in concomitanza con la tradizionale “Corsa dell’Angelo”, uno degli eventi più sentiti dalla comunità locale.

Secondo le prime ricostruzioni, l’accensione di alcuni fuochi d’artificio – regolarmente previsti dal programma della manifestazione – ha generato un’imprevista e pericolosa “pioggia” di frammenti incandescenti in fase di ricaduta. Il materiale ha centrato in pieno alcuni dei presenti, scatenando attimi di panico e confusione tra la folla.

La corsa in ospedale e le condizioni dei feriti

Senza attendere l’intervento delle ambulanze, le sette persone colpite si sono recate autonomamente al pronto soccorso del vicino ospedale “Rizzoli”. Fortunatamente, i medici hanno escluso il peggio: i pazienti sono stati tutti prontamente assistiti e medicati per bruciature di lieve entità.

Nessuno versa in gravi condizioni, anche se lo spavento è stato tanto, specialmente per il ferimento di una bambina piccola. Di seguito il bollettino medico e le prognosi stilate dai sanitari:

Bambina di 9 anni (classe 2017): 5 giorni di prognosi

Donna di 36 anni (classe 1990): 5 giorni di prognosi

Donna di 50 anni (classe 1976): 5 giorni di prognosi

Donna di 50 anni (classe 1976): 2 giorni di prognosi

Ragazzo di 18 anni (classe 2008): 1 giorno di prognosi

Uomo di 49 anni (classe 1977): medicato e dimesso (0 giorni)

Uomo di 48 anni (classe 1978): medicato e dimesso (0 giorni)

Spetterà ora alle autorità competenti fare piena luce sulla dinamica dell’incidente, per comprendere se vi siano state falle nelle misure di sicurezza dell’area di sparo e prevenire in futuro simili episodi durante le feste patronali.

Polla, colpo con esplosivo al bancomat la notte di Pasqua: banditi in fuga con la cassa

Paura nella notte di Pasqua a Polla, nel Salernitano, dove una banda di malviventi ha assaltato un bancomat facendolo esplodere. Il colpo è stato messo a segno ai danni dello sportello automatico di un istituto del gruppo Mediocredito Centrale, situato lungo la strada principale del centro abitato.

Secondo una prima ricostruzione, i ladri avrebbero agito utilizzando la cosiddetta tecnica della marmotta, inserendo l’esplosivo all’interno dell’Atm per forzarlo e impossessarsi del denaro contenuto nella cassaforte.

Due violente detonazioni hanno squarciato il silenzio della notte, svegliando i residenti della zona e seminando allarme tra le abitazioni vicine.

Dopo aver prelevato il denaro e portato via la cassa, i componenti della banda si sono allontanati rapidamente, riuscendo a far perdere le proprie tracce prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Sala Consilina, che hanno eseguito i rilievi e avviato le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’assalto e risalire agli autori del furto.

Napoli, addio alla pm antimafia Enza Marra: sequestrò i Van Gogh al narcos Imperiale

Napoli – È morta dopo una lunga malattia Vincenza Marra, per tutti “Enza”, magistrata antimafia tra le figure più esperte e rispettate della Procura della Repubblica di Napoli. Aveva affrontato la malattia con coraggio e dignità, continuando a rappresentare un punto di riferimento per colleghi e collaboratori.

Entrata in magistratura nel 1992, Marra ha trascorso l’intera carriera negli uffici giudiziari partenopei, distinguendosi per competenza e rigore nelle indagini più complesse.

Il sequestro dei Van Gogh e le indagini sui narcos

Il suo nome è legato in particolare a una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni: il sequestro di due preziosissimi dipinti di Vincent Van Gogh, finiti nelle mani del narcotrafficante internazionale Raffaele Imperiale.

Un’azione investigativa di alto profilo che contribuì a restituire al patrimonio artistico mondiale opere di inestimabile valore, sottratte ai circuiti criminali.

Esperta di misure di prevenzione

Nel corso della sua carriera, Enza Marra si era affermata come una delle principali esperte di misure di prevenzione, ambito cruciale nella lotta alla criminalità organizzata.
Numerose le inchieste coordinate sul traffico di sostanze stupefacenti, con particolare attenzione ai clan dell’area nord di Napoli, da quelli riconducibili ai Di Lauro fino agli Scissionisti.

Il cordoglio della Procura

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo negli uffici giudiziari napoletani. Colleghi e personale della Procura si sono stretti attorno alla famiglia, ricordandone le qualità professionali e umane.

I funerali a Piedigrotta

I funerali si terranno domani, lunedì 6 aprile, alle ore 10.30, nella chiesa di Santa Maria in Piazza Piedigrotta, a Napoli.

Vitulazio, colpo doppio al supermercato: fermata coppia di rom

Vitulazio – Avevano appena messo a segno un furto al “Conad” e stavano già saccheggiando un altro supermercato, quando i Carabinieri della Sezione Radiomobile di Capua li hanno sorpresi e arrestati. A finire in manette un 31enne e una 25enne, entrambi di etnia rom e residenti a Napoli, accusati di furto aggravato in flagranza di reato.

La fuga e l’auto con targa bulgara

Tutto è partito da una segnalazione alla Centrale Operativa: un uomo e una donna, appena usciti dal “Conad” di Vitulazio con merce rubata, si erano dileguati a bordo di una BMW nera con targa bulgara. I militari hanno subito setacciato la zona, individuando il veicolo parcheggiato in una strada secondaria, nei pressi di un altro punto vendita: il “Decò Maxistore”.

Il secondo colpo in diretta

A questo punto, i Carabinieri hanno organizzato un servizio di osservazione. Poco dopo, i due sospettati sono usciti dal secondo supermercato e, mentre si dirigevano verso l’auto, sono stati bloccati.

Refurtiva da 800 euro e arresti domiciliari

La perquisizione ha dato esito positivo: nell’auto sono stati trovati alimentari e cosmetici per circa 500 euro, rubati al “Conad”. Nella giacca della 25enne, invece, nascosti altri prodotti cosmetici del valore di 300 euro, appena asportati dal “Decò Maxistore”.

Tutta la merce è stata recuperata e restituita ai gestori dei due supermercati, che hanno riconosciuto i ladri e presentato denuncia. Gli arrestati sono stati sottoposti ai domiciliari in attesa del rito direttissimo.

Pasqua, la rabbia dei tassisti: «Città paralizzata, manca un piano»

Le festività di Pasqua e Pasquetta 2026 si confermano un incubo per la viabilità cittadina, riproponendo scenari di caos ormai cronici.

A lanciare l’allarme è il Comitato Tassisti di Base, che denuncia una situazione critica e del tutto priva di gestione da parte dell’amministrazione comunale. Fin dalle 12:00, la città ha subito una vera e propria paralisi del traffico, trasformando le arterie principali in un ingorgo a cielo aperto. Il centro storico è stato preso d’assalto non solo dall’enorme mole di visitatori, ma soprattutto da veicoli in sosta vietata e da un flusso incontrollato di pullman turistici.

Questa totale assenza di coordinamento ha congestionato la circolazione, bloccando cittadini e turisti in code chilometriche.

Il falso mito delle auto bianche introvabili

Il collasso della mobilità ha inevitabilmente travolto il trasporto pubblico su gomma, scatenando le consuete lamentele dell’utenza per la difficoltà di trovare vetture disponibili. Tuttavia, il direttivo del Comitato ci tiene a smontare immediatamente questa narrativa, definendola una percezione distorta dei fatti.

Il problema, denunciano i conducenti, non risiede in una fantomatica carenza di auto, ma nell’impossibilità fisica di operare con efficienza. I taxi sono regolarmente in servizio e presenti sulle strade, ma restano letteralmente intrappolati nel traffico cittadino. Senza corsie preferenziali libere e in assenza di una viabilità scorrevole, il servizio viene di fatto neutralizzato.

L’ombra delle vecchie mobilitazioni

Il malcontento esploso in queste ore non è un fulmine a ciel sereno, ma si innesta sul solco delle tensioni e delle storiche proteste che hanno già visto i tassisti sul piede di guerra negli anni passati. Nonostante gli scioperi e le precedenti manifestazioni che paralizzarono snodi cruciali della città, l’amministrazione continua a ignorare la necessità di un piano traffico adeguato a una metropoli a forte vocazione turistica.

Le richieste di un confronto concreto tra le istituzioni e gli operatori del settore continuano a cadere nel vuoto. Di fronte a questo immobilismo, i lavoratori rinnovano l’ultimatum al Comune, chiedendo interventi strutturali e tempestivi per evitare nuovi disservizi e il riaccendersi di mobilitazioni di piazza.

Caso Caliendo, il legale della famiglia attacca: «Sto toccando poteri forti, vogliono zittirmi»

Napoli – «Mi vogliono zittire». È lo sfogo dell’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, intervenuto nella polemica che negli ultimi giorni lo vede al centro di un duro confronto con alcuni colleghi.

Secondo Petruzzi, sarebbe in atto un tentativo di metterlo sotto pressione dopo le sue dichiarazioni alla stampa sul caso. «Sto toccando poteri forti», afferma il legale, sostenendo che qualcuno starebbe chiedendo addirittura la sua sospensione dall’attività professionale con l’obiettivo di privarlo del mandato difensivo.

L’avvocato parla anche della possibilità che l’ordine professionale possa notificargli a breve un esposto disciplinare.

«Colleghi incitati sui social»

Petruzzi punta il dito contro alcuni colleghi. «Un gruppo di avvocati, incitati da un post pubblicato dall’avvocato Sergio Pisani, sta cercando di diffamarmi e di intimorirmi», sostiene il penalista.

Secondo la sua ricostruzione, l’iniziativa avrebbe lo scopo di scoraggiarlo dal continuare a rilasciare dichiarazioni ai giornalisti sulla vicenda giudiziaria.

«Mi prospettano l’eventualità di un intervento disciplinare se continuerò a parlare con la stampa», aggiunge.

«L’opinione pubblica ha diritto di sapere»

Nonostante le polemiche, Petruzzi assicura che non cambierà linea. «Io non mi fermo. L’Italia ha diritto di conoscere la verità», afferma.

Il legale precisa che le informazioni di cui parla sarebbero contenute in atti giudiziari non sottoposti a sequestro. «Sono i giornalisti che cercano me, non il contrario», sottolinea.

Petruzzi rivendica inoltre il diritto degli avvocati a commentare pubblicamente le vicende processuali, citando casi mediatici ancora al centro del dibattito: «Dopo vent’anni si parla ancora del caso di Garlasco e i colleghi coinvolti continuano a farlo liberamente anche in televisione».

«Chiedo solo giustizia per Domenico»

Il penalista respinge infine ogni accusa e ribadisce il proprio obiettivo: «Chiedo soltanto giustizia per Domenico e mi limito a rappresentare le mie tesi difensive a chi me lo chiede».

Quindi l’auspicio conclusivo: «Mi auguro che nessuno tenti di trascinare questa difesa e quella degli indagati in vane istanze disciplinari».

Far West a Fuorigrotta: 15enne pestato dal branco prima di Pasqua

Napoli – Doveva essere il sabato dell’entusiasmo, quello dei preparativi per la prima Pasquetta da trascorrere con gli amici. Si è trasformato in un incubo di sangue e violenza per Antonio, un 15enne aggredito brutalmente da un branco di coetanei in viale Lepanto, nel cuore del quartiere Fuorigrotta.

Il ragazzo si trova ora ricoverato all’ospedale San Paolo con una frattura scomposta al setto nasale: martedì i medici decideranno se sottoporlo a un delicato intervento chirurgico.

L’agguato dopo la spesa

La dinamica, ricostruita grazie alla denuncia dei familiari, ricalca il copione delle più spietate baby gang. Antonio e un amico sono all’interno di un supermercato per acquistare bibite e cibo per il lunedì in Albis quando vengono puntati da un gruppo di giovanissimi.

Dalle provocazioni verbali per futili motivi si passa rapidamente alla tensione. Antonio reagisce infastidito, scambia qualche parola e crede che la questione sia chiusa lì.

Invece, il branco lo aspetta fuori. All’uscita dal negozio scatta l’inseguimento: in cinque si scagliano contro il 15enne nei pressi di un McDonald’s, colpendolo con ferocia inaudita. Solo l’intervento tempestivo delle guardie giurate del fast food evita conseguenze potenzialmente fatali, mettendo in fuga gli aggressori.

«A un centimetro dalla tragedia»

«Siamo stati fortunati», racconta il padre della vittima al deputato Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi-Sinistra) e a Rosario Pugliese di Europa Verde, accorsi sul luogo dell’aggressione. «I medici sono stati chiari: se quel pugno avesse centrato la tempia invece del naso, mio figlio ora sarebbe in coma. È stato un pestaggio brutale, lo hanno inseguito per punirlo».

Il racconto del genitore si fa amaro quando descrive l’atteggiamento dei familiari degli aggressori: «Il padre di uno di quei ragazzi, invece di sincerarsi delle condizioni di mio figlio o portarlo in ospedale, è tornato sul posto solo per cercare gli occhiali che il figlio aveva perso durante il pestaggio. Mi chiedo cosa insegnino queste persone ai propri figli».

La denuncia politica: «Belve addestrate»

Duro l’affondo di Borrelli e Pugliese, che da mesi segnalano l’esplosione di criminalità minorile nell’area dello stadio Maradona. «Ci troviamo di fronte a belve addestrate alla violenza da genitori che si sentono deresponsabilizzati», dichiarano i rappresentanti di Europa Verde.

Secondo gli esponenti politici, l’uso probabile di tirapugni e la sistematicità delle aggressioni indicano un salto di qualità nella violenza urbana. «Confidavamo in un gesto di responsabilità, che i genitori accompagnassero i figli al Commissariato San Paolo per costituirsi.

Invece abbiamo assistito al cinismo di chi cerca un paio di occhiali sopra il sangue di un quindicenne. Serve una riflessione profonda e un controllo serrato sul ruolo educativo di queste famiglie».

L’ombra del «Principe» su San Giovanni: così Roberto Mazzarella vendicò il padre in una salumeria

Il cerchio si è chiuso ieri, tra le pieghe dorate della Costiera Amalfitana, dove la fuga di Roberto Mazzarella è terminata sotto il peso di manette che tintinnano da oltre vent’anni. Ma per capire la caratura criminale dell’uomo arrestato ieri, bisogna riavvolgere il nastro della memoria nera di Napoli fino al 15 dicembre del 2000.

Bisogna entrare in una salumeria del Corso San Giovanni a Teduccio, tra l’odore di provola e il fumo degli spini, dove un ragazzo di vent’anni, Antonio Maione, stava mangiando un panino prima che il piombo dei Mazzarella lo trasformasse in un bersaglio della “vendetta trasversale”.

L’ordinanza cautelare firmata dal GIP Nicola Marrone è un trattato di antropologia criminale che seziona uno dei delitti più feroci dell’area orientale. Un delitto che oggi, con l’arresto del boss e del suo fedelissimo Clemente Amodio, trova finalmente una verità processuale solida, cementata dalle dichiarazioni incrociate dei nuovi “cantanti” della camorra: Antonio Costabile, Tommaso Schisa e Umberto D’Amico.

Una “preda facile” tra pane e mortadella

Antonio Maione non era un boss. Era il fratello di Ivan Maione, l’uomo che aveva osato uccidere Salvatore Mazzarella, padre di Roberto. Per i codici d’onore distorti del clan, quel debito di sangue andava riscosso. E Antonio era, come dicono i pentiti nelle carte del GIP, una “preda facile”.

Quel pomeriggio di dicembre, Antonio viene attirato in trappola. Qualcuno che considerava amico lo invita a San Giovanni “per un regalo” o forse solo per fumare insieme. Si ritrovano nella salumeria. Sono in sei, tutti giovani. Antonio sta mangiando un panino con mortadella e mozzarella. Non sa che fuori, su un Gilera Runner 180, il destino ha già acceso il motore.

Il racconto del killer: “Roberto sparò il primo colpo, poi Clemente lo finì”

Il passaggio cruciale dell’inchiesta risiede nelle dichiarazioni di Antonio Costabile, alias “il Cerrano”. Costabile riferisce quanto appreso da Domenico Russo, detto “Mimmoletto”, testimone oculare (e sospettato “filatore”) che si trovava accanto alla vittima al momento degli spari.

Ecco il racconto vivido e terribile dell’agguato che Costabile rende ai magistrati della DDA, riportato nell’ordinanza in discorso diretto:

“Mimmoletto mi disse che aveva assistito all’omicidio di Maione Antonio in quanto si trovava insieme a lui al momento dell’agguato… Mi raccontò di aver visto Mazzarella Roberto e Clemente Amodio sparare. Mimmoletto stava con Antonio Maione nella salumeria a comprare un panino.

Ad un certo punto sono entrati Roberto Mazzarella e Amodio Clemente con parte del viso coperto e gli occhi scoperti, senza casco. Roberto Mazzarella impugnava una pistola e sparò il primo colpo contro Maione colpendolo al petto. Poi si avvicinò Clemente, tolse la pistola da mano a Roberto Mazzarella e sparò altri colpi per finirlo. Mentre Clemente sparava, Mimmoletto si era già rifugiato dietro al bancone della salumeria… Roberto Mazzarella aveva un berretto, ma aveva il volto solo parzialmente coperto; secondo il Russo voleva farsi riconoscere.”

Un dettaglio, quest’ultimo, che descrive la ferocia simbolica del boss: non bastava uccidere, bisognava che la vittima, negli ultimi istanti di vita, sapesse chi stava compiendo la vendetta per conto della famiglia Mazzarella.

La vendetta della “Pazzignana”: l’auto contro il killer

Le indagini del GIP Marrone non si fermano alla dinamica balistica. Emergono dettagli su come la famiglia Maione abbia tentato per anni di vendicarsi. Tommaso Schisa, figlio di Luisa De Stefano (esponente di spicco delle “Pazzignane”), racconta un episodio singolare che conferma quanto il nome di Clemente Amodio fosse già impresso nel libro nero del quartiere.

Sua madre, Luisa, incrociò per caso Amodio in strada a San Giovanni pochi mesi dopo il delitto. Non avendo una pistola, usò l’auto: “Mia madre mi ha raccontato che lo ha investito con la macchina, una Lancia Elefantino verde acqua, lo ha alzato in aria mentre era sul motorino”. Un gesto di rabbia impotente che precedette anni di appostamenti armati davanti al cimitero di San Giovanni, dove i Maione speravano di intercettare il fratello di Amodio per “pareggiare i conti”.

Il “Pirata” e il patto in carcere

Un altro tassello fondamentale arriva da Umberto D’Amico, esponente del clan omonimo (articolazione dei Mazzarella). D’Amico racconta di un incontro avvenuto nel 2019 nel carcere di Secondigliano, dove lo zio, Salvatore D’Amico detto “il Pirata”, rinfacciò quasi con orgoglio ad Amodio di aver salvato suo figlio Gabriele dalle mire vendicative dei Maione.

“Tuo figlio ha rischiato di morire per causa tua, perché tu hai ucciso Antonio Maione”, avrebbe detto il Pirata ad Amodio. Quest’ultimo, secondo il verbale, non negò. Si limitò a ringraziare. Un silenzio-assenso che per il GIP Marrone vale quanto una confessione stragiudiziale.

La doppia firma del clan: vendetta e controllo del territorio

Perché uccidere Antonio Maione oltre alla vendetta per il padre del boss? L’ordinanza esplora una seconda pista: il controllo del territorio. Antonio Maione, pur non essendo un affiliato di rango, era diventato un soggetto “scomodo” nel quartiere.

Consumatore di cobret e dedito a piccole rapine proprio a San Giovanni, la roccaforte dei Mazzarella, Maione stava violando la “sacra” regola del clan: non si commettono reati comuni in casa del padrone senza autorizzazione.

L’omicidio, dunque, ebbe una doppia valenza: lavare il sangue con il sangue e ribadire che a San Giovanni a Teduccio nulla si muoveva senza il consenso di Roberto Mazzarella. Un’egemonia che ieri, tra le bellezze della costiera, ha subito l’ennesimo, definitivo colpo dello Stato.

Pistola carica nascosta in un mattone: il blitz dei carabinieri a Poggioreale

Napoli– Una luce accesa in un portone spalancato, nel cuore del Rione Villa, è stata la traccia che ha portato i Carabinieri della Compagnia di Poggioreale a scoprire uno dei tanti segreti della periferia orientale.

Quello che doveva essere un normale servizio di pattugliamento si è trasformato in un sequestro d’arma che conferma la tensione latente nei rioni popolari della città.

Il ritrovamento: l’arma pronta all’uso

L’intuizione dei militari è scattata durante l’ispezione di un edificio apparentemente deserto. Spingendosi nei seminterrati del complesso, i Carabinieri hanno rintracciato un nascondiglio ricavato all’interno di un mattone forato.

Lì, protetta dall’umidità delle mura, giaceva una pistola con matricola abrasa, un’arma “clandestina” e potenzialmente letale, già rifornita con 7 proiettili nel caricatore. Il sequestro impedisce che l’arma possa essere utilizzata in nuovi fatti di sangue, mentre ora la scientifica lavorerà per capire se sia stata già impiegata in recenti agguati.

Droga e relitti: la via Crisconio come deposito

Il controllo a tappeto si è poi spostato in via Crisconio, dove il degrado urbano diventa spesso complice della criminalità. Una vecchia Fiat 126 fuori uso, abbandonata al bordo della strada, è stata identificata come un probabile deposito mobile. All’interno del relitto, i militari hanno rinvenuto una busta contenente 200 grammi di marijuana, pronta per essere suddivisa in dosi e immessa nelle piazze di spaccio della zona.

Sicurezza stradale e microcriminalità

Oltre ai sequestri di armi e droga, l’operazione ha mirato a ripristinare la legalità quotidiana in un’area ad alta densità criminale. In via Bartolo Longo, i Carabinieri hanno intercettato un 76enne che si aggirava con fare circospetto tra le auto in sosta. L’uomo, denunciato per porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere, nascondeva addosso un vero e proprio kit da scasso: due coltelli, forbici, una lima e una chiave a brugola.

Sul fronte del codice della strada, i controlli hanno portato alla denuncia di un 31enne, sorpreso per la seconda volta in due anni alla guida senza patente, a testimonianza di una sfida alle regole che resta difficile da sradicare.

Stangata ai commercianti: igiene e furto di energia

L’intervento dello Stato ha toccato anche il tessuto commerciale di San Giovanni a Teduccio. Qui, il titolare di un minimarket è stato denunciato per furto aggravato: i tecnici dell’Enel hanno infatti accertato la manomissione del contatore per sottrarre energia elettrica alla rete pubblica.

Parallelamente, la collaborazione con l’Asl di Napoli ha portato a verifiche igienico-sanitarie in quattro tra bar e ristoranti. Le irregolarità riscontrate sono state pesanti: cinque sanzioni amministrative per un valore totale di 33mila euro, un segnale forte contro chi opera nell’illegalità a danno della salute dei cittadini.

Il Bilancio Finale

L’operazione si chiude con numeri che raccontano una pressione costante sul territorio:

71 persone identificate;

34 veicoli controllati;

3 persone denunciate a piede libero;

6 giovani segnalati come assuntori di stupefacenti.

Napoli, targa fai-da-te con Word, ma sbaglia il numero di cifre: 48enne denunciato

Napoli – Un manuale improvvisato per ingannare le forze dell’ordine. Questo doveva essere, nella mente di un 48enne napoletano, il piano per circolare indisturbato con la sua moto. Peccato che l’autore abbia dimenticato un piccolo (ma decisivo) dettaglio: il numero di caratteri della targa.

Targa “in più”

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della compagnia Centro, l’uomo avrebbe realizzato una targa di fantasia utilizzando un comune programma di videoscrittura (Word), per poi stamparla, plastificarla e fissarla sul retro del proprio scooter. L’idea era semplice: eludere i controlli con una targa “casalinga”.

Il problema? Il 48enne ha aggiunto una cifra in più rispetto allo standard previsto. Un errore grossolano, che non è sfuggito agli occhi dei militari durante un normale posto di blocco.

Il controllo e la denuncia

Fermato e identificato, il centauro è stato subito scoperto. La targa irregolare – troppo lunga e fuori norma – ha tradito il maldestro tentativo di frode. Per lui è scattata la denuncia per falsità materiale e uso di atto falso.

Parcheggiatori abusivi e rifiuto dell’alcol test

Il servizio straordinario dei Carabinieri nei vicoli dei Quartieri Spagnoli non si è limitato al caso della targa contraffatta. Nel mirino sono finiti anche due parcheggiatori abusivi, entrambi denunciati. Un 39enne, invece, ha opposto resistenza durante un controllo per la guida in stato di ebbrezza, rifiutandosi di sottoporsi all’alcol test. Per lui è scattata la denuncia penale.

Droga e controlli nei locali

Due giovani sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori di stupefacenti. I controlli hanno interessato anche diverse attività commerciali della zona: 9 le prescrizioni notificate per carenze igienico-sanitarie, con obbligo di regolarizzazione entro i termini previsti.

Napoli, spacca la faccia all’ex moglie per soldi: 48enne arrestato a Pianura

C’è la tossicodipendenza sullo sfondo dell’ennesimo episodio di violenza domestica registrato a Napoli, nel quartiere Pianura. Un uomo di 48 anni è stato arrestato dai carabinieri dopo aver aggredito l’ex moglie, colpendola al volto al culmine di una lite.

Secondo quanto ricostruito, l’uomo da tempo avanzava richieste continue di denaro e beni alla donna, arrivando in passato anche a sottrarre oggetti di valore dall’abitazione familiare per acquistare droga.

L’aggressione in strada

L’episodio si è verificato nella serata di ieri. Il 48enne ha raggiunto l’ex moglie mentre stava uscendo di casa in auto. Avvicinatosi al finestrino, le ha chiesto dei vestiti, presumibilmente da rivendere.

Al rifiuto della donna, l’uomo ha reagito con violenza: ha afferrato una cassa bluetooth portatile e ha iniziato a colpire l’auto. Subito dopo ha aperto lo sportello e ha aggredito l’ex moglie, colpendola ripetutamente al volto con lo stesso oggetto.

L’intervento del figlio e dei carabinieri

Determinante l’intervento del figlio della coppia, che si trovava nelle vicinanze e ha soccorso la madre, riuscendo a mettere in fuga il padre.

Nel frattempo sono stati allertati i carabinieri della stazione di Rione Traiano, che hanno avviato le ricerche e rintracciato l’uomo poco distante, procedendo all’arresto.
Durante il controllo, il 48enne è stato trovato in possesso di un piccone, una sega e due pinze.

La donna ha riportato traumi e contusioni al volto ed è stata medicata con una prognosi di 30 giorni. L’uomo si trova ora in carcere, in attesa di giudizio.

Napoli, «Meno pistole, più scuola»: cittadini in piazza Carolina contro la guerra delle baby gang

Il centro di Napoli alza la voce contro la violenza armata. Nella mattinata di ieri sabato 4 aprile, i residenti dei quartieri San Ferdinando e Santa Lucia sono scesi in strada al grido di “Meno pistole, più scuola”, dando vita a una partecipata manifestazione in piazza Carolina.

Il presidio nasce dall’esasperazione civile di fronte ai gravi fatti di sangue che hanno macchiato la cronaca cittadina nelle ultime settimane, trasformando le vie del turismo in un campo di battaglia.

La faida a colpi di pistola

La scelta di piazza Carolina come luogo di concentramento non è casuale, essendo diventata il centro nevralgico degli scontri. Proprio qui, pochi giorni fa, un commando composto da giovanissimi ha aperto il fuoco ferendo alle gambe un coetaneo.

Un episodio gravissimo seguito a stretto giro da un’altra stesa in via Imbriani, dove sono stati esplosi oltre dieci colpi di pistola, fortunatamente senza provocare feriti. Si tratta solo degli ultimi due capitoli di una faida senza fine che vede protagonisti i giovani rampolli della criminalità partenopea.

L’allarme delle istituzioni

“Nel centro di Napoli è in corso una vera e propria guerra tra baby gang, che si sparano all’impazzata a due passi dalla Prefettura”, ha denunciato il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, a margine del sit-in.

Secondo il parlamentare, è grave che non si sia intervenuti con fermezza per stroncare il fenomeno sul nascere in una zona situata a pochi metri da piazza del Plebiscito. La richiesta emersa dalla piazza è netta: questa escalation criminale va fermata a ogni costo per ristabilire la normalità nel cuore della città.

L’attacco sulle carenze di organico

Borrelli non ha risparmiato dure critiche al governo centrale, puntando il dito contro le politiche di sicurezza. Il deputato ha sottolineato come, a fronte delle continue richieste di maggiori uomini e mezzi per le Forze dell’Ordine, il ministro Piantedosi continui a chiudere caserme e commissariati.

Questa riduzione del personale, aggravata secondo il deputato dalle distrazioni governative del ministro, rende impossibile vincere la complessa guerra alla criminalità organizzata sul territorio.

Il fronte politico e civile

La mobilitazione ha visto una forte adesione da parte delle istituzioni locali e del mondo della cultura. Al fianco dei cittadini sono scesi in piazza il consigliere regionale di AVS Carlo Ceparano e l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune, Chiara Marciani. Hanno partecipato anche i vertici della Municipalità 1, con la presidente Giovanna Mazzone e l’assessore Benedetta Sciannimanica, affiancati da diversi consiglieri municipali.

Significativa inoltre la presenza degli esponenti di Europa Verde e del produttore cinematografico Alessandro Cannavale, figlio dello storico attore Enzo, a testimonianza di un fronte comune per la legalità.

Arrestato a Portici, deve scontare oltre quattro anni di carcere

Dovrà scontare 4 anni e 6 mesi di reclusione. Per questo motivo, nella serata di giovedì, la Polizia di Stato ha arrestato Antonio Vinciguerra, 33 anni, napoletano originario del quartiere Scampia ma domiciliato a Portici.

L’arresto è stato eseguito in esecuzione di un provvedimento di determinazione di pene concorrenti emesso lo scorso 23 marzo dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Napoli – Ufficio esecuzioni penali.

L’operazione dei Falchi

A notificare l’ordine di carcerazione sono stati i poliziotti della sezione Falchi della Squadra Mobile di Napoli, che hanno rintracciato l’uomo presso la sua abitazione.

Secondo quanto stabilito dal provvedimento dell’autorità giudiziaria, Vinciguerra deve espiare la pena per reati di evasione e violazione delle disposizioni in materia di spese giudiziarie, fatti commessi a Napoli tra il 2015 e il 2018.

Il trasferimento a Poggioreale

Gli agenti hanno eseguito il provvedimento presso il domicilio del 33enne. L’uomo non ha opposto resistenza e ha seguito i poliziotti negli uffici per le formalità di rito.

Al termine delle procedure è stato trasferito nel carcere di Poggioreale, dove sconterà la pena residua.

Nessun nuovo guaio giudiziario negli ultimi anni

Secondo quanto emerso, dal 2018 Antonio Vinciguerra non era più stato coinvolto in ulteriori vicende giudiziarie. L’arresto è avvenuto esclusivamente per dare esecuzione alla pena definitiva stabilita dall’autorità giudiziaria.

Mugnano, assalto notturno alla Mediterranea Pesca: banda di ladri svuota la cassaforte

Mugnano – Un colpo studiato nei minimi dettagli quello messo a segno la scorsa notte ai danni della Mediterranea Pesca, colosso del settore ittico situato sulla via Provinciale Mugnano-Melito. Un commando composto da almeno quattro uomini ha fatto irruzione nella sede aziendale, riuscendo a sottrarre un bottino che, seppur in fase di quantificazione, viene già definito ingente.

L’azione ripresa dalle telecamere

Secondo le prime ricostruzioni supportate dalle immagini del sistema di videosorveglianza, i malviventi si sono mossi con estrema rapidità all’interno degli uffici. Nel mirino dei predatori non sono finiti i prodotti commerciali, bensì i beni di valore custoditi nella struttura: monili, orologi di lusso e altri oggetti preziosi. L’occhio elettronico delle telecamere interne ha immortalato la banda in azione, fornendo dettagli preziosi ora al vaglio degli inquirenti.

L’allarme e l’arrivo dei militari

Il raid ha fatto scattare i sistemi di sicurezza collegati con l’istituto di vigilanza privata. Nonostante il tempestivo intervento dei Carabinieri delle stazioni di Mugnano e Marano di Napoli, i ladri sono riusciti a dileguarsi prima dell’arrivo delle gazzelle, facendo perdere le proprie tracce nel fitto reticolo stradale dell’hinterland.

Indagini a 360 gradi

I militari dell’Arma hanno effettuato i rilievi scientifici sul posto per individuare eventuali tracce biologiche o impronte lasciate dai fuggitivi. Al momento restano da chiarire con esattezza le modalità d’accesso alla struttura e l’entità dei danni strutturali provocati durante l’effrazione. Gli inquirenti non escludono alcuna pista, analizzando anche possibili basisti che potrebbero aver fornito informazioni sulla collocazione dei beni preziosi all’interno dell’azienda.

Maddaloni si ferma per l’ultimo saluto a Sofia: lunedì i funerali della giovane cestista

Maddaloni – Il dolore di un’intera comunità si farà preghiera lunedì mattina, alle ore 10:30, tra le navate della chiesa dell’Annunziata a Maddaloni. Sarà quello il momento dell’ultimo addio a Sofia Di Vico, la studentessa e atleta di soli 15 anni la cui vita si è spezzata tragicamente durante una trasferta sportiva a Ostia.

La salma tornerà nella sua città dopo i necessari accertamenti autoptici, volti a confermare la dinamica di quello che appare come un fatale choc anafilattico, avvenuto durante una cena con le compagne di squadra della Union Basket.

Il dramma durante il torneo

La tragedia si è consumata nel ristorante di un camping sul litorale romano, dove la squadra alloggiava per partecipare al torneo “Mare di Roma Trophy in Pink”. Sofia, descritta da tutti come una ragazza solare e determinata, si è accasciata davanti agli occhi delle amiche e dello staff tecnico.

Inutili i soccorsi: il malore non le ha lasciato scampo. Il rientro della squadra nel Casertano è stato un viaggio silenzioso e straziante. “È stato il viaggio più triste della nostra vita”, ha commentato Giovanni Monda, responsabile tecnico del club, che allenava Sofia da quando era poco più che una bambina.

Il ricordo: “Una campionessa di empatia”

Maddaloni piange una ragazza “in gamba”, capace di trasformarsi sul parquet. “Sofia era la nostra campionessa, testarda e capace”, ricorda ancora Monda. “Era riservata con gli adulti, ma con le compagne sapeva essere estremamente empatica. Amava il basket, era il suo mondo”.

Anche tra i banchi del Liceo Scientifico “Nino Cortese”, dove Sofia frequentava la seconda classe, il vuoto è immenso. I docenti la descrivono come una studentessa tenace e brillante, una giovane donna che, nonostante la riservatezza tipica dell’adolescenza, spiccava per la sua forza di volontà.

Città in lutto e solidarietà ai genitori

La tragedia ha colpito una famiglia stimatissima in città: il padre, noto commercialista, e la madre, fisioterapista, sono ora circondati dall’affetto di centinaia di persone. Anche il sindaco di Maddaloni, Andrea De Filippo, legato da un rapporto di amicizia personale con la famiglia, ha espresso il cordoglio dell’amministrazione.

“Un dolore immenso che attraversa l’intera città”, ha dichiarato il primo cittadino, che sta valutando la proclamazione del lutto cittadino in concomitanza con le esequie, per onorare la memoria di una giovane vita spezzata troppo presto e offrire un segnale di vicinanza a chi ora dovrà affrontare il peso di un’assenza incolmabile.

Oroscopo di domenica 5 aprile 2026 a cura di Paolo Tedesco

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Cari amici, questa domenica 5 aprile 2026 ci lascia in eredità l’eco della splendida Luna Piena in Bilancia dello scorso giovedì . Il cielo di oggi, caratterizzato dalla quadratura tra Sole e Giove, ci mette davanti a una scelta cruciale: possiamo lasciarci trascinare dall’entusiasmo e fare un passo più lungo della gamba, oppure possiamo usare la lucidità della Bilancia per dosare le nostre energie.

♈ Ariete (21 marzo – 19 aprile)

  • Amore: Con Venere ormai nel segno del Toro da quasi una settimana, la fase di conquista diretta lascia spazio a un sentimento più concreto. Oggi potreste sentire il bisogno di stabilizzare la relazione o di capire realmente dove sta andando. Il Sole in quadratura con Giove vi invita a non esagerare con le richieste di attenzione: l’amore vero si vede anche nella routine.

  • Lavoro: La visione è ampia e l’ambizione è tanta, ma occhio a sovrastimare le risorse a disposizione. Oggi è più facile fare promesse che non potrete mantenere. Meglio un obiettivo piccolo e raggiunto che un sogno gigante e irrealizzato.

  • Salute: Energia buona, ma la tentazione di fare tutto in un giorno solo è alta. Evitate sforzi fisici eccessivi e concedetevi del riposo attivo.

  • Finanze: Attenzione agli acquisti impulsivi dettati dall’orgoglio. Oggi la stella del Risparmio è spenta, meglio rimandare le spese importanti a domani.

💎 Consiglio di Paolo Tedesco: “La velocità ti ha portato fin qui. Questa settimana è la lentezza a portarti più lontano.”

♉ Toro (20 aprile – 20 maggio)

  • Amore: Venere è in casa vostra da giorni e la vostra forza di attrazione è al massimo, anche se in modo sottile. In coppia, la qualità del tempo insieme è più importante della quantità. Chi è single emana un magnetismo naturale: non cercate, lasciate che siano gli altri a venire da voi.

  • Lavoro: Oggi la Luna Piena in Bilancia illumina il settore delle collaborazioni. Emerge la qualità reale di un rapporto professionale. Se c’è un accordo in sospeso, potrebbe risolversi positivamente grazie alla concretezza che vi contraddistingue.

  • Salute: Giornata ideale per dedicarsi alla cura del corpo. Un bagno caldo, una maschera di bellezza o una camminata lenta sono il lusso che vi meritiate.

  • Finanze: Situazione stabile. Potreste ricevere buone notizie riguardo a un investimento passato. Venere vi aiuta a riconoscere dove vale la pena spendere.

💎 Consiglio di Paolo Tedesco: “Il tuo momento è adesso. Senti, goditi, costruisci — nell’ordine che ti viene naturale.”

♊ Gemelli (21 maggio – 20 giugno)

  • Amore: La Luna Piena in Bilancia illumina il vostro settore romantico, portando alla luce un sentimento bello e importante. In coppia, l’energia è espressiva e comunicativa. Oggi le parole trovano il tono giusto per risolvere un vecchio malinteso.

  • Lavoro: Attenzione alle “promesse di domenica”. Il Sole in quadratura con Giove vi rende ottimisti, ma rischiate di impegnarvi su troppi fronti. Mantenete la barra dritta su un solo obiettivo.

  • Salute: Sistema nervoso in buona salute. Approfittate della quiete mentale di oggi per staccare la spina dai social e leggere qualcosa che vi appassiona.

  • Finanze: Buona giornata per fare piani finanziari a lungo termine, ma non per le contrattazioni dirette. La mente è brillante, ma un po’ dispersiva.

💎 Consiglio di Paolo Tedesco: “Le conversazioni di oggi aprono porte che rimangono aperte. Scegli bene le parole.”

♋ Cancro (21 giugno – 22 luglio)

  • Amore: Con Giove nel segno, le emozioni sono amplificate. Oggi la Luna Piena in Bilancia vi aiuta a vedere con chiarezza cosa funziona davvero nella vostra relazione più stretta. Se c’è stato uno squilibrio, emerge chiaramente.

  • Lavoro: Ottima giornata per attività che richiedono ascolto e risposta empatica. La vostra intelligenza emotiva è il vostro punto di forza. Potreste risolvere una situazione spinosa con un cliente semplicemente ascoltandolo.

  • Salute: Attenzione alla zona dello stomaco. Oggi la tendenza a trattenere le tensioni potrebbe dare fastidio. Una tisana e un pasto leggero sono l’ideale.

  • Finanze: Giornata tranquilla. Evitate di fare prestiti o di chiederne. La chiarezza relazionale di oggi vi aiuta a dire “no” se necessario.

💎 Consiglio di Paolo Tedesco: “La chiarezza relazionale che emerge oggi è un regalo. Non temerla — usala.”

♌ Leone (23 luglio – 22 agosto)

  • Amore: Oggi il palco è condiviso. In coppia, è il momento di una conversazione autentica che chiarisce le dinamiche di potere o di sostegno reciproco. La vostra forza oggi non sta nel brillare da soli, ma nel far brillare chi amate.

  • Lavoro: Lo slancio creativo è alto. Potreste avere un’idea geniale per un progetto. Tuttavia, il Sole in quadratura con Giove suggerisce di non bruciare le tappe. Presentate l’idea, ma aspettate a realizzarla.

  • Salute: Vitalità in forma. La Luna in Scorpione nel pomeriggio vi porterà una qualità più intensa e riflessiva, ottima per uno sport che richiede concentrazione.

  • Finanze: Controllate le spese per l’intrattenimento. Oggi potreste essere tentati di spendere troppo per stupire gli altri, ma non serve.

💎 Consiglio di Paolo Tedesco: “Oggi il palco è condiviso. La tua forza si vede nel come sostieni l’altro.”

♍ Vergine (23 agosto – 22 settembre)

  • Amore: La Luna Piena in Bilancia porta a galla le questioni di reciprocità. Chi dà troppo e chi riceve troppo poco si vede chiaramente oggi. In coppia, è il momento giusto per stabilire un accordo più equo nelle faccende quotidiane.

  • Lavoro: Venere in Toro attiva il vostro settore lavoro. Oggi è una giornata perfetta per strutturare nuove routine produttive. Mettete in ordine la scrivania e le priorità: l’efficienza di oggi pagherà domani.

  • Salute: Ottima giornata per iniziare una dieta o una nuova routine di allenamento. Il corpo risponde bene ai comandi della mente.

  • Finanze: Attenzione alle spese condivise. Oggi emergono eventuali squilibri nelle spese di casa o di coppia. Affrontate il discorso con pragmatismo.

💎 Consiglio di Paolo Tedesco: “Quello che emerge sulla reciprocità in amore è un’opportunità per riequilibrare, non per litigare.”

♎ Bilancia (23 settembre – 22 ottobre)

  • Amore: La Luna Piena nel vostro segno (avvenuta giovedì) sta ancora riversando la sua luce sulle relazioni. Oggi siete particolarmente lucidi. Un rapporto che aspettava di essere definito troverà chiarezza. Ascoltate il vostro bisogno di armonia, ma senza sacrificarvi.

  • Lavoro: La giornata è propizia per chiudere un contratto o firmare un accordo. La vostra capacità di mediazione è al top. Sfruttatela per risolvere una disputa interna.

  • Salute: L’equilibrio psicofisico è la priorità. Se sentite tensione, una passeggiata in coppia o una chiacchierata con un amico vi rigenererà più di un’ora in palestra.

  • Finanze: Ottima giornata per consulenze finanziarie. Un parere esterno vi aiuterà a vedere un investimento in modo più obiettivo.

💎 Consiglio di Paolo Tedesco: “Non puoi compiacere tutti. Piacere a te stesso, onestamente, è il primo passo per attrarre relazioni giuste.”

♏ Scorpione (23 ottobre – 21 novembre)

  • Amore: Passione e profondità. Oggi non vi accontentate delle apparenze. In coppia, cercate un contatto autentico, anche a costo di una discussione. La Luna in Scorpione nel pomeriggio intensifica i sentimenti.

  • Lavoro: Ottima giornata per la ricerca o l’analisi dei dati. La vostra mente indaga e vede ciò che gli altri non vedono. Un’intuizione di oggi potrebbe salvarvi da un errore futuro.

  • Salute: Energia rigenerativa alta. Oggi è un buon giorno per iniziare una terapia o un percorso di benessere che avevate rimandato.

  • Finanze: Gestione di risorse condivise sotto una buona stella. Potreste ricevere un rimborso o definire una spesa importante con un socio.

💎 Consiglio di Paolo Tedesco: “La crisalide non è una prigione, è un laboratorio alchemico. Abbraccia il buio in cui ti trasformi.”

♐ Sagittario (22 novembre – 21 dicembre)

  • Amore: Oggi le relazioni sono sotto i riflettori. La Luna Piena in Bilancia illumina il settore delle partnership serie. Per chi è single, l’incontro “giusto” potrebbe avvenire in un contesto culturale o di viaggio. Per chi è in coppia, si supera una piccola sfida insieme.

  • Lavoro: Attenzione ai dettagli nei contratti. La voglia di espandervi è tanta, ma Giove in quadratura vi ricorda di leggere la “piccola stampa”. Oggi meglio rimandare le firme a domani.

  • Salute: Il benessere dipende dalla qualità delle vostre relazioni. Una litigata potrebbe togliervi l’appetito, mentre una risata lo raddoppierà. Coltivate l’amicizia.

  • Finanze: Giornata stabile. Non fate investimenti azzardati consigliati da “amici di amici”. La vostra fortanza oggi è la prudenza.

💎 Consiglio di Paolo Tedesco: “L’altro è lo specchio in cui vedi parti di te. Scegli specchi che ti mostrino il tuo potenziale.”

♑ Capricorno (22 dicembre – 19 gennaio)

  • Amore: Sentimentalmente, oggi è una giornata di costruzione silenziosa. Non cercate fuochi d’artificio, ma piccole certezze. In coppia, un gesto pratico (come riparare qualcosa in casa) vale più di mille parole.

  • Lavoro: La Luna Piena in Bilancia illumina il settore della routine e della salute. È il momento di ottimizzare i processi. Oggi riuscite a vedere come rendere un flusso di lavoro più efficiente.

  • Salute: Attenzione allo stress accumulato durante la settimana. Le ossa e le articolazioni sono il vostro punto debole oggi. Riscaldatevi bene prima di qualsiasi attività fisica.

  • Finanze: Ottima giornata per fare budgeting. La vostra disciplina finanziaria è al top. Potreste trovare un vecchio abbonamento da disdire o un’offerta vantaggiosa.

💎 Consiglio di Paolo Tedesco: “La perfezione non è un punto di arrivo, ma la direzione del viaggio. Apprezza il percorso.”

♒ Acquario (20 gennaio – 18 febbraio)

  • Amore: Originalità e ribellione. Oggi potreste sentire il bisogno di “scombussolare” la routine di coppia per vedere una reazione. Va bene, ma senza esagerare. Chi è single è attratto da persone eccentriche o fuori dagli schemi.

  • Lavoro: La creatività è alta, la concentrazione bassa. Oggi è difficile stare dietro a troppe regole. Dedicatemi a lavori manuali o creativi che vi permettano di esprimervi, lasciando stare le scartoffie.

  • Salute: Bene l’energia elettrica. Attenzione solo alla circolazione e alle caviglie. Movimento e idratazione sono la chiave.

  • Finanze: Spese impreviste per tecnologia o regali originali. Mettete un freno agli acquisti compulsivi di “cose mai viste prima”. A volte il semplice funziona meglio.

💎 Consiglio di Paolo Tedesco: “Il nuovo non entra se la porta è chiusa. Apri la tua mente, e il mondo entrerà con doni inaspettati.”

♓ Pesci (19 febbraio – 20 marzo)

  • Amore: Oggi l’amore è fatto di sguardi e silenzi. Con Mercurio ancora nel segno, la comunicazione è fluida ma sottile. In coppia, capitevi anche senza parlare. Sfruttate questa magia per perdonare un vecchio torto senza nemmeno menzionarlo.

  • Lavoro: L’intuizione è al potere. Seguite il vostro “sentore” riguardo a un progetto o a una persona. La logica oggi può ingannarvi, l’istinto no. Perfetto per chi lavora nell’arte o nella terapia.

  • Salute: Il contatto con l’acqua è rigenerante. Una doccia calda o una nuotata vi rimetteranno in pace con il mondo. Attenzione ai piedi freddi.

  • Finanze: Giornata di riflessione. Non prendete decisioni importanti sul denaro oggi. Siete troppo suggestionabili. Aspettate domani per pagare bollette o fare acquisti online.

💎 Consiglio di Paolo Tedesco: “Sii come l’acqua: scorri, adattati, ma sappi dove stai costruendo la tua diga per accumulare forza.”

Cosa succede oggi domenica di Pasqua 5 aprile 2026 ?

Il consiglio che vi do oggi è di rallentare. Viviamo in un’epoca che ci spinge alla corsa, ma le stelle di oggi ci mostrano che la vera qualità della vita non si misura in chilometri orari, ma in profondità di respiro. Usate questa domenica per bilanciare ciò che avete ricevuto e ciò che avete dato questa settimana.

Che sia in amore, dove Venere in Toro ci chiede presenza invece che performance, o nel lavoro, dove il successo vero viene dalla costruzione solida, non dai fuochi di paglia. Il segreto del 5 aprile 2026 si chiama “Misura”. Chi la troverà, porterà a casa un tesoro. Buona domenica a tutti.

Gli «Invisibili»: chi sono i tre super-latitanti che sfidano ancora lo Stato

Roma – La lista si accorcia, ma il nucleo duro degli “irriducibili” resiste. Con l’uscita di scena di Roberto Mazzarella, arrestato recentemente dalle forze dell’ordine, il Programma speciale di ricerca del Viminale conta oggi solo tre nomi.

Tre uomini che, da decenni, sembrano svaniti nel nulla, protetti da reti di fiancheggiatori, territori impervi o identità fittizie oltreoceano. Sulle loro tracce lavora senza sosta il Giirl (Gruppo Interforze Integrato Ricerca Latitanti), che incrocia intelligence tradizionale e tecnologie di ultima generazione.

Giovanni Motisi: il killer di fiducia di Riina e il nuovo volto “digitale”

Il primo nome sulla lista è quello di Giovanni Motisi, detto “U Pacchiuni” (il grasso). Palermitano, classe 1959, è l’ultimo grande latitante della stagione stragista di Cosa Nostra. Considerato il sicario prediletto di Totò Riina, Motisi è ricercato dal 1998 per omicidi efferati, tra cui quello del vice questore Ninni Cassarà.

Le ultime novità: Recentemente, nel corso del 2024, la Polizia di Stato ha diffuso un nuovo identikit realizzato con la tecnica dell’Age Progression. Sfruttando le foto degli anni ’80 e ’90, gli esperti della Scientifica hanno ricostruito come potrebbe apparire oggi il boss, invecchiato e con i lineamenti segnati dal tempo.

Sebbene circolino voci su una sua possibile morte in Colombia (a Cali), gli inquirenti continuano a cercarlo, convinti che possa essere ancora il custode di importanti segreti della mafia siciliana.

Attilio Cubeddu: la “Primula Rossa” e la caccia alle tracce biologiche

Sardo di Arzana, Attilio Cubeddu (classe 1947) è il volto storico dell’Anonima Sequestri. La sua fuga inizia nel 1997, quando non rientra in carcere dopo un permesso premio. Il suo nome è legato al drammatico sequestro dell’imprenditore Giuseppe Soffiantini, mutilato di un orecchio durante la prigionia.

Le ultime novità: Negli ultimi mesi, le indagini si sono concentrate sull’Ogliastra con un maxi-blitz dei Carabinieri volto a smantellare la sua rete di protezione. La novità scientifica riguarda la ricerca di tracce biologiche: gli investigatori stanno tentando di isolare il suo profilo genetico completo (DNA) da vecchi reperti o dai familiari, per poterlo identificare con certezza ovunque si trovi, vivo o morto.

In un forte segnale simbolico, lo Stato ha recentemente deciso di trasformare una sua abitazione confiscata ad Arzana nella sede di una nuova stazione dell’Arma.

Renato Cinquegranella: il ponte tra Camorra e terrorismo

Il terzo uomo è il napoletano Renato Cinquegranella, 76 anni, figura di spicco della Nuova Famiglia negli anni ’80. Ricercato dal 2002, è condannato per l’omicidio di Giacomo Frattini, un delitto di una ferocia inaudita in cui la vittima fu mutilata e decapitata.

Il legame con gli Anni di Piombo: Oltre alla carriera criminale nei clan, Cinquegranella è sospettato di aver fornito supporto logistico al commando delle Brigate Rosse responsabile dell’omicidio del vicequestore Antonio Ammaturo nel 1982.

Questa doppia anima — criminalità organizzata e contatti con l’eversione politica — lo rende un latitante di altissimo profilo. Le indagini internazionali, estese dal 2018 anche all’estero, mirano a scovare rifugi che l’uomo potrebbe aver trovato grazie a vecchie alleanze mai del tutto recise.

Una sfida contro il tempo

Per il Ministero dell’Interno e la Direzione Centrale della Polizia Criminale, la cattura di questi tre soggetti non è solo una questione di giustizia, ma un atto necessario per chiudere definitivamente le ferite aperte dalle stagioni più buie della storia italiana. La tecnologia stringe il cerchio, ma il silenzio che circonda questi uomini resta, per ora, il loro miglior alleato.

Capaccio, cade in mare col parapendio: salvato

Capaccio .Incidente in serata lungo la costa cilentana e precisamente nelle acqua di Capaccio Paqestum. Poco podo le 19 di stasera un uomo è caduto in mare mentre sorvolava la costa mentre faceva base parapendio. Sulla spiaggia vi erano alcune persone che si sono gettate in acqua per salvarlo.

L’incidente si è verificato nella zona Laura nei pressi del molo Sirena.

Sono stati attivati i soccorsi. Sul posto i carabinieri via terra e la guardia costiera via mare. Mentre l’uomo è stato salvato con non poche difficoltà due delle persone che si erano tuffate in mare per recuperarlo sono state portate a largo dalla corrente marina.

Sono state recuperate dopo una mezz’ora dalla motovedetta della Guardia Costiera e portate all’ospedale di Agropoli.

Furto sacrilego a Sala Consilina: ladri rubano l’oro di San Rocco

Sala Consilina -Nella serata di venerdì 3 aprile, malviventi hanno fatto irruzione nella sacrestia della chiesa di San Rocco a Sala Consilina, nel cuore del Salernitano. Hanno svuotato completamente una cassaforte murata, rubando ogni oggetto d’oro votivo accumulato nel tempo.

Cassaforte forzata e refurtiva di valore

I ladri, armati di attrezzi da scasso, hanno raggiunto con precisione i locali sacri. Hanno forzato la cassaforte nascosta nel muro, rimuovendola e arraffando doni preziosi dei fedeli alla statua del Santo: catenine, anelli e medagliette simbolo di devozione. Il valore economico è ancora in valutazione, ma fonti investigative parlano di diverse migliaia di euro. Oltre al danno materiale, il colpo ha colpito il patrimonio affettivo della parrocchia.

Ladri “informati” e indagini in corso

L’azione suggerisce una conoscenza perfetta degli spazi: i malviventi si sono mossi senza lasciare tracce evidenti, evitando allarmi e vie di fuga esposte. Nessuna telecamera ha ripreso l’intrusione. I Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina hanno aperto un’inchiesta, con perlustrazioni e raccolta di testimonianze tra i parrocchiani.

Napoli, supermarket della droga in casa: arrestato narcos nigeriano

Napoli– Un vero e proprio “supermarket” dello stupefacente nascosto tra le mura domestiche. È quanto hanno scoperto gli agenti della Polizia di Stato nella notte, arrestando un 32enne di origine nigeriana, già noto alle forze dell’ordine e irregolare sul territorio nazionale, con l’accusa di detenzione illecita di droga ai fini di spaccio.

Il controllo e la scoperta

L’intervento è scattato nel corso di un servizio di controllo del territorio da parte degli agenti dei Commissariati Vicaria-Mercato e Vasto-Arenaccia. In transito in vico Guardia, i poliziotti hanno notato l’uomo aggirarsi con atteggiamento sospetto. Fermato per un controllo, è stato trovato in possesso di tre involucri di eroina.

Da qui, il sospetto che potesse detenere altra sostanza stupefacente ha spinto gli agenti ad estendere la perquisizione alla sua abitazione.

Il deposito di stupefacenti

All’interno dell’appartamento, la scoperta di un ingente quantitativo di droga: 165 involucri di eroina per un peso complessivo di circa 1,6 chilogrammi, 35 pasticche di MDMA, altri 20 grammi di eroina, circa 5 grammi di cocaina, oltre a quattro buste contenenti complessivamente 1,2 chilogrammi di marijuana e 65 grammi di hashish.

Sequestrati anche circa 7mila euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio, e diverso materiale utilizzato per il confezionamento delle dosi.

Per l’uomo sono scattate le manette. Le indagini proseguono per ricostruire la filiera dello spaccio: gli inquirenti puntano ora a individuare i fornitori, il giro di clienti e l’eventuale rete criminale per conto della quale il 32enne custodiva e distribuiva la droga.